venerdì 19 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 53


Dobbiamo credere all’amore di Dio. Il Cristo viene a salvare tutti gli uomini. Egli salva coloro che rispondono al suo amore donandosi a Lui con umile fiducia, e cerca di salvare quegli uomini orgogliosi e senza cuore che interpretano a rovescio l’amore con cui Egli accoglie i peccatori. Noi siamo salvati dal Cristo, risorto per comunicarci la sua vita: questo è il messaggio fondamentale a cui dobbiamo credere per entrare nella vita nuova ed eterna. Lasciamoci avvolgere e penetrare dal fascino e dall’amore di Gesù Cristo. Pentiamoci dei nostri peccati, dal profondo dell’anima salgano a Lui le nostre preghiere. Stupiamoci e meravigliamoci sempre sapendo che Dio ha abbandonato nelle nostre mani di peccatori il proprio Figlio diletto. L’amore del Padre è generoso, eterno, universale, gratuito, sempre attivo e, …immenso! Ma, soprattutto, è vicendevole: l'amore di Dio viene a noi, circola fra di noi e da noi ritorna a Lui. E' un amore donativo, scambievole e pieno di tenerezze. E' l'amore che ogni creatura deve nutrire per il proprio simile. E' per questo amore che Francesco pregava per tutti coloro che gli chiedevano aiuto.

FF688-Mentre il Santo supplicava il Signore, subito l’abate (per il quale Francesco stava pregando), provò nello spirito un calore insolito ed una dolcezza sconosciuta fino a quel momento e, rapito fuori dai densi, gli sembrò proprio di venir meno. Si fermò un istante, poi ritornato in sé stesso, constatò la potenza della preghiera di san Francesco. Per questo provò un amore sempre più grande per l’Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo. Questi sono i piccoli doni che devono farsi tra loro i servi di Dio, tale lo scambio vicendevole (Fil 4,15) che si addice loro riguardo al dare e al ricevere. Quel santo amore, che a volte è chiamato spirituale, è contento del frutto dell’orazione; la carità tiene poco conto dei poveri doni terreni. Credo sia proprio dell’amore santo aiutare ed essere aiutati nella lotta spirituale, raccomandare ed essere raccomandati davanti al tribunale di Cristo (2Cor 5,10). Ma a quale grado di preghiera pensi che dovesse salire chi ha potuto in tal modo innalzare un altro con i suoi meriti?





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