mercoledì 29 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 31

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA 

Siamo in cammino.......

31° GIORNO

Venerdì 31 Marzo

".....colui che mangia di me vivrà per me" Gv 6,57

L'Eucarestia, che è prima di tutto incontro vivo con il Signore vivo, è anche un lasciarsi trovare da Lui nella verità di ciò che realmente siamo

A noi è chiesto di accettare con animo aperto l'incontro che Lui ci offre e di portare in questo il <tutto> della nostra vita così com'è, perchè questo <nostro tutto> possa incontrarsi realmente col <tutto del suo amore>

FF 144 "... Ecco, ogni giorno egli si umilia (Cfr. Fil 2,8), come quando dalla sede regale (Cfr. Sap 18,15) discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sulI'altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato... 
FF145 E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli, come egli stesso dice: "Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo" (Mt 28,20).

Francesco era anche molto cosciente del valore infinito della Parola che il Signore dice ogni giorno al suo popolo nella celebrazione dell'Eucarestia.

FF2696 " Il beato Francesco procurò questo Breviario per i suoi compagni frate Angelo e frate Leone e, mentre era in salute, volle sempre con esso dire l'ufficio, come è prescritto nella Regola. In tempo di malattia, invece, non potendo recitarlo, voleva ascoltarlo; a questo impegno rimase fedele finché visse.
Fece anche scrivere questo Vangeliario e quando, a causa di malattia o di altro impedimento manifesto, non poteva ascoltare la Messa, si faceva leggere il brano evangelico assegnato per la Messa di quel giorno. E così continuò a fare fino alla sua morte. Ne dava questa ragione: « Quando non ascolto la Messa, adoro il Corpo di Cristo nella preghiera con gli occhi della mente, allo stesso modo in cui l'adoro quando lo contemplo durante la celebrazione eucaristica ». Ascoltato o letto il brano evangelico, il beato Francesco, per la sua profonda riverenza verso il Signore, sempre baciava il libro del Vangelo..."

Nella celebrazione eucaristica il Signore risorto non imbandisce solo la "mensa della Parola", ma imbandisce pure la "mensa del pane e del vino".
Il Cristo risorto nella Parola e nel pane e nel vino si rivela come Signore salvatore e si dona totalmente come nutrimento di salvezza, salvezza che viene annunciata e realizzata.
Francesco ci ricorda che è necessario essere docili all'azione dello Spirito Santo per accogliere realmente il Signore che salva:

"...Dio è spirito, e nessuno ha mai visto Dio. Perciò non può essere visto che nello spirito, poichè è lo spirito che dà la vita..." FF141

Alla scuola di Gesù-eucarestia tutti dobbiamo "imparare a vedere" contemplando. La contemplazione, perciò, è maestra di vita e può nascere e svilupparsi in una esistenza nutrita e illuminata dall'eucarestia.

Nel suo "Commento al Padre nostro" Francesco prega così:
"Il nostro pane quotidiano, il tuo Figlio diletto,il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e reverenza dell'amore che Egli ebbe per noi e di tutto ciò che per noi disse, fece e patì". FF271.

Per Francesco l'eucarestia è la sorgente della vita, di una vita nuova. Dall'eucarestia sgorgherà la missione di Francesco, e la missione per lui non sarà un'attività, ma uno "stile di vita evangelico".

Preghiamo con Francesco FF111:

+ "Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perchè con la tua santa croce hai redento il mondo".




MEDITAZIONI QUARESIMALI 32

 QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA 

Siamo in cammino.......

32° GIORNO

Sabato 1 Aprile 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          "Voi siete tutti fratelli...perchè uno solo è il Padre vostro, quello del cielo" Mt 5,45

"Siate innanzitutto testimoni del Padre e del Suo disegno d'amore per gli uomini" Giovanni Paolo II.


I francescani secolari devono saper scoprire, incarnare ed esprimere il volto del Padre celeste, annunciare e testimoniare l'amore paterno di Dio per tutti e per ognuno.
I francescani sono chiamati tutti a diventare, in qualche modo, padri e madri come Francesco. Giovanni Paolo II li invita a imitare la misericordia del Padre perchè "costituisce il contenuto fondamentale del messaggio di Cristo e la forza costitutiva della sua missione".

San Francesco afferrò in pieno la sostanza e la novità rivoluzionaria dell'annuncio evangelico della figliolanza di tutti gli uomini da Dio e la conseguente fratellanza fra di loro; egli ci fa comprendere che la povertà secondo il Vangelo è davvero liberazione e beatitudine; che l'amore a Cristo è fonte di gioia; che la carità verso il prossimo è in sè stessa una valida ragione di vita. Il bacio al lebbroso è un'opera meravigliosa di carità.

Avere misericordia vuol dire amare e perdonare
"Se perdonate agli altri i loro torti, a voi pure perdonerà il vostro Padre celeste. Ma se non perdonerete agli altri neppure il Padre vostro perdonerà i vostri peccati. Mt 6,14-15.

San Francesco pregava: "Quello che non sappiamo pienamente perdonare, Tu, Signore, fa che pienamente perdoniamo" FF 273.

Lui, ad imitazione di Gesù, perdonava sempre ed esortava gli altri a perdonare. I francescani secolari , come Francesco, devono sentirsi fortemente coinvolti nella missione di "riparare" il tessuto sociale lacerato da offese non perdonate, che dividono le persone, le famiglie, le nazioni e vanno colmate con la potenza trasformatrice dell'amore e del perdono.

+Signore Dio nostro, che hai dato a san Francesco sapienza e doni mirabili per amare in modo straordinario il Creatore e tutte le creature, dona anche a noi di entrare in profonda comunione con il Padre e saper amare e perdonare tutti i fratelli!






MEDITAZIONI QUARESIMALI 30

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
30° GIORNO
Giovedì 30 Marzo
" Ma Egli rispose: "Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". Lc 8,21.
FF177. Perfetto zelatore e amante dell'osservanza del Vangelo, il beato Francesco amava ardentemente che
tutti mettessero in pratica la Regola, che è vivere il Vangelo, e diede una speciale benedizione a coloro che
sono e saranno veri zelatori di essa.
Ai suoi discepoli diceva che la Regola è il libro della vita, la speranza della salvezza, la caparra della
gloria, il midollo del Vangelo, la via della croce, lo stato di perfezione, la chiave del paradiso, il patto di eterna alleanza. Voleva che tutti ne avessero una copia e la sapessero a mente, e che nelle loro conversazioni i frati ne parlassero di frequente, per evitare lo scoramento, e ne meditassero dentro di sé per richiamare il giuramento pronunciato.Prescrisse che la Regola fosse sempre davanti al loro sguardo, a rammentare il loro ideale di vita e a stimolo di osservanza. E, più ancora, volle e insegnò ai frati di morire con essa.
"Credere al Vangelo è credere in Gesù Cristo, unica via al Padre" Gv 14,6-7.
Credere e seguire Gesù Cristo è l'unica cosa necessaria per salvarsi. Essere francescani non è necessario per la salvezza, questo però non esonera dal dovere di cercare di capire il disegno di Dio nei propri riguardi.
FF522
I frati che vissero con lui, inoltre sanno molto bene come ogni giorno, anzi ogni momento affiorasse sulle sue labbra il ricordo di Cristo; con quanta soavità e dolcezza gli parlava, con quale tenero amore discorreva con Lui. La bocca parlava per l'abbondanza dei santi affetti del cuore, e quella sorgente di illuminato amore che lo riempiva dentro, traboccava anche di fuori. Era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra....".
Dio ha preso l'iniziativa donando a Francesco una vocazione così particolare , una vocazione che Francesco ha accettato e valorizzato col suo amore ardente. La vocazione francescana è il "talento" che Dio ha affidato anche a noi!
"Fratelli, cercate di rendere più sicura la vostra vocazione e la vostra elezione. Se farete questo non inciamperete mai". 2Pt 1,10.

+Donaci, Signore, un amore profondo per la tua Parola. Insegnaci, Gesù, a camminare con la nostra croce dietro di Te che se la nostra Via, Verità e Vita per guidarci all'incontro con il Padre.

martedì 28 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 29

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
29° GIORNO
Mercoledì 29 Marzo
""Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà. Gesù le disse (a Marta): <Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?"> Gli rispose: "Si, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo". Gv 11,21-27.
In risposta a Gesù, Marta emette una professione di fede, che possiamo fare nostra: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”. E se anche noi siamo in grado di dire le stesse cose e di avere la grande fede di san Francesco, otterremo certamente il dono che Gesù ha promesso e promette a tutti coloro che credono in Lui e con questo riceviamo da Lui la verità che ci svela il mistero della vita e della morte, e questa verità ci rende liberi di amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi.
"Gesù Cristo è lo stesso ieri(passato), oggi(presente), e sempre(futuro). Ebr 13,8.
Cristo, che è al centro del disegno d'amore del Padre per gli uomini, è il punto di convergenza di tutte le cose, il fine della storia, il centro focale dei destini dei popoli, la pienezza delle aspirazioni del cuore dell'uomo. In Lui
si fa presente nel mondo il Regno di Dio. Regno che vive e cresce nel mondo ma non è del mondo. In Gesù Cristo, nel Vangelo è racchiusa la potenza più sconvolgete, capace di rendere nuove tutte le cose e prima di tutto gli uomini. Perciò non c'è nuova umanità
se prima non ci sono uomini nuovi come Francesco.
La Regola ci offre due indicazioni fondamentali:
1) FARE DI CRISTO IL CENTRO E L'ISPIRATORE DELLA PROPRIA VITA CON DIO, CON GLI UOMINI E CON TUTTE LE ALTRE REALTA'.
San Paolo afferma: "Se uno è in Cristo è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate delle nuove (2Cor 5,17)
Francesco, specchio di Cristo e specchio dell'uomo, è 
un modello a cui conducono la fede e la ragione morale, perchè in lui,l'umanità vede come in uno specchio il senso recondito del proprio destino.

2) PASSARE DAL VANGELO ALLA VITA E DALLA VITA AL VANGELO
Il Vangelo è la "buona novella", "potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede" (Rm 1,16)
Il Vangelo è Cristo, e vivere il Vangelo alla maniera di san Francesco, significa mettere al centro della propria vita Gesù Cristo perchè Egli sta al centro delle opere del Padre celeste, ed è il "centro" dell'universo. 
Significa averLo innanzi alla mente costantemente, come modello(FF153). Comporta passare immediatamente dalla contemplazione all'azione, dall'ideale alla sua realizzazione, dalle parole ai fatti. Il Vangelo non è un annuncio che si spegne pian piano in chi lo riceve, ma una voce che rimbalza e si fa eco, voce a sua volta, grido!
Per Francesco, seguire Gesù, significa lasciarsi condurre da Lui e amarLo con tutta la propria persona, più di sè stesso.

FF 522. I frati che vissero con lui, inoltre sanno molto bene come ogni giorno, anzi ogni momento affiorasse sulle sue labbra il ricordo di Cristo; con quanta soavità e dolcezza gli parlava, con quale tenero amore discorreva con Lui. La bocca parlava per l'abbondanza dei santi affetti del cuore, e quella sorgente di illuminato amore che lo riempiva dentro, traboccava anche di fuori. Era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra. Quante volte, mentre sedeva a pranzo, sentendo o pronunciando lui il nome di Gesù, dimenticava il cibo temporale e, come si legge di un santo, "guardando, non vedeva e ascoltando non udiva". C'è di più, molte volte, trovandosi in viaggio e meditando o cantando Gesù, scordava di essere in viaggio e si fermava a invitare tutte le creature alla lode di Gesù.
Prendiamoci un pò di tempo per riflettere su ciò che siamo come francescani. Viviamo la Regola? Ci sforziamo di passare dalla vita al Vangelo e dal Vangelo alla vita?
+ Eccomi, Signore,
accoglimi come sono......
Accoglimi come sono, Signore,
e fà che anch'io mi accolga come sono,
perchè stando con Te,
accogliendo Te,
possa pian piano divenire come Tu mi vuoi,
e fare ciò che Tu vuoi.



lunedì 27 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 28

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
28° GIORNO
Martedì 28 Marzo
Dalla regola del Terz’Ordine francescano regolare
24. Qualora sorgesse tra loro, a motivo di parole o di atteggiamenti, occasione di turbamento, chiedano subito umilmente perdono l’uno all'altro prima di offrire a Dio la loro preghiera.
Se qualcuno avesse trascurato gravemente gli impegni di vita che ha professato, sia ammonito dal ministro o da coloro che saranno venuti a conoscenza della sua colpa. Però questi non gli procurino vergogna né disonore, ma abbiano grande misericordia verso di lui. Tutti poi devono evitare attentamente di adirarsi e di scandalizzarsi per il peccato di qualcuno, poiché l’ira e il turbamento, in sé e negli altri, impediscono la carità.
Mt 18, 21-22
Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose:                                                     «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette».
3
Dalla Compilazione di Assisi
In quello stesso periodo, mentre giaceva malato, avendo già composte e fatte cantare le Laudi, accadde che il
vescovo di Assisi allora in carica scomunicò il podestà della città. Costui, infuriato, a titolo di rappresaglia, fece
annun-ziare in maniera forte e vistosa questo bando: che nessuno vendesse al vescovo o comprasse da lui alcunché
o facesse dei contratti con lui. A tal punto erano arrivati a odiarsi reciprocamente. Il beato Francesco, malato com
'era, fu preso da pietà per loro, soprattutto perché nessun religioso o secolare si interessava dì ristabilire tra i due
la pace e la concardia. E disse ai suoi compagni: "Grande vergogna è per noi, servi di Dio, che il vescovo e il
podestà si odino talmente l'un l'altro, e nessuno si prenda pena di rimetterli in pace e concordia ". Compose allora questa strofa, da aggiungere alle Laudi:
Laudato si, mi Signore
per quelli che perdonano per il tuo amore
e sostengono infermità e tribolazioni.
Beati quelli che le sosterranno in pace
perchè da te, Altissimo, saranno coronati.
Poi chiamò uno dei suoi compagni e gli disse: "Va', e dì al podestà, da parte mia, che venga al vescovado lui
insieme con i magnati della città e altri che potrà condurre con sé ". Mentre quello andava, egli disse agli altri due
compagni: "Andate e cantate il Cantico di frate Sole alla presenza del vescovo e del podestà e degli altri che sono
con loro. Ho fiducia nel Signore che renderà umili i loro cuori, ed essi faranno pace e torneranno all'amicizia e
all'affetto di prima ". Quando tutti furono riuniti nello spiazzo interno del chiostro dell 'episcopio, quei due frati si
alzarono ed uno disse: "il beato Francesco ha composto durante la sua infermità le Laudi del Signore per le sue
creature, a lode di Dio e a edificazione del prossimo. Vi prego che state a udirle con devozione ".
Così cominciarono a cantarle. Il podestà si levò subito in piedi e, a mani giunte come si fa durante la lettura del
Vangelo, pieno di viva devozione, e anzi in lacrime, stette ad ascoltare attentamente. Egli aveva infatti molta fede e
venerazione per il beato Francesco. Finite le Laudi del Signore il podestà disse davanti a tutti: "Vi dico, in verità,
che non solo al signor vescovo, che devo considerare mio signore, sarei disposto a perdonare, ma anche a chi mi
avesse assassinato il fratello o il figlio ". Indio si gettò ai piedi del vescovo dicendogli: "Per amore del Signore
nostro Gesù Cristo e del beato Francesco, suo servo, eccomi pronto a soddisfarvi in tutto, come a voi piacerà ".
Il vescovo lo prese fra le braccia, si alzò e gli rispose: "Per la carica che ricopro dovrei essere umile. Purtroppo
ho un temperamento portato all'ira. Ti prego di perdonarmi." E così i due si abbracciarono e baciarono con molta
cordialità e affetto. I frati ne restarono molto colpiti, constatando la santità del beato Francesco, poiché si era
realizzato alla lettera quanto egli aveva predetto della pace e concordia di quelli. Tutti coloro che erano stati
presenti alla scena e avevano sentito quelle parole, ritennero la cosa un grande miracolo, attribuendo ai meriti del
beato Francesco il fatto che il Signore avesse così subitamente toccato il cuore dei due avversari.
I quali, senza più ricordare gli insulti reciproci, tornarono a sincera concordia dopo uno scandalo così grave.
(FF 1616)
Dalle Beatitudini di San Francesco
Sono veri pacifici coloro che in tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo. (Am: FF162-176.178)
E soprattutto ascoltiamo la parola di Gesù che ha posto la misericordia come un ideale di vita e come criterio di credibilità per la nostra fede: « Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5,7) è la beatitudine a cui ispirarsi.

+ Francesco, ammirabile altezza dell'umiltà,
degnazione stupenda della misericordia divina,
intercedi perchè Cristo nel suo Regno
si ricordi di noi peccatori.


   

domenica 26 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 27

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
27° GIORNO
Lunedì 27 Marzo
"....voi non fatevi chiamare "rabbì", perchè uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. Chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato" Mt 23,5-8.12
"......In qualunque luogo si trovasse, in compagnia di religiosi o secolari, se gli avveniva di avere lo spirito turbato da vanagloria, superbia o altro vizio, all'istante se ne confessava davanti a loro, crudamente, senza cercare attenuanti..." FF1588
""..tutti noi frati guardiamoci da ogni superbia e vana gloria; e difendiamoci dalla sapienza di questo mondo e dalla prudenza della carne . Lo spirito della carne, infatti, vuole e si preoccupa molto di possedere parole, ma poco di attuarle, e cerca non la religiosità e la santità interiore dello spirito, ma vuole e desidera
avere una religiosità e una santità che appaia al di fuori agli uomini.È di questi che il Signore dice: "In verità vi dico, hanno ricevuto la loro ricompensa". Lo spirito del Signore invece vuole che la carne sia mortificata e disprezzata, vile e abbietta, e ricerca l'umiltà e la pazienza e la pura e semplice e vera pace dello spirito ....." . FF48

Francesco ci insegna che il centro della nostra persona, è al di fuori di noi, non ci appartiene. Perchè? Perchè il nostro centro è il Signore, da Lui proviene tutto ciò che siamo, che abbiamo, che siamo chiamati ad essere. In Lui solo possiamo trovare noi stessi e la nostra vera identità. Se questa nostra vita è un dono, e lo è, è necessario prendere consapevolezza del progetto da realizzare amministrando questo stesso dono...tenendo presente che il progetto è di Dio!
San Francesco con la sua umiltà ci esorta a non esaltarci di fronte agli uomini, ma a dare onore e gloria a Dio , per quanto Egli opera in noi.
+ Liberaci, Signore, dalla tentazione di apparire giusti davanti agli uomini più di quanto siamo davanti a Te; donaci il coraggio di mostrarci per quello che siamo, e di gloriarci solo in questo: nel dare a Te la gloria che ti spetta e, da servi fedeli, come san Francesco, attribuire a Te ogni bene che ci doni.



sabato 25 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 26

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
26° GIORNO
Domenica 26 Marzo
«Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi» (Mc12,28-31)
Per il Vangelo, amare è una questione di vita o di morte. Sì, perché scegliere di amare in senso evangelico equivale allo stesso tempo morire e vivere! Per amare sia Dio che il prossimo, una parte di noi deve essere disposta a cedere, a morire dentro; ma proprio in questo sacrificio scopriamo la vita che nasce da donarsi all’altro e all'Altro.....Nell'amore troviamo un sottile equilibrio di forze ed energie, in cui, io e l’altro/Altro, impariamo a rispettarci e a donarci.
"Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine". Gv 13,1.
Amandoci gli uni gli altri come Gesù ci ha amato, sappiamo mostrare anche con le opere l'amore che portiamo nel cuore, e sia il nostro amore vicendevole a rendere a Dio la più bella lode.
FF 1791."" Inebriato d'amore per Cristo, la cui passione condivideva, Francesco faceva talvolta così: la
dolcissima melodia che gli zampillava dal cuore, si esprimeva in lingua francese, e il ruscello della voce
divina che gli sussurrava nell'intimo erompeva in cantici francesi""
Francesco ha visto la Luce vera nella luminosa conoscenza di Gesù, piccolo, povero e crocifisso, risorto ed eternamente vivente, e pregava e intercedeva perchè Cristo, nel suo Regno, si ricordasse di lui e di noi.
FF1791 "A volte raccattava da terra un pezzo di legno, lo posava sul braccio sinistro, prendeva nella destra un altro bastoncino e lo passava su quello, a modo dell'archetto d'una viola o d'altro strumento, facendo gesti appropriati, e così accompagnava, cantandole in francese, le lodi del Signore Gesù.
Ma questo tripudio finiva in lacrime, e il giubilo si scioglieva in compianto per la passione di Cristo.
Tra le lacrime emetteva continui sospiri e, raddoppiando i gemiti, dimentico di quello che teneva tra le mani, era come rapito nel cielo"".

Francesco, vivendo nell'imitazione di Cristo, ci ha trascinati tutti nella via dell'amore....

+ Mio Dio, Padre buono e misericordioso, Tu, che hai ispirato a san Francesco un ardente amore per la povertà evangelica e per l'amore fraterno, per sua intercessione concedi anche a noi di seguire Cristo povero e umile, per godere della tua visione nella perfetta letizia del tuo Regno.



venerdì 24 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 25

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
25° GIORNO
Sabato 25 Marzo
"Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.................Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».................... 
Lc 24, 13-35.
L'episodio dei due discepoli in cammino verso Emmaus è l'immagine esemplare dell'incontro che la chiesa nell'eucarestia fa col suo Signore. L'esperienza di quei due discepoli diventa la nostra esperienza, ... un'esperienza di salvezza che si realizza nell'oggi della nostra vita.
"...ogni giorno viene a noi..." FF144.
Così ci ricorda Francesco nella Prima Ammonizione.
Ricordiamoci che Cristo risorto e glorioso cerca un incontro con noi....
Ricordiamoci che questo incontro non è qualcosa che "succede" in noi e non è provocato da noi....
Ricordiamoci che questo incontro è qualcosa che è al di là di noi,....è qualcosa che ci viene donato,....è un'iniziativa libera e amorosa di Dio che nel Risorto si rende incontrabile e si dona a noi.

"Aprimi....." (Ct 5,2)
A ciascuno di noi il Signore, come lo sposo del Cantico dei cantici, dice: "Aprimi.....". A ciascuno di noi è dato di scegliere consapevolmente come rispondere, cosa dire.......
Noi francescani chiediamo al Signore di poter dire con la vita, come Francesco, insieme alla sposa del Cantico dei cantici: "Io sono per il mio diletto...." (Ct 6,3).

Francesco ci ricorda che è necessario essere docili all'azione dello Spirito Santo per accogliere realmente il Signore che salva.
FF141 " Il Padre abita una luce inaccessibile (Cfr. 1Tm 6,16), e Dio è spirito, e nessuno ha mai visto Dio (Gv 4,24 e Gv 1,18). 6 Perciò non può essere visto che nello spirito, poiché è lo spirito che dà la vita; la carne non giova a nulla (Gv 6,64). 7 Ma anche il Figlio, in ciò per cui è uguale al Padre, non può essere visto da alcuno in maniera diversa dal Padre e in maniera diversa dallo Spirito Santo..........
[143] 12 Per cui lo Spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli, è lui che riceve il santissimo corpo e il sangue del Signore. 13 Tutti gli altri, che non partecipano dello stesso Spirito e presumono ricevere il santissimo corpo e il sangue del Signore, mangiano e bevono la loro condanna (Cfr. 1Cor 11,29). 14 Perciò: Figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore? (Sal 4,3) 15 Perché non conoscete la verità e non credete nel Figlio di Dio? (Cfr. Gv 9,35)...........
[144] 16 Ecco, ogni giorno egli si umilia (Cfr. Fil 2,8), come quando dalla sede regale (Cfr. Sap 18,15) discese nel grembo della Vergine; 17 ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; 18 ogni giorno discende dal seno del Padre sulI'altare nelle mani del sacerdote..............
[145] 22 E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli, come egli stesso dice: "Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo" (Mt 28,20).

Quando accettiamo l'invito a mensa di Gesù che dice:
"..........colui che mangia di me vivrà per me". (Gv 6,57)
è per noi possibile lasciarsi raggiungere dal Cristo risorto che salva.
Il cuore ardente di cui parla Luca(24) è il segno della salvezza donata e ricevuta nell'oggi della vita,......è il segno dell'amore accolto, della speranza ritrovata, della fede che rianima la vita.

E' questo cuore ardente, è questo sguardo di fede, è questo "sguardo con gli occhi dello Spirito", che hanno fatto di Francesco un contemplativo.
Anche noi siamo chiamati ad essere dei contemplativi e a vedere con gli "occhi del Risorto"
Nella Regola dell'Ordine Francescano Secolare, parlando della forma di vita dei laici francescani, è detto:
"Facciano della preghiera e della contemplazione l'anima del proprio essere e del proprio operare". RegOFS 8.

Perchè dice questo? Perchè Dio non fa doni inutilmente; vuole che siano valorizzati: tale è la vocazione francescana. 
"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perchè andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia durevole" (Gv 15,16).

Poniamoci alla presenza del Signore con tutto il nostro essere, con tutta la nostra vita...così com'è.
+ Spirito di Dio scendi su di me!
Spirito di Dio riempimi di te!
Spirito di Dio prega in me!
Spazio di silenzio in noi e attorno a noi.....
+ Signore, aiutaci a vedere tutto con gli "occhi della fede":....la nostra vita,....gli uomini,...gli avvenimenti,....la storia,...la creazione,...tutto !
Aiutaci ad incontrarti con la preghiera contemplativa, ...che non è una fuga dal mondo,...ma è un nuovo modo di vederlo... un nuovo modo di viverci,....il modo cristiano di vivere da convertiti.......
Spirito di Dio riempici di Te !



MEDITAZIONI QUARESIMALI 24

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
24° GIORNO
Venerdì 24 Marzo
"Chi ci farà vedere il bene? Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto". " Sal 4,7 ".
Necessita impegnarsi seriamente per comprendere questo aspetto attuale della nostra missione: fare risplendere sul cammino dell'umanità contemporanea la luce del volto del Padre celeste, perchè gli uomini, riponendo in Lui la loro fiducia e la loro speranza, camminino più sereni e sicuri nelle vie del mondo, per costruirlo più fraterno e godibile da parte di tutti.
"Tu sei Trino e Uno,
Signore Dio degli dei,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
il Signore Dio vivo e vero"
FF261
L'aspetto della vita umana che maggiormente urge riparare è proprio quello che riguarda l'eclissi della presenza di Dio, come Padre, nell'orizzonte dell'umanità. Bisogna fare riscoprire il volto paterno di Dio: Padre previdente e provvidente, Amico pronto 
a comprendere e a perdonare. Bisogna saper infondere fiducia e confidenza in Lui, e saper comunicare la gioia di poterLo chiamare Padre.

"Nella conversione e nella calma
sta la vostra salvezza,
nell'abbandono confidente
sta la vostra forza" (Is 30,15)
Per cogliere ciò che Dio ha da dirci ci vuole tempo. La sua Parola non la si può inghiottire come una pillola. La fretta porta alla superficialità e un rapporto frettoloso non sarà mai espressione di un ascolto vero, di un amore profondo. La fretta ci rende introvabili ...anche dal Signore.
Dice Francesco:
"E guardiamoci bene dalla malizia e dall'astuzia di Satana, il quale vuole che l'uomo non abbia la sua mente e il cuore
rivolti a Dio; e, circuendo il cuore dell'uomo con il pretesto di una ricompensa o di un aiuto, mira a togliere e a soffocare
la parola e i precetti del Signore dalla memoria, e vuole accecare il cuore dell'uomo, attraverso gli affari e le
preoccupazioni di questo mondo, e abitarvi, così come dice il Signore: "Quando lo spirito immondo è uscito da un uomo
va per luoghi aridi e senz'acqua in cerca di riposo e non la trova; e allora dice: Tornerò nella mia casa da cui sono uscito.
E quando vi arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora egli se ne va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui,
poi entrano e vi prendono dimora, sicché l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima.
[60] Perciò, tutti noi frati, stiamo bene in guardia, perché, sotto pretesto di ricompensa, di opera da fare e di un
aiuto, non ci avvenga di perdere o di distogliere la nostra mente e il cuore dal Signore.
Ma, nella santa carità, che è Dio, prego tutti i frati, sia i ministri che gli altri, che, allontanato ogni impedimento e messa
da parte ogni preoccupazione e ogni affanno, in qualunque modo meglio possono, si impegnino a servire, amare,
adorare e onorare il Signore Iddio, con cuore puro e con mente pura, ciò che egli stesso domanda sopra tutte le cose". FF59-60.

La novità, per noi, sta in un ascolto che sia docilità alla Parola.....
La novità, per noi, sta in un ascolto che è accoglienza del Signore che parla....
La novità per noi, sta nella nostra vita che diventa nuova perchè si lascia rinnovare dall'ascolto del Signore.....
Mettiamo ogni cura perchè la Parola di Dio si fissi nella nostra memoria, entri con forza nella nostra vita, ci renda testimoni di Dio ovunque andiamo.....
+ Signore, mio Dio, grazie....
Grazie per il tempo che posso dedicare a Te....
Grazie per farmi sentire la responsabilità verso i fratelli....
Grazie per il desiderio di farti conoscere e amare.....
Grazie per tenermi lontano dai compromessi....
Grazie per avermi regalato la libertà di servirti......
Grazie per avermi dato un cuore capace di dirti "Sì".
Grazie, Signore.



mercoledì 22 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 22

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA 

Siamo in cammino.......

22° GIORNO

Mercoledì 22 Marzo

""Ascoltate oggi la voce del Signore, non indurite il vostro cuore..." Sal 94,8

"...libero e sicuro, si rifugiò nel segreto della solitudine, per ascoltare, solo e nel silenzio, gli arcani colloqui del cielo" FF1044

A ognuno di noi viene detto che per pregare occorre mettersi in atteggiamento di ascolto: ascoltate... ascoltate oggi....non domani, oggi! 
Chi ascoltare? La voce del Signore, cioè la sua persona che parla.

Il salmo non dice "Non indurite le orecchie!", invece dice "Non indurite il cuore"

L'ascolto non è perciò un problema di udito, ma un "problema di cuore".

Il cuore nella Bibbia indica la persona nella sua unità e nella sua profondità; è la sede della responsabilità, della coscienza, dei sentimenti, della libertà, della volontà, dell'intelligenza, dei desideri, il cuore è la sede del culto: è col cuore che si prende posizione di fronte alla Parola e all'azione di Dio.
Ascoltare vuol dire quindi aprire tutta la propria persona, tutta la propria vita a Dio.
La Sacra Scrittura ci dice che il giovane Samuele, stimolato dal consiglio del sacerdote E li si rivolse a Dio , si rivolse a Dio dicendo:

"Parla (Signore) perchè il tuo servo ti ascolta". 1Sam3,10.

Il primo passo dell'ascolto, dunque, è volere ascoltare. Volere ascoltare comporta necessariamente la disponibilità a cambiare, la disponibilità alla conversione, e a lasciarsi guidare dal Signore a fare ciò che Lui chiede. L'ascolto è ricerca umile e fiduciosa della volontà di Dio. L'ascolto è una realtà da vivere, per ascoltare occorre "esserci".

"Ascoltate oggi la voce del Signore, non indurite il vostro cuore" Sal 94,8.

Francesco d'Assisi, mentre era ancora in ricerca della sua vocazione, partecipando un giorno alla Messa e "ascoltando" ciò ch e il Signore diceva quell'"oggi", trovò ciò che stava cercando. Leggiamo nelle Fonti Francescane 356/357:
"""......subito, esultante di spirito Santo, esclamò: " Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore! "...... non sopporta indugio alcuno a mettere in pratica fedelmente quanto ha sentito: si scioglie dai piedi i calzari, abbandona il suo bastone, si accontenta di una sola tunica, sostituisce la sua cintura con una corda. Da quell'istante confeziona. per sé una veste che riproduce l'immagine della croce, per tener lontane tutte le seduzioni del demonio; la fa ruvidissima, per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi (Gal 5,24)e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile al mondo invidiargliela!... (357) Con altrettanta cura e devozione si impegnava a compiere gli altri insegnamenti uditi. Egli infatti non era mai stato un ascoltatore sordo del Vangelo, ma, affidando ad una encomiabile memoria tutto quello che ascoltava, cercava con ogni diligenza di eseguirlo alla lettera."""

E' chiaro che se si ascolta il Signore con questo stile si può con verità pregare con le parole del Sal 118:

""La tua Parola mi fa vivere"".

Dall'ascolto della Parola nasce uno stile di vita, un modo di vivere che ha come regola l'ascolto del Signore. FF116
""Nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò""".

Con tutta la nostra persona mettiamoci alla presenza del Signore, per incontrarlo e stare un pò con Lui....
Invochiamo lo Spirito del Signore perchè preghi in noi....

+Signore, sono qui per Te....
per accogliere Te....
per stare con Te....
per ascoltare Te.....
per lottare con la forza che Tu mi dai, contro tutto ciò che può portarmi lontano da Te,
dalla tua volontà, dalla vita vera in Te....
Ti prego ascoltami, Signore...
Ascoltami.





MEDITAZIONI QUARESIMALI 23

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
23° GIORNO
Giovedì 23 Marzo
«Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Gal 6,14).
Che cosa testimonia san Francesco a noi, oggi? Che cosa ci dice, non con le parole – questo è facile – ma con la vita? La prima cosa che ci dice, la realtà fondamentale che ci testimonia è questa: essere cristiani è un rapporto vitale con la Persona di Gesù,.... è rivestirsi di Lui, ...... è assimilazione a Lui.
Da dove parte il cammino di Francesco verso Cristo? Parte dallo sguardo di Gesù sulla croce. Lasciarsi guardare da Lui nel momento in cui dona la vita per noi e ci attira a Lui. […]
Il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento; paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita, perché ci parla di amore, perché è l’Amore di Dio incarnato, e l’Amore non muore, anzi, sconfigge il male e la morte. Chi si lascia guardare da Gesù crocifisso viene ri-creato, diventa una «nuova creatura».
""Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perchè ne seguiate le orme..." 1P 2,21
Orme...lasciate non da un'idea, ma da una Persona.....
Orme....che tracciano una strada...un cammino sicuro...la via della Vita !
Queste orme non dicono nulla a chi si limita ad osservarle,...ma dicono tutto a chi le segue....
Seguire queste orme significa seguire Colui che le ha lasciate: Gesù Cristo.
San Bonaventura ci dice che Francesco, dopo aver rinunciato a tutte le sicurezze umane e a tutti i beni terreni...
"...fu lasciato nudo perchè seguisse il nudo Signore crocifisso, oggetto del suo amore...." FF1043
Scoprirsi amati da Cristo e riamarlo è ciò che fa scattare la sequela...
Da qui parte tutto: è l’esperienza della Grazia che trasforma, l’essere amati senza merito, pur essendo peccatori. Per questo Francesco può dire, come san Paolo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Gal 6,14).
"La sua aspirazione più alta, il suo desiderio dominante, la sua volontà più ferma, era di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo........(e) con tutto lo slancio dell'anima e del cuore la dottrina e gli esempi del Signore nostro Gesù Cristo". FF466-467.
Nella croce di Cristo, Francesco contempla l'indicibile amore di Dio, ma anche la vera potenza di Dio....; la miseria dell'uomo, capace di rifiutare Dio e di uccidere la vita, ma anche la grandezza e la preziosità dell'uomo, che è stato salvato a tal prezzo....
Francesco vive la preghiera come un'anticipazione della gioia del Regno di Dio: chiediamogli aiuto....
+ Ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo: insegnaci a rimanere davanti al Crocifisso ...................  insegnaci a lasciarci guardare da Lui,........ a lasciarci perdonare.e ricreare dal suo amore......
Aiutaci, Francesco, a vivere alla sequela di Cristo come te....San Francesco, aiutaci tu.