giovedì 27 luglio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Il male

Il male
Dio tollera il male e impedisce ai suoi servi troppo zelanti di sterminare i malvagi con il pretesto di far scomparire il male. Perchè? Perchè vuole vincere il male col bene e ricondurre i peccatori a Dio, prima che il giudizio ponga fine al tempo in cui viene offerta all'uomo la possibilità di scegliere. Le nazioni, le razze, le culture, sono una fusione di grano e zizzania ed è "evangelico" valorizzare in esse ogni piccola traccia di grano senza lasciarsi spaventare da tutto ciò che in esse è esagerazione, depravazione, violenza fisica o psicologica. E’ un progetto universale, che abbraccia tutti i popoli e tutti i tempi. San Francesco lo aveva capito, per questo mandò i suoi frati a predicare, a due a due, in Italia, in Europa e anche tra i Saraceni. Dalle Fonti Francescane: 
FF417
55. Animato da ardente amore di Dio, il beatissimo padre Francesco desiderava sempre metter mano a grandi imprese, e, camminando con cuore generoso la via della volontà del Signore, anelava raggiungere la vetta della santità.
FF418
Nel sesto anno dalla sua conversione ardendo di un intrattenibile desiderio del martirio, decise di recarsi in Siria a predicare la fede e la penitenza ai Saraceni.

MEDITAZIONI FRANCESCANE Il Regno

IL REGNO                                                                                                                                                  Di fronte al Regno di Dio, unico scopo della nostra vita, gli altri valori non sono da disprezzare, ma bisogna essere consapevoli che si tratta soltanto di mezzi. E nessun mezzo deve essere preferito al fine: il Regno. Il Regno dei cieli è proprio ciò che si cerca nel profondo del cuore. È come un tesoro di cui si scopre l’esistenza. È come una perla, la perla delle perle che il mercante ha cercato per tutta la sua vita. Se il mercante raggiunge il suo obiettivo, non è grazie alla sua tenacia, ma perché ciò gli è concesso in dono. Ma bisogna essere pronti anche a sacrificare tutto per ricevere questo dono:bisogna essere pronti. Quando si raggiunge l’obiettivo, non bisogna crollare come dopo un eccesso di sforzo, ma esultare di indescrivibile gioia. San Francesco, nella “Parafrasi del Padre Nostro”, scrive: “ [FF269] Venga il tuo regno (Mt 6,10): perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di te è senza veli, l'amore di te è perfetto,
la comunione di te è beata, il godimento di te senza fine”.

domenica 16 luglio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Il servizio

MEDITAZIONE
Chi vuole servire Dio ponendosi autenticamente al servizio dell'uomo, come ha fatto Gesù, deve sapere ciò che lo attende, e accettarlo con fede. Gesù non è un conquistatore di popoli che travolge tutto e tutti, ma salva la vita e rianima la speranza dei più deboli: l'umanità malata e peccatrice ha bisogno di conforto e di misericordia. Gesù è la manifestazione della bontà di Dio per tutti gli uomini. Anche Francesco è la manifestazione della bontà di Dio per gli uomini del suo tempo e, ora, per tutti coloro che vogliono imitare la sua spiritualità. “” Francesco,sebbene già fosse arricchito di ogni grazia davanti a Dio e risplendesse per le sue sante opere davanti agli uomini,...... bramava ardentemente ritornare alle umili origini del suo itinerario di vita evangelica e, allietato di nuova speranza per la immensità dell'amore, progettava di ricondurre quel suo corpo stremato di forze alla primitiva obbedienza dello spirito. Perciò allontanava da sé tutte le cure e lo strepito delle considerazioni umane che gli potevano essere di ostacolo, e pur dovendo, a causa della malattia, temperare necessariamente l'antico rigore, diceva: "Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché finora abbiamo fatto poco o nessun profitto!". Probabilmente invece, fratelli, siamo proprio noi che abbiamo fatto poco o niente: diamoci da fare!



mercoledì 12 luglio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Angeli

MEDITAZIONE
Quando gli uomini si rifiutano di accogliere i segni dell'amore di Dio, che Egli offre a loro, Gesù si sente stringere dall'angoscia. Nascono di qui i “guai”, le “minacce” che Egli pronuncia per vincere l'indifferenza umana. Egli, deluso dal nostro comportamento, vuole aiutarci a prendere coscienza che sono molti i prodigi avvenuti nella nostra esistenza. Guai a chi non vede gli Angeli inviati per dirigere i nostri passi sulla via della pace, e ci aiutano a salvare le nostre anime. San Francesco li ha visti gli Angeli , parlava con loro, li amava e li rispettava. “”Venerava col più grande affetto gli angeli, che sono con noi sul campo di battaglia e con noi camminano in mezzo all'ombra della morte. Dobbiamo venerare, diceva questi compagni che ci seguono ovunque e allo stesso modo invocarli come custodi. Insegnava che non si deve offendere il loro sguardo, né osare alla loro presenza ciò che non si farebbe davanti agli uomini. E proprio perché in coro si salmeggia davanti agli angeli, voleva che tutti quelli che potevano si radunassero nell'oratorio e lì salmeggiassero con devozione.”” FF785.





martedì 11 luglio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE L'abbandono

MEDITAZIONE
Ogni capello del nostro capo è contato, siamo già cittadini del Cielo, non un secondo della nostra vita scivola dalle mani di Cristo. La fiducia, e l'abbandono alla sua volontà, è tutto ciò che ci viene richiesto: dare spazio alla Grazia, all'autentica libertà, all'amore che vince il timore e la morte, e fa di noi luce splendente della Verità che ogni uomo, anche se violento e nemico, attende con ansia. Chiuderci alla Grazia è rinnegare Cristo, scappare dalla sua famiglia, e cadere prede del maligno. Ogni istante della vita dei discepoli è una lotta, ma non siamo soli, tutto ci accade perchè siamo di Cristo, perchè Lui è vivo in noi.... Essere con “LUI”....essere da “LUI” riconosciuti......Questo è il bene supremo dei cristiani! Diceva Francesco ai suoi frati: “[FF57] 5 E dobbiamo avere in odio il nostro corpo con i suoi vizi e peccati, poiché quando noi viviamo secondo la carne, il diavolo vuole toglierci l'amore del [Signore nostro] Gesù Cristo e la vita eterna e vuole perdere se stesso con tutti nell'inferno; 6 poiché noi per colpa nostra siamo ignobili, miserevoli e contrari al bene, pronti invece e volonterosi al male, perché, come dice il Signore nel Vangelo: 7 "Dal cuore procedono ed escono i cattivi pensieri, gli adulteri, le fornicazioni, gli omicidi, i furti, la cupidigia, la cattiveria, la frode, la impudicizia, I'invidia, le false testimonianze, la bestemmia, [la superbia], la stoltezza (Mt 15,19 e Mc 7,21 e 22), 8 Tutte queste cose cattive procedono dal di dentro del cuore dell'uomo, e sono queste cose che contaminano l'uomo" (Mc 7,23; Mt 15,20).
9 Ora invece, da che abbiamo abbandonato il mondo, non abbiamo da fare altro che seguire la volontà del Signore e piacere unicamente a Lui.” Noi, ora, vivendo nella volontà di Dio, stiamo sperimentando l'amore infinito che ci perdona, consola, accompagna, protegge e ci fa felici davvero !

MEDITAZIONI FRANCESCANE La salvezza

 
San Francesco e il Vangelo
MEDITAZIONI FRANCESCANE
La salvezza è un dono gratuito. Ma per riceverlo bisogna riconoscere umilmente questa gratuità. Dio colma dei suoi beni coloro che sanno riconoscere la propria piccolezza di fronte a Lui. Nel suo amore, Dio vuole che la nostra felicità sia anche il frutto delle nostre azioni. Ci colma di doni gratuiti, ma vuole che li facciamo fruttare. Rifiutarci di farlo significherebbe non riconoscere la fiducia che Egli ripone in noi e….chiudersi ai doni del suo amore: bisogna camminare realmente sulle Sue tracce con vigile fedeltà. Il Suo amore attende da noi una risposta autentica e personale. Il racconto della vita di Francesco ci invita ad una tenera e filiale confidenza, perché il Creatore di tutte le cose desidera visitarci con la dolcezza della sua presenza: bisogna camminare realmente sulle sue tracce con vigile fedeltà. Il Suo amore attende da noi una risposta autentica e personale. San Francesco era spesso visitato dal suo Signore e questo non sfuggiva ai frati che gli erano vicino." FF 1100: Essi, d’altronde, sapevano da indizi sicuri che il Signore veniva spesso a visitarlo, donandogli consolazioni così sovrabbondanti che non riusciva a tenerle completamente nascoste". Anche a noi è chiesta una fede autentica e la perseveranza nella preghiera, che è comunione con Dio, e ci dà la capacità di vedere la realtà con lo stesso sguardo e lo stesso cuore di Dio.

MEDITAZIONI FRANCESCANE Missione


MISSIONE

Le esigenze di Dio sono le esigenze del suo amore. Fra chi le accetta e chi le rifiuta si crea una rottura
profonda. L'apostolo, dunque, non deve stupirsi se il messaggio che gli è stato affidato divide gli uomini. Egli parla in nome di Dio, e riceverà la stessa accoglienza riservata a Dio. Affrontiamo la realtà: la nostra missione è di diffondere l’amore nel mondo intero. Dio vuole ch
e il suo amore si riversi nel mondo. Noi possiamo parteciparvi perché Egli ci chiama tutti personalmente, come ha fatto con Francesco, e noi dobbiamo essere pronti col nostro “Fiat”. Francesco ci mostra con la sua vita la fedeltà a Dio. ”Non c'è da meravigliarsi : come la pietà del cuore lo aveva reso fratello di tutte le creature, così la carità di Cristo lo rendeva ancora più intensamente fratello di coloro che portano in sé l'immagine del Creatore e sono stati redenti dal Sangue del Redentore....” FF1168.



MEDITAZIONI FRANCESCANE Il prossimo

IL  PROSSIMO

Gesù ha ampiamente risposto alla domanda "Chi è il mio prossimo?". Il prossimo d'amare, con tutte le modalità concrete vissute dal Samaritano, è ogni persona che si trova nel bisogno. Non importa tanto sapere chi è l'altro da amare, ma piuttosto decidere di fare un passo verso l'altro, farsi prossimo all'altro, "farsi l'altro": come il Samaritano, come Gesù stesso, che si è fatto prossimo di noi uomini feriti e malati. Una storia d'amore che in ogni Eucaristia viene ricordata e rivissuta. Gesù dice a ognuno di noi:"Va' e anche tu fa' lo stesso". Francesco, parlando con un frate che gli aveva chiesto come dovrebbe agire un ministro verso chi lascia l'Ordine rispose:” Consoli gli afflitti, essendo l'ultimo rifugio per i tribolati, perché non avvenga che, non trovando presso di lui rimedi salutari, gli infermi si sentano sopraffatti dal morbo della disperazione. Umíli se stesso, per piegare i protervi alla mitezza, e lasci cadere parte del suo diritto, per conquistare un'anima a Cristo. Quanto ai disertori dell'Ordine, come a pecorelle smarrite, non chiuda loro le visceredella sua misericordia, ben sapendo che sono violentissime le tentazioni, che possono spingere a tanto”FF771. Francesco, si lasciava guidare dalla compassione che ci rende vicini e solidali ad ogni uomo: da quella compassione attiva e misericordiosa che hanno in Gesù il modello e la sorgente. Ogni altra forma di segno esterno, che non conduca alla misericordia, è inutile.



domenica 2 luglio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE I MIRACOLI

 I MIRACOLI
                                                                                                                                                                   Nel Vangelo Gesù si dimostra Signore di ogni creatura. Il significato dei miracoli è chiaro, ma non viene compreso dai pagani che non accolgono la luce rappresentata dalla salvezza dei fratelli, e respingono il salvatore. L'affetto verso tutti, è il sale che condisce la nostra vita di cristiani e, molto più che attraverso tutti i nostri sforzi di preghiera e di azione, è attraverso di esso che rendiamo il mondo migliore e più felice. San Francesco era pieno di fervore di carità. FF1161.””Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo? Poiché egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalla fiamma dell'amor divino. Al sentir nominare l'amor del Signore, subito si sentiva stimolato, colpito, infiammato: quel nome era per lui come un plettro, che gli faceva vibrare l'intimo del cuore. “ Offrire, in compenso dell'elemosina, il prezioso patrimonio dell'amor di Dio--così egli affermava--è nobile prodigalità; e stoltissimi sono coloro che lo stimano meno del denaro, poiché soltanto il prezzo inapprezzabile dell'amor divino è capace di comprare il regno dei cieli. E molto si deve amare l'amore di Colui che molto ci ha amato “”. Perciò avanziamo nel bene... , camminiamo progredendo nel bene, nella retta fede, nella buona condotta, senza uscire di strada, senza volgerci indietro, senza fermarci mai! Sempre rivolti al Signore.


MEDITAZIONI FRANCESCANE Il digiuno

 
San Francesco e il Vangelo
Nell' antico testamento, il digiuno è una delle espressioni dell'attesa degli uomini che vivono nell'umiltà e ripongono in Dio solo la propria speranza. La presenza di Gesù pone fine all'attesa dell'umanità, che Egli unisce a sé e conduce alla salvezza. Questo dono rinnova ogni cosa: dovremmo saper guardare oltre le nostre miserie e le nostre difficoltà, diventando dispensatori di serenità e di gioia. Lo sappiamo, seguire il Signore è imparare da Lui a spendersi per gli altri, a non mettere limiti alla disponibilità di sé e delle proprie cose. Quando si vive così non si è al riparo dalle difficoltà, ma si è sicuri di camminare nella volontà del Padre. Dovremmo saper vivere e testimoniare la nostra fede, così come Francesco chiede ai frati. FF216 “Ascoltate, miei signori, figli e fratelli, e prestate orecchio alle mie parole (At 2,14). Inclinate l'orecchio (Is 53,3) del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Custodite nella profondità del vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli.

MEDITAZIONI FRANCESCANE L'amicizia per Francesco

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San Francesco e il Vangelo
22 h
L'AMICIZIA PER IL POVERELLO D'ASSISI
Francesco d'Assisi aveva un'altissimo concetto per il valore dell'amicizia. San Bonaventura nella Leggenda maggiore scrive:
"Non c'è da meravigliarsi come la pietà del cuore lo aveva reso fratello di tutte le creature, così la carità di Cristo lo rendeva ancor più intensamente fratello di coloro che portano in sè l'immagine del Creatore e sono stati redenti dal sangue del Redentore.
Non si riteneva amico di Cristo, se non curava con amore le anime da Lui redente.
Niente, diceva, si deve anteporre alla salvezza delle anime, e confermava l'affermazione soprattutto con questo argomento: che l'Unigenito di Dio, per le anime, si era degnato di salire sulla croce. 
Da lì quel suo accanimento nella preghiera; quel correre dovunque a predicare; quell'eccesso nel dare l'esempio.
E, perciò, ogni volta che lo biasimavano per la sua austerità eccessiva, rispondeva che lui era stato dato come esempio per gli altri. 
La sua carne innocente si sottometteva ormai spontaneamente allo spirito e non aveva alcun bisogno di castighi, in punizione delle colpe; eppure egli, in vista dell'esempio, rinnovava contro di lei (la carne) pene e fatiche e obbligava se stesso a percorrere vie faticose, in vista degli altri. 
Diceva: Anche se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità in me stesso e non mostrassi al prossimo esempi di virtù, poco gioverei agli altri, niente a me..." (Fonti Francescane 1168).

domenica 18 giugno 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Confidare in Dio

Se riponiamo la nostra fiducia nelle realtà materiali di cui il denaro è il simbolo, esso diventerà il nostro dio e noi saremo suoi schiavi. Se invece sapremo confidare nel Padre, e adeguarci in tutto alla sua volontà, allora saremo veri figli di Dio.....e il necessario non ci mancherà mai. Cristo ci chiede di scegliere tra Dio e il denaro, tra Dio e i desideri del mondo. FRANCESCO, vero seguace di Gesù, diventato un autentico dispregiatore della ricchezza, “bramava, infatti, possedere la sapienza che è migliore dell'oro e ottenere la prudenza che è più preziosa dell'argento”. FF335 . Il santo è colui che vive per dare gloria a Dio Trinità. Il santo parla e opera sempre nel nome del Signore. Il Signore non affida i suoi poteri soprannaturali all’uomo che si appropria della sua gloria. Più l’uomo vive per glorificare la presenza di Dio nel mondo, più Dio lo glorifica davanti agli uomini.

sabato 17 giugno 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Gioia nella Luce

 La ricchezza che gli uomini apprezzano può essere loro tolta in qualsiasi momento. Il solo valore che rimane in eterno è quello di un cuore fedele alla luce interiore che gli permette di distinguere il bene dal male. Dio ci fa trovare la gioia, e questa gioia non viene che da Lui, da Lui solo. Anzi, la gioia è Lui ! Ognuno sceglie il proprio tesoro. Se il nostro cuore è rapito e sedotto dal Signore, sarà Lui il nostro tesoro, il nostro unico Bene. Quando ci allontaniamo da ogni genere di cupidigia e di egoismo, quella gioia che è in noi si riflette nei nostri occhi e siamo nella luce e doniamo luce. E' quello che è accaduto a Francesco: “ Lo Spirito del Signore, che lo aveva unto e inviato , assisteva il suo servo Francesco, ovunque si dirigesse; lo assisteva Cristo stesso, potenza e sapienza di Dio. Per questo le sue parole sovrabbondavano di sana dottrina e i suoi miracoli erano così splendidi ed efficaci. Era, la sua parola, come un fuoco ardente, che penetrava l'intimo del cuore e ricolmava d'ammirazione le menti; non sfoggiava l'eleganza della retorica, ma aveva il profumo e l'afflato della rivelazione divina”. FF1210.



venerdì 16 giugno 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Umiltà

L’umiltà è un atteggiamento fondamentale nelle relazioni con il Signore, non solo nel passato, ma anche nel presente.                                                                                                                                    Umiltà, dipendenza, donazione del cuore, osservanza della legge di Dio, meditazione della Parola: ecco ciò che tiene in vita il popolo di Dio.
Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo».
Giovanni, paragona il pane dato da Cristo alla manna. Ora è Cristo che, nella sua Parola così come nell’Eucaristia, è il Pane di vita, nutrimento per l’umanità in esodo verso il suo stato definitivo . 
Scriveva Francesco nella Regola non Bollata:
""E così, contriti e confessati, ricevano il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, con grande umiltà e venerazione, ricordando le parole del Signore. "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna", e ancora:"Fate questo in memoria di me"."". FF54






MEDITAZIONI FRANCESCANE Padre nostro

 la sua foto.
San Francesco e il Vangelo
4 ore fa
PADRE NOSTRO
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Gesù non dà ai suoi discepoli una formula di preghiera da imparare a memoria, ma insegna loro le disposizioni interiori necessarie per non rimanere chiusi al perdono e ai doni di Dio. Recitare il Padre nostro significa prendere coscienza dell'atteggiamento che Dio attende da noi, e chiedergli di rendercene capaci. Il “Pater”, la cui prima parte riguarda Dio e la seconda noi, condensa tutte le preghiere passate, presenti e future, e il "fiat” riassume tutto l’atteggiamento cristiano nei confronti della vita. San Francesco meditò a lungo sulla preghiera del PADRE nostro . Chiedendo a Dio che sia fatta la sua volontà, dovremmo comprendere che questa volontà non può essere fatta nell’astratto, o unicamente attraverso l’opera degli altri. Deve essere fatta da noi, in ognuno di noi, con ognuno di noi. Nella “Lettera ai Fedeli “,(seconda recensione), Francesco scrive: “[187] Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e mente pura, poiché egli stesso, ricercando questo sopra tutte le altre cose, disse: I veri adoratori adoreranno il Padre nello spirito e nella verità. Tutti infatti quelli che lo adorano, bisogna che lo adorino nello spirito della verità. [188] Ed eleviamo a lui lodi e preghiere giorno e notte, dicendo: " Padre nostro, che sei nei cieli", poiché bisogna che noi preghiamo sempre senza stancarci”.

giovedì 15 giugno 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Chiamata

 
San Francesco e il Vangelo
La conversione da un senso nuovo alla nostra esistenza. La reazione dei chiamati non può essere altra che quella di salire sul monte dove si trova Gesù, dietro a lui. Essi si devono unire a Colui che li ha chiamati, devono stare dove sta Lui, rimanere "alla sua altezza". La chiamata all'intimità con il Signore appartiene a chi lo ha per compagno: non dovrà andare a cercarlo perchè la convivenza tra loro è continua. Gesù non affida il suo compito a chi non gli ha consegnato la propria vita. Anche Francesco è fra i chiamati,....Egli deve dare un senso alla sua vita,…deve cercare un “titolo” da aggiungere al suo nome. Questo compito sarà raggiunto quando scoprirà di essere molto amato da Dio, e perciò, di voler essere, e restare per sempre e per tutti, semplicemente e umilmente “frate Francesco”.

sabato 10 giugno 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE Conversione


CONVERSIONE
Quando qualcuno è lontano da Dio non si preoccupa della propria anima e tanto meno del proprio cammino spirituale… Vive preoccupandosi solo dei problemi materiali della vita...senza preoccuparsi o pensare alla propria anima... 
Si trova quindi come chiuso in una stanza con porte e finestre tutte chiuse e con le persiane completamente abbassate tanto che non passa neanche un po’ di luce, quindi l’anima non riesce a vedere i propri peccati perché è completamente al buio... 
Ma quando ci si comincia ad aprire alla Grazia di Dio, quando si comincia ad aprire il cuore alla Grazia di Dio, allora comincia ad accadere qualcosa nella propria vita... avviene la cosiddetta “CONVERSIONE”. Usando la similitudine di prima, quando ci si apre alla Grazia della Conversione le “persiane” cominciano ad alzarsi e comincia ad entrare la Luce e l’anima comincia a vedere e a rendersi conto dei propri peccati, delle proprie mancanze e dei continui tradimenti verso Dio… Man mano che si va avanti nel cammino spirituale, attraverso le prove, l’anima si affina e si rende sempre più conto della propria miseria… 
Una delle prove più dure è la cosiddetta “notte oscura” in cui l’anima non solo si sente lontano da Dio ma addirittura si sente respinta e rifiutata, sente che la propria preghiera è rigettata da Dio o che la propria preghiera provochi fastidio a Dio… Questa prova ha segnato gran parte della vita di tutti i Santi...ed è la più dura delle prove perché prepara l'anima ad una grande perfezione di Santità... la prepara al "Matrimonio Spirituale", cioè alla perfetta unione tra Dio e l'Anima... 
Tutti coloro che intraprendono la salita alla Santità e che cominciano quindi un cammino di Conversione avranno la propria "notte oscura", le proprie prove (accettate però con amore e con pazienza), che lo porteranno alla Santità...