sabato 31 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Sabato Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
SABATO
Dalle Fonti Francescane 1237
1237 Francesco, ormai confitto nella carne e nello spirito con Cristo suIIa croce, non solo ardeva di amore serafico verso Dio, ma sentiva la sete stessa di Cristo crocifisso per la salvezza degli uomini. E siccome non poteva camminare, a causa dei chiodi sporgenti sui piedi, faceva portare attorno per città e villaggi quel suo corpo mezzo morto, per animare tutti gli altri a portare la croce di Cristo. Diceva ai frati: “ Incominciamo, fratelli, a servire il Signore Dio nostro, perché finora abbiamo combinato poco ”.
Che cosa c'è di più familiare, di più scontato, per un cristiano, del simbolo della Croce? Eppure, a noi, cristiani del terzo Millennio, farebbe bene talvolta mettere tra parentesi secoli e secoli di assuefazione all'immagine del Crocifisso per tornare a scoprire il significato profondo della Croce con il commosso stupore con cui ad essa volgevano lo sguardo i credenti dei primi secoli.
La vita intera di S. Francesco è segnata dal segno della Croce!
Ma la Croce non è per S. Francesco un semplice simbolo, quasi un'astrazione geometrica. Francesco è l'uomo innamorato dell'umanità di Cristo.
Dal Testamento di San Francesco FF111.
Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Qui è sottolineata la sua fede nel Cristo presente nelle chiese,fede eucaristica dunque. Francesco insegna questa preghiera ai suoi compagni ed essi, quando passavano vicino a una chiesa, o anche la scorgevano di lontano, si inchinavano in quella direzione e, proni col corpo e con lo spirito, adoravano l'Onnipotente. Pregavano con questa preghiera anche quando vedevano una croce o una forma di croce, ovunque fosse.
Preghiera conclusiva.
Donaci o Signore, per intercessione del serafino d’amore, San Francesco il mendicante di Dio, che hai chiamato alla tua sequela, amante della povertà e testimone gioioso della tua Parola di salvezza,... donaci di poter essere, come lui, serafini d’amore nell’amarti e nel donarci nella semplicità e purezza evangelica per essere testimoni veri del messaggio Evangelico del tuo disegno di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

MEDITAZIONI FRANCESCANE Venerdì Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
VENERDI'
Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano (2 Cel 196 FF784)
Fra le altre parole, che ricorrevano spesso nel parlare, non poteva udire l’espressione “amore di Dio” senza provare una certa commozione. Subito infatti, al suono di questa espressione”amore di Dio” si eccitava, si commuoveva e si infiammava, come se venisse toccata col plettro della voce la corda interiore del suo cuore. E’ una prodigalità da nobili, ripeteva, offrire questa ricchezza in cambio dell’elemosina e sono quanto mai stolti quelli che l’apprezzano meno del denaro. Da parte sua, osservò infallibilmente sino alla morte il proposito, che aveva fatto quando era ancora nel mondo, di non respingere alcun povero che gli chiedesse per amore di Dio.
Pensiamo all’ultima cena di Gesù di cui noi facciamo anamnesi in ogni Eucarestia. I Dodici, i presenti, avevano la nostra stessa percezione delle parole e dei gesti di Gesù? No davvero! Erano storditi, confusi dallo stridore tra ciò che era accaduto – l’ingresso trionfale a Gerusalemme – e le scelte di Gesù. Ma ora, quando noi celebriamo, sappiamo Chi era presente e cosa stava facendo in quella stanza preparata per la Pasqua, sappiamo Chi è presente e cosa sta facendo per noi. Cosa fa Gesù con i discepoli di Emmaus? Apre il loro cuore all’intelligenza delle Scritture, cominciando da Mosè. Lega la sua vita e la loro, la vicenda sua e il dolore loro a una storia più grande, dove l’una illumina l’altra e …diventa vita! E vita per sempre per tutti, perché la Resurrezione di Cristo investe tutto, presente, passato e futuro, e tutto vivifica.
+
Esortazione alla Lode di Dio
Temete il Signore e rendetegli onore
Il Signore è degno di ricevere la lode e l'onore
Voi tutti che temete il Signore, lodatelo
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con Te
Lodatelo, cielo e terra
Lodate il Signore, o fiumi tutti
Benedite il Signore, o figli di Dio
Questo è il giorno fatto dal Signore, esultiamo e rallegriamoci in esso
Alleluia, alleluia, alleluia! Il Re di Israele
Ogni vivente dia lode al Signore
Il Lodate il Signore, perchè è buono
Tutti voi che leggete queste parole, benedite il Signore
Benedite il Signore, o creature tutte
Voi tutti, uccelli del cielo, lodate il Signore
Servi tutti del Signore, lodate il Signore
Giovani e fanciulle lodate il Signore
Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricevere la lode, la gloria e l'onore.
Sia benedetta la santa Trinità e l'indivisa Unità
San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento
+
Mariano Fiorentino (+1523) afferma che queste Lodi erano nel Convento dell'Eremita (Terni) e che erano autografe di San Francesco.

giovedì 29 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Giovedì Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
GIOVEDI'
Francesco d’Assisi DALLA REGOLA BOLLATA CAP X (8-10) FF 103 -104
[103] Ammonisco, poi, ed esorto nel Signore Gesù Cristo, che si guardino i frati da ogni superbia, vana gloria, invidia, avarizia, cure o preoccupazioni di questo mondo, dalla detrazione e dalla mormorazione.
[104] E coloro che non sanno di lettere, non si preoccupino di apprenderle, ma facciano attenzione che ciò che devono desiderare sopra ogni cosa è di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, di pregarlo sempre con cuore puro e di avere umiltà, pazienza nella persecuzione e nella infermità, e di amare quelli che ci perseguitano e ci riprendono e ci calunniano, poiché dice il Signore: "Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano; beati quelli che sopportano persecuzione a causa della giustizia, poiché di essi è il regno dei cieli. Echi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo". persevererà fino alla fine, questi sarà salvo".
Quando proviamo a contraccambiare l' Amore, ci accorgiamo di non avere forze sufficienti: forse le abbiamo sprecate o impegnate troppo altrove: abbiamo troppo lavorato, troppo studiato, troppo amato – non correttamente amato! – parenti, amici, casa; ed ora, se peschiamo nel cuore non troviamo più niente. Non possiamo offrirgli altro che il nostro desiderio di amarlo e la nostra assoluta inadeguatezza. Ma è proprio questa impotenza a far emergere la Sua risposta: una risposta così scontata che non ce la ricordiamo neanche più: “So bene che per te è difficile amare Colui che non vedi, per questo ti ho donato tuo fratello, che vedi” . Perciò, non restiamo muti, rigidi, paralitici, di fronte al mondo che chiede di vedere ben altro, che chiede veri annunciatori e costruttori di un mondo migliore. Dice san Francesco che solo “ chi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo".

Lodi di Dio Altissimo
Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende
Tu sei forte
Tu sei grande
Tu sei altissimo
Tu sei Re onnipotente
Tu sei il Padre Santo, Re del cielo e della terra
Tu sei trino ed uno, Signore Iddio degli dei
Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene
Signore Iddio vivo e vero
Tu sei amore, carità
Tu sei sapienza
Tu sei umiltà
Tu sei pazienza
Tu sei bellezza
Tu sei sicurezza
Tu sei pace
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia
Tu sei temperanza
Tu sei tutta la nostra ricchezza
Tu sei bellezza
Tu sei mitezza,
Tu sei il protettore
Tu sei custode e il difensore nostro
Tu sei fortezza,
Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza
Tu sei la nostra fede
Tu se la nostra carità
Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile
Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.


Queste Lodi ci sono pervenute autograte del Santo, perchè scritte da Lui stesso sul verso della pergamena che contiene la Benedizione a frate Leone.
Nei lato della pergamena (riferiscono le Fonti Francescane) che contiene la Benedizione a frate Leone, sopra di essa, da altra mano e con inchiostro rosso è scritto: 
Il beato Francesco, due anni prima della sua morte, fece una quaresima sul monte della Verna, ad onore della beata Vergine Maria, Madre di Dio e del beato Michele Arcangelo, dalla festa dell'Assunzione di Santa Maria vergine fino alla festa di San Michele Arcangelo;

e la mano di Dio tu su di lui mediante la visione e le parole del serafino e l'impressione delle stimmate di Cristo nel suo corpo;
compose allora queste laudi che sono scritte nel retro di questo foglio, e le scrisse di sua mano, rendendo grazie al Signore per il beneficio a Lui concesso
Anche Tommaso da Celano nella Vita Seconda cap. XX, 49 ci rende testimonianza del fatto: 
Un giorno Francesco lo chiama (frate Leone): <Portami, Gli dice, carta e calamaio, perchè voglio scrivere le parole e le lodi del Signore, come le ho meditate nel mio cuore. Subito Gli portò quanto aveva chiesto, ed Egli, di sua mano, scrisse le lodi di Dio e le parole che aveva in animo.Alla fine aggiunse la benedizione del frate e Gli disse: 

Prenditi questa carta e custodiscila con cura fino al giorno della Tua morte
La data di composizione dunque è chiara: Settembre 1224.

mercoledì 28 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Mercoledì Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
MERCOLEDI'
Francesco d’Assisi Ammonizione XI: NON LASCIARSI GUASTARE DAL PECCATO ALTRUI (FF 160)
Al servo di Dio nessuna cosa deve dispiacere eccetto il peccato. E in qualunque modo una persona pecchi, il servo di Dio che si lasciasse prendere dall’ira o dallo sdegno per questo, a meno che non lo faccia per carità, accumula per sé – come un tesoro – la colpa degli altri. Quel servo di Dio che non si adira né si turba per alcunché, vive giustamente e senza nulla di proprio. Ed è beato colui che non si trattiene niente per sé, rendendo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Se il nostro Dio voleva che tutti fossero amati, perché non ci ha fatto tutti belli e amabili? E invece l’Amore ci sfida ad amare proprio i non amabili. Sappiamo come è stata generosa anche in questo campo la risposta dei Santi. Spesso noi consideriamo non amabili, cioè difficili da amare, non solo quelli cui qualche difetto fisico o morale toglie oggettivamente le attrattive; ma soprattutto quelli che non sono amabili in particolare per noi: che sono, cioè semplicemente antipatici a noi e magari solo perché sono diversi da noi. Siamo sicuri di non desiderare intorno a noi solo una folla di CLONI? Uscendo dalle nostre chiese , per vivere anche noi lo spirito delle beatitudini, ritroviamoci con le mani tese a stringere altre mani, con i cuori aperti ad accogliere altri cuori nel perdono senza condizioni, nell'amore, nella generosità senza misura, nel dono assoluto e irreversibile di noi stessi agli altri......

Preghiera di Lode e Ringraziamento
Onnipotente, Santissimo, Altissimo, Sommo Dio,
Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, ti rendiamo grazie per il fatto stesso che tu esisti, ed anche perchè con un gesto della tua volontà, per l'unico tuo Figlio e nello Spirito Santo, hai creato tutte le cose visibili ed invisibili e noi, fatti a tua immagine e somiglianza, avevi destinato a vivere felici in un paradiso dal quale unicamente per colpa nostra siano stati allontanati.
E ti rendiamo grazie, perchè, come per il Figlio tuo ci creasti, così a causa del vero e santo amore con il quale ci hai amati, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima Santa Maria e hai voluto che per mezzo della croce, del sangue e della morte di Lui noi fossimo liberati dalla schiavitù del peccato.
E ti rendiamo grazie, perchè lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria della Sua maestà per mandare nel fuoco eterno gli empi che non fecero penitenza e non vollero conoscere il tuo amore e per dire a quelli che ti conobbero, adorarono, servirono e si pentirono dei loro peccati:
Venite Benedetti del Padre mio:entrate in possesso del regno che è stato preparato per voi, fin dalla creazione del mondo! (Mt. 25,34)
E poichè noi, miseri e peccatori, non siamo nemmeno degni di nominarti Ti preghiamo e Ti supplichiamo, perchè il Signore nostro Gesù Cristo, il Figlio che Tu ami e che a Te basta sempre e in tutto, per il quale hai concesso a noi cose così grandi, insieme con lo Spirito Santo Paraclito, ti renda grazie per ogni cosa in modo degno e a te gradito.
E umilmente preghiamo in nome del Tuo amore la beatissima Maria sempre Vergine, i beati Michele, Gabriele, Raffaele e tutti gli angeli, i beati Giovanni Battista e Giovanni evangelista, Pietro e Paolo, i beati patriarchi, profeti, innocenti, apostoli, evangelisti, discepoli, martiri, confessori, vergini, i beati Elia ed Enoc, e tutti i santi che furono, che sono e che saranno, perchè, come essi possono fare, rendano grazie a Te, per tutto il bene che ci hai fatto, o sommo Dio, eterno e vivo, con il Figlio Tuo diletto, Signore nostro Gesù Cristo e con lo Spirito Paraclito nei secoli dei secoli.
Amen
Questa stupenda preghiera fa parte della regola non bollata e si trova nel capitolo XXIII.
E' stata definita da P.S. da Campagnola "una confessione lirica nella quale si può additare il Credo sublime di San Francesco".
Il Serafico Padre, dopo aver reso grazie alle tre Persone della Santissima Trinità, invita Maria Santissima, i Cori angelici e tutti i Santi a rendere grazie al "sommo e vero Dio".
Anche noi rendiamo grazie a Dio altissimo e sommo.

MEDITAZIONI FRANCESCANE Martedì Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
MARTEDI'
Francesco d’Assisi: AmmXXVII FF177
Dov’è amore e sapienza, ivi non è timore né ignoranza. Dov’è pazienza e umiltà,
ivi non è ira né turbamento.
Dov’è povertà con letizia, ivi non è cupidigia né avarizia.
Dov’è quiete e meditazione, ivi non è né preoccupazione né dissipazione. 
Dov’è il timore del Signore a custodire la casa, ivi il nemico non può trovare vie d’entrata. Dov’è misericordia e discrezione, ivi non è superfluità né durezza. 
Lodi delle virtù. O regina sapienza, il Signore ti salvi con tua sorella, la pura e santa semplicità. Signora santa povertà, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa umiltà. Signora santa carità, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa obbedienza (…..) La santa sapienza confonde satana e tutte le sue insidie.


Sappiamo discernere e accettare negli altri la ricchezza e la bellezza della diversità? Quando essa ci dà fastidio – ciò può sempre avvenire – e noi siamo sempre così solleciti e rispettosi delle nostre inclinazioni, ci esercitiamo almeno a dominare il fastidio? Solo se saremo capaci di sforzarci in questo senso, vedremo avvenire, prima o poi, dei piccoli miracoli: diverremo capaci di scorgere l’insospettabile lato di Dio presente in ognuno e destinato a noi. E non saremo più due, ma Uno, avremo trasformato il nostro povero Io nel Noi dell’immensa Trinità.

Preghiera prima dell'ufficio Divino
Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio,
concedi a noi miseri di fare,
per tua grazia, ciò che sappiamo che Tu vuoi,
e di volere sempre ciò che Ti piace,
affinchè purificati nell'anima
affinchè interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo,
possiamo seguire le orme del Figlio Tuo,
il Signore nostro Gesù Cristo,
e a Te, o Altissimo,
giungere con l'aiuto della Tua sola grazia.
Tu che vivi e regni glorioso
nella Trinità perfetta
e nella semplice Unità,
Dio Onnipotente
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

San Francesco, prima di iniziare la recita dell'Ufficio divino era solito recitare questa preghiera. 
Bartolomeo da Pisa la chiama "la Preghiera prima delle ore canoniche".

MEDITAZIONI FRANCESCANE Lunedì Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
LUNEDI'
Nel sì pronunciato da Maria, nella sua adesione al progetto del Padre, ha potuto innestarsi il sì di Gesù, il sì di Giuseppe e di tutti i Santi. Anche il nostro sì. Sì di abbandono totale alla volontà del Padre! Sì rinnovato ogni giorno nella gioia, nella fatica, nella stanchezza e nell’ora estrema della sofferenza più dura, quella che ci svela l’umanità di Dio che si è fatto uno di noi! Una storia che non possiamo guardare dal di fuori, come spettatori, perchè la vita di Cristo è la nostra vita e solo in essa, io e ciascuno di voi, troviamo la salvezza! Al sì di Maria e di Gesù, possa unirsi sempre anche il nostro, ed essere in loro e con loro, una cosa sola nel cuore del Padre,
Francesco convinto ed entusiasta della sua vocazione cominciò a vivere nella più assoluta penitenza, tanto che molti lo ritennero addirittura pazzo (FF1041). Ma proprio per questa ``pazzia`` alcuni suoi conoscenti trovarono motivo per seguirlo sulla via dell’assoluta povertà. Si raccolsero così intorno a lui dei giovani, desiderosi di darsi a Dio, e venne avviato l`ORDINE DEI FRATI MINORI, tale infatti era denominata la prima delle istituzioni religiose francescane.
Avvertiamo anche noi una nostalgia, un desiderio, il sogno di un mondo nuovo, più pulito, più buono ?Ebbene, questo mondo chi lo farà? Lo faremo noi se, contagiati dalla “pazzia d'amore”, a nostra volta contageremo il mondo con il nostro entusiasmo, il nostro impegno, il nostro servizio, e portando l'annuncio della resurrezione.

"Mio Dio e mio tutto"
Mio Dio e mio tutto!
Chi siete voi,
mio dolcissimo Signore Iddio,
e chi sono io,
io povero vermiciattolo,
vostro servo?...
Signore santissimo
io vorrei amarvi
Signore mio Dio,
io vi dono tutto il cuor mio
e lo desidero ardentemente
fare sempre di più,
se almeno lo potessi compiere.

Questa preghiera è riportata da Bartolomeo da Pisa, nelle sue "Conformitates", come preghiera quotidiana di San Francesco. 
Anzi, Bartolomeo scrive che il Serafico passava delle notti intere meditando su queste parole. 
Il Santo davanti alla immensità di Dio si umilia fino a chiamarsi "vermiciattolo"!.

MEDITAZIONI FRANCESCANE Settimana Santa

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SETTIMANA SANTA
DOMENICA DELLE PALME
Durante la Settimana Santa, la sorte terrena del Mediatore sarà decisa dal bacio del traditore. Ma il tradimento e la consegna di Gesù ai suoi nemici sarebbero impossibili senza l’azione ad un livello più profondo, del Padre eterno che, attraverso le circostanze dell’Ultima Cena e della preghiera al Getsemani, si consegna lui stesso nella persona del Figlio. Compie così, nel tempo, il dono totale di sé che, nell’eternità, egli compie con la discesa dello Spirito Santo, parte integrante di se’, essendo il suo Amore. La Passione di Gesù esprime nel tempo ciò che il Padre è nell’eternità. Così il tradimento di Giuda, colmo com’era della perversità del peccato, diventa il mezzo attraverso cui lo Spirito d’Amore viene mandato in questo mondo, per salvarlo.
Grazie Padre, Figlio e Spirito Santo: unico, vero e onnipotente Dio.
“Siamo pronti a patire con Cristo e per Cristo, piuttosto che desiderare le allegre compagnie mondane. Se sei Simone di Cirene prendi la croce e segui Cristo. Se sei il ladro e se sarai appeso alla croce, se cioè sarai punito, fai come il buon ladrone e riconosci onestamente Dio, che ti aspettava alla prova". 
San Gregorio Nazianzeno.
Il cuore del nostro cammino annuale ci è stato annunciato il giorno dell’Epifania quando, con gli occhi ancora fissi sul Bambinello deposto nella mangiatoia, la Pasqua sembrava così lontana… 
Eccoci, ora, dentro questa settimana che è appena iniziata, la Settimana Santa, origine della nostra salvezza. Con la preghiera, con il silenzio, con l'adorazione permettiamo al nostro cuore di trasformarsi e di unificarsi al cuore di Cristo in una fusione d'amore. Viviamo questi giorni nel silenzio, intorno a noi e dentro di noi, nel più profondo di noi stessi ….. Solo nel nostro cuore che si fa sempre più umile e povero, pieno del desiderio di Lui, possiamo lasciarci incontrare da Gesù che percorre i più dolorosi giorni della sua vita terrena.....,ma anche dal Padre che porta a compimento in Lui il suo piano di salvezza...... e dallo Spirito Santo che ci dona di abitare nel cuore stesso della Trinità. Quando incontriamo Gesù diventiamo un'al­tra persona. Cambia quello che desideriamo, acquistiamo uno sguardo nuovo sulla vita, sul­le persone e sul mondo. Ve­diamo più a fondo, più lontano, si aprono gli occhi del cuore ed entra la Luce nella nostra vita. Il nostro sguardo d'amore sia concentrato in Colui che ha dato la sua vita per noi.


Lodi per Ogni Ora
Santo, Santo, Santo il Signore Dio onnipotente che è, che era e che verrà
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Tu sei degno, Signore Dio nostro e, di ricevere la lode, la gloria e l'onore e la benedizione
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Degno è l'Agnello, che è stato immolato di ricevere potenza e divinità, sapienza e fortezza, onore e gloria e benedizione
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Benedite il Signore, opere tutte del Signore
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Date lode al nostro Dio, voi tutti suoi servi voi che temete Dio, piccoli e grandi
E lodiamolo ed esaltiamo nei secoli
Lodino lui, glorioso, i cieli e la terra
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
E ogni creatura che è nel cielo e sopra la terra e sotto terra e il mare e le creature che sono in esso
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
(FF264)
Queste lodi il Serafico Padre le ha desunte in parte dalla Sacra Scrittura, e venivano recitate prima di ogni ora del Divino Ufficio e dell'Ufficio della Passione e della Vergine, ed erano recitate subito dopo il Santissimo Padre Nostro.

domenica 25 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Quaresima 39

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
39° GIORNO
"Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che Egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito"
Gv 19,25-30.
A Giovanni Gesù dice:< "Ecco tua madre!". E da quel momento, Giovanni, la prese nella sua casa>, accolse cioè il dono prezioso della compagnia materna della madre del Signore che, da quel momento, sarà anche sua madre e madre della Chiesa.
Francesco ha seguito l'esempio dell'apostolo Giovanni: ha accolto Maria come madre e non l'ha mai separata dal Figlio. In Maria, infatti, tutto parla di Cristo e tutto dipende da Lui.
"Francesco circondava di indicibile amore la madre del Signore Gesù, per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà e ci ha ottenuto misericordia. In lei, principalmente, dopo Cristo, riponeva la sua fiducia e, perciò, la costituì avvocata sua e dei suoi". FF 1165.
Francesco ebbe, nei confronti della chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, (Porziuncola), un particolare affetto. 
"....andò finalmente in un luogo chiamato Porziuncola, nel quale vi era una chiesa dedicata alla beatissima Vergine (......) assolutamente trascurata e abbandonata.Quando l'uomo di Dio la vide così abbandonata, spinto dalla sua fervente devozione per la Regina del mondo, vi fissò la sua dimora, con l'intento di ripararla...." FF 1048.

Egli volle che la Porziuncola fosse la dimora sua e dei primi frati (FF 1072) ed è sempre presso questa chiesa della Vergine che Francesco desidera chiudere la sua vita terrena (FF 507).
"Il santo amò questo luogo più di tutti gli altri luoghi del mondo. Qui, infatti, conobbe l'umiltà degli inizi; qui progredì nelle virtù; qui raggiunse felicemente la meta. Questo luogo, al momento della morte, raccomandò ai frati come il luogo più caro alla Vergine".
FF106; FF503; FF1048.
Noi siamo parte del "peregrinante popolo di Dio": l'essere in cammino è un tratto caratteristico e permanente della nostra vita terrena. In Maria glorificata contempliamo l'immagine di ciò che tutti siamo chiamati ad essere un giorno, insieme a lei, nella casa del Padre. Lei è un segno di sicura speranza. Francesco ha capito benissimo questa realtà: si è lasciato illuminare, ispirare, dal seguente brano evangelico:
"Un giorno andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: ""Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti"".Ma Egli rispose: ""Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica"
(Lc 8,19-21)
Da qui nasce questa preghiera di Francesco. Preghiamo con lui, con tutto l'amore possibile per colei, che è madre di Gesù ma anche madre nostra:
+ Santa Maria Vergine, nel mondo tra le donne non è nata alcuna simile a te, figlia e ancella dell'altissimo sommo Re, il Padre Celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo, prega per noi con San Michele arcangelo e con tutte le potenze angeliche dei cieli e con tutti i santi presso il tuo santissimo diletto Figlio Signore e maestro. 
Gloria al Padre. Come era.
FF 281

Ecco, da quanto detto in queste meditazioni quaresimali, spero sia emerso, se pur sintetizzato, tutto il cammino evangelico che ciascuno di noi è chiamato a vivere: un rapporto vivo e personale con ciascuna persona della Santissima Trinità, la compagnia materna di Maria, la dimensione ecclesiale, la dimensione missionaria, l'impegno di continua conversione attraverso la pratica delle virtù .
Ora, uniti spiritualmente, con le parole di san Francesco, invochiamo la materna protezione di Maria, affidiamoci a lei, chiediamo a lei di introdurci nell'orizzonte di Dio-Trinità. Chiediamole che preghi per noi affinchè, insieme a lei, possiamo stare davanti al Signore come Francesco, in atteggiamento recettivo, accogliente e docile:
+ 259 Ave, Signora, santa regina
santa genitrice di Dio, Maria
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è
ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, suo palazzo,
ave, suo tabernacolo,
ave, sua casa.
Ave, suo vestimento,
ave, sua ancella,
ave, sua Madre.
260 E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate.

sabato 24 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Quaresima 38

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
38° GIORNO
Luca 22,19-20
" Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

Notiamo che Gesù dice: "Fate questo in memoria di me". Egli non chiede la semplice ripetizione di un gesto rituale, chiede di fare memoria di Lui e ciò è tutt'altro che un semplice ricordo: attraverso il rito memoriale è resa presente e operante nell'oggi la salvezza operata da Lui nella sua Pasqua. Gesù ha chiesto pure di celebrare e vivere l'eucaristia così come Egli l'ha celebrata e vissuta.
Giovanni ci ricorda il gesto di Gesù che conduce al cuore dell'eucarestia: lavare i piedi, servire, dare completamente sè stessi come atto supremo d'amore. Cristo-eucarestia è per noi esempio e forza e ci indica la pratica di una vita che ha lo stesso stile di Gesù .
Giovanni spiega: "Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica". (Gv13,17)
Francesco ha capito questa realtà, ha sperimentato che ricevere questo "corpo offerto per noi" significa accettare di offrire sè stessi ogni giorno secondo la logica dell'amore.
FF789
201. "Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio dl tutte le sue membra, e, quando riceveva l'agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull'altare del suo cuore...."
Per Francesco l'eucaristia non è una semplice devozione, ma è la sorgente della vita, di una vita nuova. L'eucaristia darà ordine, semplificherà e unificherà tutta la sua vita.
Mensa della Parola, mensa del pane e del vino, preghiera, vita fraterna, condivisione: sono elementi indispensabili e la "logica del dono" è la logica fondamentale. Francesco scrive:
FF 221
""Tutta l'umanità trepidi, I'universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull'altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e degnazione stupenda!
O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell'universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane!
Guardate, fratelli, I'umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga colui che totalmente a voi si offre."
Anche noi poniamoci davanti al Tabernacolo, per ringraziare Gesù del suo dono d'amore. Invochiamo lo Spirito Santo perchè ci guidi all'incontro vero, vitale con il Signore-eucaristia. Stiamo davanti al Signore, stiamoci davvero, e con san Francesco diciamo:
+"Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo,
anche in tutte le tue chiese
che sono nel mondo intero
e ti benediciamo, perchè con la tua santa croce
hai redento il mondo"

venerdì 23 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Quaresima 37

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
37° GIORNO
"Questa è la vita eterna: conoscere Te (Padre), il solo vero Dio, e Colui che hai mandato Gesù Cristo" Gv17,3.
Francesco:
“Meditava continuamente
le parole del Signore
e non perdeva mai di vista
le sue opere”
(1Cel. XXX,84)
Tutti i cristiani, per essere tali, devono credere e vivere il Vangelo. I francescani secolari sono "chiamati" a viverlo alla maniera di san Francesco, cioè con radicalità, immediatezza, generosità e gioia, passando con prontezza dall'ascolto alla pratica FF356-357.
Per vivere la loro vocazione in verità e sicurezza la Chiesa ha dato loro, come NORMA DI VITA, la Regola rinnovata, per creare in coloro che la professano una mentalità "francescanamente" evangelica.
La nuova Regola dà risalto a due valori fondamentali della spiritualità francescana: l'Evangelicità e la Fraternità.

1) Evangelicità.
Il Vangelo è Gesù Cristo e la Regola, proponendolo come "Norma di vita" ai francescani secolari, presenta ad essi gli atteggiamenti di Gesù Cristo verso il Padre celeste e gli uomini, e li esorta a cercare la sua "persona vivente e operante nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle Azioni liturgiche". Così che diventi l'ispiratore e il centro della loro vita con Dio e con gli uomini, come lo fu per Francesco (art 5).

Nello spirito della Regola, che li invita a "passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo" (art 4), essi incarneranno l'uomo francescano, che ha un senso nuovo della vita e una nuova spiritualità, colui che ha il coraggio di mettere in pratica i testi più radicali del Vangelo e di mettersi accanto al fratello che soffre e che, nel duplice precetto dell'amore, abbraccia contemporaneamente Dio e la creatura umana.
"Dopo aver santificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, essendo stati rigenerati non da seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna" (1Pt 1, 22-23).
2) Fraternità.
E' il valore basico qualificante. San Francesco l'attinse direttamente dal Vangelo nel profondo convincimento, tradotto in forza operante, che ogni uomo è immagine di Dio ed è redento dal sangue di Gesù Cristo FF 1168.
Francesco insegna a vedere in tutti i componenti della Fraternità "un dono del Signore", insieme ai quali cercare la volontà di Dio (FF 116). Era solito dire che il vincolo che li unisce è più forte di quello che unisce la madre al figlio carnale e la ragione è chiara: questo nasce dal sangue, quello dallo Spirito (FF 91).
I francescani secolari camminano insieme nella preghiera, nell'ascolto della Parola di Dio, nella celebrazione eucaristica, nell'approfondimento della dottrina della Chiesa e della spiritualità francescana, per raggiungere il fine della sua vocazione e compiere la missione, ad essa legata, nella Chiesa e nel mondo.
Il francescano secolare è fortemente stimolato a vivere in tensione spirituale e pronto ad accogliere le ispirazioni dello Spirito, a lasciarsi illuminare, guidare e giudicare dalla parola di Dio; ad aprirsi all'esperienza degli altri e a farne tesoro superando diversità di opinioni, di giudizio, di situazioni, in nome dell'adesione personale e comunitaria a Cristo, che conduce ad una profonda comunione interiore, fa crescere in Cristo ed edifica la Fraternità nella carità.
+ O Dio, Padre nostro, crea in noi un cuore nuovo! AIUTACI a non cedere alla tentazione della chiusura, dell'orgoglio, del risentimento e donaci di cercare e gustare la gioia dell'amicizia, del perdono, della comunione fraterna vissuta e consumata nelle trame dei nostri giorni. Aiutaci a vivere come Francesco l'Evangelicità e la Fraternità ! Per Cristo nostro Signore.