QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
SETTIMANA SANTA
GIOVEDI'
Francesco d’Assisi DALLA REGOLA BOLLATA CAP X (8-10) FF 103 -104
[103] Ammonisco, poi, ed esorto nel Signore Gesù Cristo, che si guardino i frati da ogni superbia, vana gloria, invidia, avarizia, cure o preoccupazioni di questo mondo, dalla detrazione e dalla mormorazione.
[104] E coloro che non sanno di lettere, non si preoccupino di apprenderle, ma facciano attenzione che ciò che devono desiderare sopra ogni cosa è di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, di pregarlo sempre con cuore puro e di avere umiltà, pazienza nella persecuzione e nella infermità, e di amare quelli che ci perseguitano e ci riprendono e ci calunniano, poiché dice il Signore: "Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano; beati quelli che sopportano persecuzione a causa della giustizia, poiché di essi è il regno dei cieli. Echi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo". persevererà fino alla fine, questi sarà salvo".
Quando proviamo a contraccambiare l' Amore, ci accorgiamo di non avere forze sufficienti: forse le abbiamo sprecate o impegnate troppo altrove: abbiamo troppo lavorato, troppo studiato, troppo amato – non correttamente amato! – parenti, amici, casa; ed ora, se peschiamo nel cuore non troviamo più niente. Non possiamo offrirgli altro che il nostro desiderio di amarlo e la nostra assoluta inadeguatezza. Ma è proprio questa impotenza a far emergere la Sua risposta: una risposta così scontata che non ce la ricordiamo neanche più: “So bene che per te è difficile amare Colui che non vedi, per questo ti ho donato tuo fratello, che vedi” . Perciò, non restiamo muti, rigidi, paralitici, di fronte al mondo che chiede di vedere ben altro, che chiede veri annunciatori e costruttori di un mondo migliore. Dice san Francesco che solo “ chi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo".
Lodi di Dio Altissimo
Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende
Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende
Tu sei forte
Tu sei grande
Tu sei altissimo
Tu sei Re onnipotente
Tu sei il Padre Santo, Re del cielo e della terra
Tu sei trino ed uno, Signore Iddio degli dei
Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene
Signore Iddio vivo e vero
Tu sei amore, carità
Tu sei sapienza
Tu sei umiltà
Tu sei pazienza
Tu sei bellezza
Tu sei sicurezza
Tu sei pace
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia
Tu sei temperanza
Tu sei tutta la nostra ricchezza
Tu sei bellezza
Tu sei mitezza,
Tu sei il protettore
Tu sei custode e il difensore nostro
Tu sei fortezza,
Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza
Tu sei la nostra fede
Tu se la nostra carità
Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile
Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
Queste Lodi ci sono pervenute autograte del Santo, perchè scritte da Lui stesso sul verso della pergamena che contiene la Benedizione a frate Leone.
Nei lato della pergamena (riferiscono le Fonti Francescane) che contiene la Benedizione a frate Leone, sopra di essa, da altra mano e con inchiostro rosso è scritto:
Il beato Francesco, due anni prima della sua morte, fece una quaresima sul monte della Verna, ad onore della beata Vergine Maria, Madre di Dio e del beato Michele Arcangelo, dalla festa dell'Assunzione di Santa Maria vergine fino alla festa di San Michele Arcangelo;
e la mano di Dio tu su di lui mediante la visione e le parole del serafino e l'impressione delle stimmate di Cristo nel suo corpo;
compose allora queste laudi che sono scritte nel retro di questo foglio, e le scrisse di sua mano, rendendo grazie al Signore per il beneficio a Lui concesso
Anche Tommaso da Celano nella Vita Seconda cap. XX, 49 ci rende testimonianza del fatto:
Un giorno Francesco lo chiama (frate Leone): <Portami, Gli dice, carta e calamaio, perchè voglio scrivere le parole e le lodi del Signore, come le ho meditate nel mio cuore. Subito Gli portò quanto aveva chiesto, ed Egli, di sua mano, scrisse le lodi di Dio e le parole che aveva in animo.Alla fine aggiunse la benedizione del frate e Gli disse:
Prenditi questa carta e custodiscila con cura fino al giorno della Tua morte
La data di composizione dunque è chiara: Settembre 1224.

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