martedì 31 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 72

San Francesco e i ladroni, un episodio di accoglienza

C'è un episodio narrato dalla Compilazione di Assisi e da altre fonti, che riguarda i ladroni che Francesco incontrò in un eremo sopra Borgo San Sepolcro? Questi, di tanto in tanto, si recavano al convento a domandare del pane; ma derubavano anche i passanti e quindi i frati erano incerti sul da farsi. 

Francesco suggerì ai suoi frati di recarsi nel bosco, di portare del cibo ai ladroni, di servirli e chiedere loro un primo piacere: che almeno non percuotessero e non maltrattassero i derubati; quindi di tornare di nuovo, con cibo ancor più abbondante, e di chiedere loro di ravvedersi. I ladroni, commossi dall’affabilità dei frati, cambiarono vita: alcuni addirittura entrarono nell’Ordine. 


Considerando quei ladroni come persone, accogliendoli senza pregiudizi, rispettando i loro tempi di
maturazione, Francesco li condusse alla vita onesta, al lavoro, alcuni persino a compiere una scelta radicale per Dio e per l’edificazione del suo regno.






martedì 24 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 71

La bestemmia contro lo Spirito Santo.
Gesù ha detto che bestemmiare contro lo Spirito Santo è l'unico peccato imperdonabile: questa espressione di condanna da parte di Gesù è dura, severa e irrevocabile. La bestemmia contro lo Spirito Santo consiste non solo nell'opporsi all'azione salvifica e resisterle, ma nell'interpretarla come opera di satana: è il totale stravolgimento del piano divino, la completa mistificazione della Sua opera di salvezza. E' ciò che può operare satana: essendo solo una creatura non ha potere di creazione e quindi può utilizzare la realtà buona creata da Dio mistificandola e distorcendola. Mentre lo Spirito è fonte e datore di vita in tutte le realtà create, il menzognero vorrebbe far credere questa stessa realtà come fosse fonte di morte, nemica dell'uomo e condurre così l'uomo stesso alla completa sfiducia verso Dio. Confidiamo in Gesù per saper riconoscere sempre il bene e la vita dello Spirito intorno e dentro di noi ...e per credere fermamente che Dio è sempre all'opera nella nostra vita.

sabato 21 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 70

Luca 4, 16-30
In quel tempo Gesù venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore”. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette.

Meditazione
Luca mette in risalto l’importanza dello Spirito nella vita di Gesù e della Chiesa. Luca sottolinea che la buona notizia che il Cristo porta ai poveri, è ispirata dallo Spirito, e ci fa capire che senza l’azione dello Spirito l’uomo è incapace di lasciarsi trasformare. Tutti coloro che l'accettano, sperimentano il cambiamento della loro natura, la redenzione dalla morte e una nuova e sorprendente gioia. La vocazione dell’uomo è quella di essere con Dio, sempre e per sempre, ma deve aprire il proprio cuore alla presenza divina in lui e attorno a lui. Ogni giorno il Signore ci dona i segni della sua vicinanza: viene incontro ai nostri bisogni mediante situazioni favorevoli, persone piene di carità, cose che ci sostengono nel bene. Gli episodi straordinari vissuti da Francesco e dai suoi frati, diedero loro un motivo in più per amare e servire l'Eterno Padre, proclamando, a quanti li ascoltavano, che solo Lui era l'Autore invisibile delle opere che venivano compiute per essi o per mezzo di essi.
Come Francesco, rendiamoci conto del bene che riceviamo quotidianamente e come lui lodiamolo e ringraziamolo: “Sia ringraziato Colui che non sembra pensare ad altri che a noi”.



martedì 17 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 69


San Francesco e il Vangelo
1 aprile
MEDITAZIONI FRANCESCANE
Matteo 22, 1-14
"....... Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”......
MEDITAZIONE
Dio ha in mente una festa universale per l’umanità. Gli inviti sono stati trasmessi dai profeti e poi dagli apostoli, ma si sa
che accoglienza ricevettero. Il credente, quasi sempre, è portato a preferire la sua sapienza umana al posto della sapienza divina: è quella sapienza che al centro non ha Dio come spiegazione e fine di tutto, ma l’uomo come “misura di tutte le cose”. Anche i credenti, salvo rare eccezioni, preferiscono la propria tranquillità, la carriera e gli interessi terreni: si attaccano alle piccole cose e non vanno “oltre”. L’uomo non ha più Dio come punto di riferimento e come meta da raggiungere. Ci vogliono nuovi maestri di spiritualità che sappiano attirare le folle, ci vogliono altri san Francesco che facciano da esempio. Francesco è diventato un vero maestro nella lotta, nelle prove, nelle gravi malattie, nella sofferenza interiore e nell’oscurità: oscurità che, secondo gli storici, termina sul monte della Verna con l’impressione delle stimmate. Solo vivendo per Dio e come vuole Dio, pensando tutte le cose come le pensa Dio, guardando il mondo alla maniera di Dio, nel desiderio rinnovato di somigliare in tutto al Maestro ed essere una cosa sola con Lui,..solo così,... può avvenire la totale pacificazione tra noi e Dio.



lunedì 9 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 68


F.F. 1068
Quando. poi i frati gli chiesero che insegnasse loro a pregare, disse :
Quando pregate,
dite :
"Padre nostro", e: 
" Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese che sono in tutto il mondo,  e ti benediciamo, perché, per mezzo della tua santa croce, hai redento il mondo* " .

*Ti adoriamo Signore Gesù Cristo*:                                                                                                                                                     Se la preghiera dell’ Alto e Glorioso Iddio è la preghiera di San Francesco che supplica, questa si colloca nel settore "Lode e Riconoscenza". 
Qui Gesù Cristo è inteso come Eucarestia, cioè presenza reale all’interno dei luoghi di culto. E in tutti i luoghi di culto.
*In tutte le tue chiese* : Per Francesco esiste un solo luogo liturgico, che è il mondo intero.
Quel mondo dove sono presenti i suoi frati a cui si unisce spiritualmente nell’adorazione del santo mistero   dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Dove incarnazione ha il suo significato più profondo nella Redenzione, che la Chiesa perpetua come memoriale nella celebrazione dei divini misteri durante l’anno liturgico.
E l’opera della redenzione passa attraverso il Golgota, cioè attraverso la croce.
La devozione di Francesco allora è sintesi di una fede che va dritta alla sostanza del mistero e che viene vissuta in tutta la sua interezza all’interno della Santa Madre Chiesa e alla luce della Parola di Dio.
*Perchè con la tua Santa Croce hai redento il mondo* : La croce non è strumento di supplizio, ma di salvezza.
Per questo è santa : e per questo il minimo segno che alluda ad una croce fa scattare nel suo cuore il richiamo dell’adorazione.




sabato 7 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 67

San Francesco e il Vangelo
1 aprile
MEDITAZIONI FRANCESCANE
Luca 17, 11-19
"..... Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono?..."
MEDITAZIONE
Gesù si comporta con tanta discrezione che la guarigione dei lebbrosi non sembra essere compresa dagli interessati come un effetto della sua potenza: uno solo ritorna pieno di gioia a ringraziarlo e ad esprimere la propria riconoscenza e fede in Lui. Gesù risponde a questa fede completando la guarigione fisica con una trasformazione spirituale: l’azione di grazie apre l’uomo a nuovi doni di Dio. L’ingratitudine dei nove Ebrei, rende dolorosamente chiaro che, da alcuni, il dono di Gesù può essere ricevuto invano. Beato chi capisce che occorre rivolgersi a Lui non solo per chiedere e ottenere perdono; non solo per ottenere favori e guarigioni, ma anche per ricevere il dono per eccellenza: il Regno di Dio. Cerchiamo di vivere con cuori di bimbi, perché a loro sarà dato sempre più in abbondanza la manifestazione di questo stesso Regno. Tutto è svelato e donato ai piccoli e agli umili…..come Francesco!