martedì 31 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 72

San Francesco e i ladroni, un episodio di accoglienza

C'è un episodio narrato dalla Compilazione di Assisi e da altre fonti, che riguarda i ladroni che Francesco incontrò in un eremo sopra Borgo San Sepolcro? Questi, di tanto in tanto, si recavano al convento a domandare del pane; ma derubavano anche i passanti e quindi i frati erano incerti sul da farsi. 

Francesco suggerì ai suoi frati di recarsi nel bosco, di portare del cibo ai ladroni, di servirli e chiedere loro un primo piacere: che almeno non percuotessero e non maltrattassero i derubati; quindi di tornare di nuovo, con cibo ancor più abbondante, e di chiedere loro di ravvedersi. I ladroni, commossi dall’affabilità dei frati, cambiarono vita: alcuni addirittura entrarono nell’Ordine. 


Considerando quei ladroni come persone, accogliendoli senza pregiudizi, rispettando i loro tempi di
maturazione, Francesco li condusse alla vita onesta, al lavoro, alcuni persino a compiere una scelta radicale per Dio e per l’edificazione del suo regno.






martedì 24 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 71

La bestemmia contro lo Spirito Santo.
Gesù ha detto che bestemmiare contro lo Spirito Santo è l'unico peccato imperdonabile: questa espressione di condanna da parte di Gesù è dura, severa e irrevocabile. La bestemmia contro lo Spirito Santo consiste non solo nell'opporsi all'azione salvifica e resisterle, ma nell'interpretarla come opera di satana: è il totale stravolgimento del piano divino, la completa mistificazione della Sua opera di salvezza. E' ciò che può operare satana: essendo solo una creatura non ha potere di creazione e quindi può utilizzare la realtà buona creata da Dio mistificandola e distorcendola. Mentre lo Spirito è fonte e datore di vita in tutte le realtà create, il menzognero vorrebbe far credere questa stessa realtà come fosse fonte di morte, nemica dell'uomo e condurre così l'uomo stesso alla completa sfiducia verso Dio. Confidiamo in Gesù per saper riconoscere sempre il bene e la vita dello Spirito intorno e dentro di noi ...e per credere fermamente che Dio è sempre all'opera nella nostra vita.

sabato 21 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 70

Luca 4, 16-30
In quel tempo Gesù venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore”. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette.

Meditazione
Luca mette in risalto l’importanza dello Spirito nella vita di Gesù e della Chiesa. Luca sottolinea che la buona notizia che il Cristo porta ai poveri, è ispirata dallo Spirito, e ci fa capire che senza l’azione dello Spirito l’uomo è incapace di lasciarsi trasformare. Tutti coloro che l'accettano, sperimentano il cambiamento della loro natura, la redenzione dalla morte e una nuova e sorprendente gioia. La vocazione dell’uomo è quella di essere con Dio, sempre e per sempre, ma deve aprire il proprio cuore alla presenza divina in lui e attorno a lui. Ogni giorno il Signore ci dona i segni della sua vicinanza: viene incontro ai nostri bisogni mediante situazioni favorevoli, persone piene di carità, cose che ci sostengono nel bene. Gli episodi straordinari vissuti da Francesco e dai suoi frati, diedero loro un motivo in più per amare e servire l'Eterno Padre, proclamando, a quanti li ascoltavano, che solo Lui era l'Autore invisibile delle opere che venivano compiute per essi o per mezzo di essi.
Come Francesco, rendiamoci conto del bene che riceviamo quotidianamente e come lui lodiamolo e ringraziamolo: “Sia ringraziato Colui che non sembra pensare ad altri che a noi”.



martedì 17 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 69


San Francesco e il Vangelo
1 aprile
MEDITAZIONI FRANCESCANE
Matteo 22, 1-14
"....... Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”......
MEDITAZIONE
Dio ha in mente una festa universale per l’umanità. Gli inviti sono stati trasmessi dai profeti e poi dagli apostoli, ma si sa
che accoglienza ricevettero. Il credente, quasi sempre, è portato a preferire la sua sapienza umana al posto della sapienza divina: è quella sapienza che al centro non ha Dio come spiegazione e fine di tutto, ma l’uomo come “misura di tutte le cose”. Anche i credenti, salvo rare eccezioni, preferiscono la propria tranquillità, la carriera e gli interessi terreni: si attaccano alle piccole cose e non vanno “oltre”. L’uomo non ha più Dio come punto di riferimento e come meta da raggiungere. Ci vogliono nuovi maestri di spiritualità che sappiano attirare le folle, ci vogliono altri san Francesco che facciano da esempio. Francesco è diventato un vero maestro nella lotta, nelle prove, nelle gravi malattie, nella sofferenza interiore e nell’oscurità: oscurità che, secondo gli storici, termina sul monte della Verna con l’impressione delle stimmate. Solo vivendo per Dio e come vuole Dio, pensando tutte le cose come le pensa Dio, guardando il mondo alla maniera di Dio, nel desiderio rinnovato di somigliare in tutto al Maestro ed essere una cosa sola con Lui,..solo così,... può avvenire la totale pacificazione tra noi e Dio.



lunedì 9 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 68


F.F. 1068
Quando. poi i frati gli chiesero che insegnasse loro a pregare, disse :
Quando pregate,
dite :
"Padre nostro", e: 
" Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese che sono in tutto il mondo,  e ti benediciamo, perché, per mezzo della tua santa croce, hai redento il mondo* " .

*Ti adoriamo Signore Gesù Cristo*:                                                                                                                                                     Se la preghiera dell’ Alto e Glorioso Iddio è la preghiera di San Francesco che supplica, questa si colloca nel settore "Lode e Riconoscenza". 
Qui Gesù Cristo è inteso come Eucarestia, cioè presenza reale all’interno dei luoghi di culto. E in tutti i luoghi di culto.
*In tutte le tue chiese* : Per Francesco esiste un solo luogo liturgico, che è il mondo intero.
Quel mondo dove sono presenti i suoi frati a cui si unisce spiritualmente nell’adorazione del santo mistero   dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Dove incarnazione ha il suo significato più profondo nella Redenzione, che la Chiesa perpetua come memoriale nella celebrazione dei divini misteri durante l’anno liturgico.
E l’opera della redenzione passa attraverso il Golgota, cioè attraverso la croce.
La devozione di Francesco allora è sintesi di una fede che va dritta alla sostanza del mistero e che viene vissuta in tutta la sua interezza all’interno della Santa Madre Chiesa e alla luce della Parola di Dio.
*Perchè con la tua Santa Croce hai redento il mondo* : La croce non è strumento di supplizio, ma di salvezza.
Per questo è santa : e per questo il minimo segno che alluda ad una croce fa scattare nel suo cuore il richiamo dell’adorazione.




sabato 7 maggio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 67

San Francesco e il Vangelo
1 aprile
MEDITAZIONI FRANCESCANE
Luca 17, 11-19
"..... Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono?..."
MEDITAZIONE
Gesù si comporta con tanta discrezione che la guarigione dei lebbrosi non sembra essere compresa dagli interessati come un effetto della sua potenza: uno solo ritorna pieno di gioia a ringraziarlo e ad esprimere la propria riconoscenza e fede in Lui. Gesù risponde a questa fede completando la guarigione fisica con una trasformazione spirituale: l’azione di grazie apre l’uomo a nuovi doni di Dio. L’ingratitudine dei nove Ebrei, rende dolorosamente chiaro che, da alcuni, il dono di Gesù può essere ricevuto invano. Beato chi capisce che occorre rivolgersi a Lui non solo per chiedere e ottenere perdono; non solo per ottenere favori e guarigioni, ma anche per ricevere il dono per eccellenza: il Regno di Dio. Cerchiamo di vivere con cuori di bimbi, perché a loro sarà dato sempre più in abbondanza la manifestazione di questo stesso Regno. Tutto è svelato e donato ai piccoli e agli umili…..come Francesco!

mercoledì 20 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 66

MEDITAZIONI FRANCESCANE
Se un sacerdote vive in modo scorretto e amorale, le sue benedizioni sono valide? Le sue benedizioni sono valide, così come è valida la messa e l'assoluzione che esso dà. Tutto ciò è indipendente dalla sua vita privata .I poteri che un sacerdote ha sono a servizio dei fedeli e non a onore della persona. Poi la persona risponderà davanti a Dio delle sue azioni e dei suoi operati ed eventualmente dei suoi sacrilegi. Ma tutto ciò che opera a vantaggio dei fedeli essendo sacerdote validamente autorizzato ed operante, non sospeso a divinis è valido, ben fatto.
P.Amorth
Diceva san Francesco: "[FF 176] Beato il servo che ha fede nei chierici che vivono rettamente secondo le norme della Chiesa romana. E guai a coloro che li disprezzano. Quand'anche, infatti, siano peccatori, tuttavia nessuno li deve giudicare, poiché il Signore esplicitamente ha riservato solo a se stesso il diritto di giudicarli. 



Invero, quanto più grande è il ministero che essi svolgono del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che proprio essi ricevono ed essi soli amministrano agli altri, tanto maggiore peccato commettono coloro che peccano contro di essi, che se peccassero contro tutti gli altri uomini di questo mondo".

martedì 19 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 65

MEDITAZIONI FRANCESCANE
FF 709
Francesco assicurava che la letizia spirituale è il rimedio più sicuro contro le mille insidie e astuzie del nemico. Diceva infatti: “Il diavolo esulta soprattutto, quando può rapire al servo di Dio il gaudio dello spirito. Egli porta della polvere, che cerca di dettare negli spiragli, per quanto piccoli della coscienza e così insudiciare il candore della mente e la mondezza della vita. Ma –continuava- se la letizia di spirito riempie il cuore, inutilmente il serpente tenta di iniettare il suo veleno mortale. I demoni non possono recare danno al servo di Cristo, quando lo vedono santamente giocondo. Se invece l’animo è malinconico, desolato e piangente, con tutta facilità o viene sopraffatto dalla tristezza o e trasportato alle gioie frivole”.
MEDITAZIONE
Gesù nega che una disgrazia possa essere interpretata come un castigo, ma ci invita a considerarla come uno stimolo a riflettere sulla necessità di convertirsi prima che sia troppo tardi. Perché senza conversione non c’è salvezza. La disgrazia, la malattia, l’angoscia, inducono a convertirsi,…ma il Signore lascia liberi ! Il tempo attuale è tempo di disorientamento, tempo di sbandamento. Tante idee errate prosperano come la zizzania. La conversione è un portarsi in Dio…è una chiamata di Dio. Occorre sentire l’appello di Gesù. Portare letizia è la missione di Gesù e di Francesco, medicina potente contro il male….ed è anche la nostra missione di cristiani e francescani !



venerdì 15 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 64

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 729

Vedeva che alcuni desideravano ardentemente le cariche dell’Ordine, delle quali si rendevano indegni, oltre al resto, anche per la sola ambizione di governare. E diceva che questi non erano frati minori, ma avevano dimenticato la loro vocazione ed erano decaduti dalla gloria. Confutava poi con abbondanza di argomenti alcuni miserabili, che sopportavano a malincuore di essere rimossi dai vari uffici, perché più che l’onere cercavano l’onore. Un giorno disse al suo compagno: “Non mi sembrerebbe di essere un frate minore se non fossi nella disposizione che ti descriverò. Ecco—essendo superiore dei frati vado al capitolo, predico, li ammonisco, e alla fine si grida contro di me: - Non è adatto per noi un uomo senza cultura e dappoco. Perciò non vogliamo che tu regni su di noi perché non sei eloquente, sei semplice ed ignorante. Alla fine sono scacciato con obbrobrio, vilipeso da tutti. Ti dico: se non ascolterò queste parole conservando lo stesso volto, la stessa letizia d’animo, lo stesso proposito di santità, non sono per niente frate minore”. E aggiungeva: “Il superiorato è occasione di caduta, la lode di precipizio. L’umiltà del suddito invece porta alla salvezza dell’anima. Perché allora volgiamo l’animo più ai pericoli che ai vantaggi, quando abbiamo la vita per acquistarci meriti?”.

MEDITAZIONE
Essere prudenti non significa non rischiare, ma seguire Gesù senza esitazioni e rinunciare a tutto quello che potrebbe impedirci di seguirlo fino in fondo. Egli è il solo maestro che può guidarci all’unico bene capace di colmare il nostro cuore. Gesù esige un amore esclusivo, per Lui occorre operare delle scelte. Non occuparsi della propria famiglia, cioè staccarsene totalmente con l’affetto, significa creare uno spazio enorme di disponibilità nel proprio cuore. Gesù chiede di non occuparsi più di sé stessi e di agguerrirci contro satana. Gesù ci suggerisce di spendere tutto per comprare “forza dall’alto”, cioè lo Spirito Santo. Senza la rinuncia, la povertà del cuore, l’umiltà, è impossibile affrontare le battaglie spirituali e seguire Gesù: imitiamo Francesco nel suo modo di amarlo e servirlo perché, proprio la nostra povertà e inadeguatezza ci permettono di vivere alla sequela di Cristo, la cui forza è la fiducia nel Padre.





giovedì 14 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 63

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 731

Essendosi recato a Imola, città della Romagna, si presentò al vescovo della diocesi per chiedergli il permesso di predicare. “Basto io—rispose il vescovo—a predicare al mio popolo”. Francesco chinò il capo e uscì umilmente. Ma poco dopo, eccolo dentro di nuovo. “Che cosa vuoi, frate?- riprese il vescovo –Cosa domandi ancora?”. “Signore,- rispose Francesco- se il padre scaccia il figlio da una porta, deve necessariamente entrare da un’altra”. Vinto dalla sua umiltà, il vescovo con volto lieto lo abbracciò, esclamando: “D’ora in poi tu e i tuoi frati predicate pure nella mia diocesi, con mio generale permesso, perché la tua santa umiltà lo ha meritato”.


MEDITAZIONE
Dio non ci chiede di disprezzare le sue creature, e ancor meno l’amore umano che unisce gli sposi; ci chiede di non lasciare che queste realtà create diventino un ostacolo nel nostro cammino verso di Lui. Queste realtà sono fatte per rivelarci il creatore, che in esse e al di là di esse, rimane l’unica vera fonte della nostra felicità. Mediante la sua parola, Gesù, ci chiede di lasciare tutto, di lasciare soprattutto noi stessi e di accogliere la sua gioia. Impariamo da Francesco l'umiltà del cuore. Ogni giorno,in nostro Dio, viene a cercarci dovunque siamo. Non facciamoci pregare troppo, non ci accada di essere lasciati fra coloro che non assaggeranno la cena del Signore perché, sebbene più volte invitati, non hanno saputo apprezzare il dono.






mercoledì 13 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 62

MEDITAZIONI FRANCESCANE
FF 728
In altra circostanza rinunciò, mettendoli a disposizione del vicario, a tutti i suoi compagni con queste parole: “Non voglio sembrare singolare con questo privilegio di libertà, ma i frati mi accompagnino di luogo in luogo, come il Signore li ispirerà”. E aggiunse: “Ho visto tempo fa un cieco che aveva come guida di viaggio un cagnolino”. Questa era appunto la sua gloria: mettere da parte ogni apparenza di singolarità e ostentazione, perché abitasse in lui la virtù di Cristo.
MEDITAZIONE
L’amore di Dio è gratuito, e anche quello dei suoi figli deve esserlo. Servire i poveri è un modo per vivere questa gratuità. Vi è una beatitudine anche per chi impara ad agire con disinteresse: infatti richiama gli insegnamenti di Gesù che ci dice: c’è più felicità nel dare che nel ricevere ! Dio stesso non fa distinzione di persone nel distribuire i suoi beni e noi, superando la logica umana così egoistica, speriamo una ricompensa solo da Dio. Cerchiamo di essere umili. L’umiltà è amore disinteressato, amore donativo, amore puro…..

martedì 12 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 61

MEDITAZIONI FRANCESCANE  61
FF 1920
………..E nella detta apparizione serafica Cristo, il quale apparia, sì parlò a santo Francesco certe cose secrete ed alte, le quali santo Francesco in vita sua non volle rivelare a persona, ma dopo la sua vita il rivelò, secondo che si dimostra più giù; e le parole furono queste: “Sai tu—disse Cristo—quello ch’io t’ho fatto? Io t’ho donato le stimate che sono i segnali della mia passione, acciò che tu sia il mio gonfaloniere. E siccome io il dì della morte mia discesi al limbo, e tutte l’anime ch’io vi trovai ne trassi in virtù di queste mie istimate; e così a te concedo ch’ogni anno, il dì della morte tua, tu vada al purgatorio, e tutte l’anime de’ tuoi tre Ordini, cioè Minori, Suore e Continenti, ed eziandio degli altri i quali saranno istati a te divoti, i quali tu vi troverai, tu ne tragga in virtù delle tue istimate e menile alla gloria di paradiso, acciò che tu sia a me conforme nella morte, come tu se’ nella vita”.
MEDITAZIONE
Gesù aveva appena sfamato una folla con la moltiplicazione dei pani, e molti lo seguivano vedendo in Lui il profeta “che deve venire nel mondo”. Gesù prende l’occasione dei pani distribuiti, per parlare della vita nuova, principio di risurrezione immortale, che Egli è venuto a inaugurare nel mondo. Si ripete così l’episodio della samaritana: alla donna, che non sa vedere oltre l’acqua del pozzo, Gesù promette un’acqua che disseta eternamente; qui, ai giudei che non sanno vedere oltre il pane che li ha sfamati per un po’, Gesù offre il pane della vita eterna. Ciò che è necessario da parte nostra è la coerenza della vita, è lasciare che la Parola diventi vita in noi, che come in Francesco, abiti in noi la virtù, la santità di Cristo.
Aiutiamo i ragazzi a capire il mistero dell'amore di Dio. Educhiamoli al ricordo dei defunti. Aiutiamoli a pregare per i defunti. Quando un'anima prega dicendo: "L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua", essi nella pace dell'eternità ricambiano presso il Signore dicendo a loro volta: "Dona a lui, o Signore, che noi amiamo in Te come non mai, donagli, dopo la notte della vita, l'eterno riposo e splenda anche a lui la luce eterna che ha accolto noi."



lunedì 11 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 60

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 712

Un giorno vide un suo compagno con la faccia triste e malinconica. Sopportando la cosa a malincuore gli disse: “Il servo di Dio non deve mostrarsi agli altri triste e rabbuiato, ma sempre sereno. Ai tuoi peccati, riflettici nella tua stanza e alla presenza di Dio piangi e gemi. Ma quando ritorni tra i frati, lascia la tristezza e conformati agli altri”. E poco dopo: “Gli avversari della salvezza umana hanno molta invidia di me e siccome non riescono a turbarmi direttamente, tentano sempre di farlo attraverso i miei compagni”. Amava poi tanto l’uomo pieno di letizia spirituale, che per ammonimento generale fece scrivere in un capitolo queste parole: “Si guardino i frati di non mostrarsi tristi di fuori e rannuvolati come degli ipocriti, ma si mostrino lieti nel Signore, ilari e convenientemente graziosi.

MEDITAZIONE
Gesù si manifesta attraverso coloro che credono nel suo amore e lo lasciano penetrare nella propria vita. In essi Gesù è presente insieme al Padre. Francesco ci insegna a vivere i momenti di inevitabile tristezza nel dialogo con Dio. La nostra vita è un alternarsi di presenza e assenza del Signore, di consolazioni e desolazioni, di momenti in cui ci sentiamo forti e momenti di fatica e scoraggiamento che dalle stelle… ci fanno precipitare giù, giù… Non dimentichiamo che Gesù conosce la nostra condizione umana, che ci capisce profondamente e che tutte le voci e le parole del nostro cuore arrivano a Lui, sono ascoltate da Lui…sempre, senza interruzioni!




MEDITAZIONI FRANCESCANE 59

MEDITAZIONI FRANCESCANE

"Chiunque s'innalzerà sarà abbassato, chiunque si abbasserà sarà innalzato".. (Matteo 23,12)

FF 29 "Tutti i frati si impegnino a seguire l'umiltà e la povertà del Signore nostro Gesù Cristo, e si ricordino che nient'altro ci è consentito di avere, di tutto il mondo, come dice l'apostolo, <se non il cibo e le vesti, e di questi ci dobbiamo accontentare>".


FF48 "....Quindi tutti noi frati guardiamoci da ogni superbia e vana gloria; e difendiamoci dalla sapienza di questo mondo e dalla prudenza della carne. Lo spirito della carne, infatti, ....cerca non la religiosità e santità interiore dello spirito, ma vuole e desidera avere una religiosità e una santità che appaia al di fuori agli uomini. E' di questi che il Signore dice:<In verità vi dico, hanno ricevuto la loro ricompensa>......."

La superbia e l'arroganza danno fastidio a tutti, ma a Dio in primo luogo. Egli, infatti, non tollera assolutamente chi s'innalza, perché significa che non mette Dio al primo posto nella sua vita. Da questo atteggiamento hanno origine tutti gli altri mali. Chi teme Dio, si umilia, perché riconosce la propria miseria e il proprio bisogno di sottomettersi costantemente a Lui sapendo che le promesse divine sono vere, e si realizzano sempre, anche se non nei momenti che vorremmo noi.

Non preoccupiamoci, perciò, per i superbi che ci stanno attorno: Dio li vede, e sa come agire con loro. Impegniamoci, piuttosto, a non essere superbi noi, altrimenti saremo abbassati, come Dio ha promesso.

E non sarà affatto piacevole. La Scrittura dice: "Dio resiste ai superbi e da grazia agli umili. (Giacomo 4,6).

San Francesco d'Assisi ce lo dimostra: imitiamolo !





 

MEDITAZIONI FRANCESCANE 58

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 707
Un frate chiese a Francesco: “Padre, cosa ne pensi di te stesso?”. Ed Egli rispose: “Mi sembra di essere il più grande peccatore, perché se Dio avesse usata tanta misericordia con qualche scellerato, sarebbe dieci volte migliore di me”. A queste parole, subito lo Spirito disse interiormente al frate: “Conosci che è stata vera la tua visione da questo: perché questo uomo umilissimo sarà innalzato per la sua umiltà a quel trono che è stato perduto per la superbia”. 

MEDITAZIONE
Di fronte all’amore si pone una scelta. Per comunicarci il suo amore, Gesù desidera che venga l’ora di compiere quel tuffo nella morte che Egli chiama “un battesimo; Io stesso amore chiede anche a noi, di passare attraverso quella morte di cui il nostro battesimo è stato la realizzazione simbolica .Di fronte al
fuoco che Gesù è venuto a portare sulla terra, gli uomini si dividono: alcuni lo rifiutano, altri lo accettano. I primi cristiani meravigliosamente vissero il fuoco della fede, e con le parole e con la vita creavano crisi, ripensamenti. Essi affrontarono le persecuzioni per restare fedeli al Vangelo. I primi cristiani credevano davvero che chi perde la vita per il Signore, la salva per l’Eternità. La vita di fede non è un gioco: la fede vera è travolgente e sconvolge letteralmente la vita.




MEDITAZIONI FRANCESCANE 57

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 684
Credeva di peccare gravemente, se mentre pregava era turbato da vani fantasmi. Quando ciò capitava, ricorreva alla confessione per accusarsene subito. L’aveva resa così abituale questa premura, che molto raramente era tormentato da questo genere di mosche. Durante una quaresima, aveva un piccolo vaso, per utilizzare i ritagli di tempo e non perderne neppure uno. Ma un giorno, mentre recitava devotamente Terza, gli capitò di fermare per caso gli occhi su quel vaso, e si accorse che l’uomo interiore era stato ostacolato nel fervore. Afflitto perché la voce dal cuore diretta all’orecchio divino aveva subìto una interruzione, finita Terza, disse ai frati presenti : “Ah, lavoro inutile che ha avuto tanto potere di me da deviare a sé il mio spirito! Lo sacrificherò al Signore, perché ha impedito il sacrificio diretto a Lui”. Detto ciò afferrò il vaso e lo gettò nel fuoco, dicendo: “Vergogniamoci di lasciarci distrarre da fantasie inutili quando nel tempo della preghiera parliamo col Gran Re!”.

MEDITAZIONE
Quello che interessa a Gesù, è farci sapere che il Padre vuole la salvezza di tutti gli uomini, ma che nessuno potrà essere salvato se rifiuta di passare attraverso la conversione. Nel cammino di conversione è importante la preghiera. La nostra preghiera deve essere in primo luogo, come ci insegna Francesco, disponibilità allo Spirito…..e lo Spirito ne farà una preghiera perfetta, colma di sicurezza e di fiducia, certa che tutto ciò che viene da Dio è buono e….che Egli non ci rifiuterà ciò che lo Spirito chiede per noi. Occorre pregare ogni giorno, con assiduità: recitare il Rosario quotidianamente e attenersi ai precetti divini. Nella preghiera del cuore, attraverso gli occhi del cuore, si può intuire l’essenza divina, e le persone che raggiungono questo stadio di “amicizia” con Dio riescono a comprendere l’essenza del Creatore nella sua interezza. La fede di una persona diventa adulta quando la croce non viene rifiutata, ma diventa cammino quotidiano con Cristo e accoglienza della forza d Cristo nella propria vita. L’hanno capito i Santi, l’ha capito Francesco. La vita è molto più bella quando non è vissuta nell’egoismo, ma quando si appropria della croce che la riempie di un amore che libera.



MEDITAZIONI FRANCESCANE 56

MEDITAZIONI FRANCESCANE 

FF 682

Ma di quanta dolcezza sarà stato inondato abituato com’era a questi trasporti? Soltanto lui lo sa, io non posso che ammirarlo. Solo chi ne ha esperienza, lo può sapere, ma è negato a chi non l’esperimenta. Quando il suo spirito era nel pieno del fervore, egli con tutto l’esteriore e con tutta l’anima completamente in deliquio si trovava già nella perfettissima patria del Regno dei cieli. Il Padre era solito non trascurare negligentemente alcuna visita dello Spirito quando gli si presentava, l’accoglieva e fruiva della dolcezza che gli era stata data, fino a quando il Signore lo permetteva. Così se avvertiva gradatamente alcuni tocchi della grazia mentre era stretto da impegni o in viaggio, gustava quella dolcissima manna a varie e frequenti riprese. Anche per via si fermava, lasciando che i compagni andassero avanti, per godere della nuova visita dello Spirito e non ricevere invano la grazia.

MEDITAZIONE
Gesù compirà la sua opera di salvezza a Gerusalemme: è necessario che Gesù muoia nella città di Dio. E’ necessario perché è il mezzo scelto dal Padre e accettato da Gesù per rivelare l’amore divino agli uomini. Gesù sa che lo aspettano lunghi giorni di obbedienza, di consegna di sé, di sofferenza, di accettazione della volontà del Padre. Come Gesù, come Francesco, accettiamo la volontà di Dio, riconoscendo e accettando che tutto ciò che arriva è benedetto, perché arriva nel nome del Signore. Abbandoniamoci fra le braccia del Padre e sperimentiamo la leggerezza e la serenità che questo abbraccio ci dona….perchè se siamo col Padre, non c’è più preoccupazione, più nulla da cui difendersi; Lui ci tiene per mano, ci difende e ci rassicura....e ci dona la sua pace.






MEDITAZIONI FRANCESCANE 55

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 720

Un’altra volta, lo stesso frate, gli chiese la tonaca per sbatterla. Vedendola macchiata di sangue, disse al Santo, dopo averla restituita: “Che sangue è quello, di cui sembra macchiata la tonaca?”. Il Santo mettendosi un dito sull’occhio, rispose: “Domanda cosa sia questo, se non sai che è un occhio! “. Per questo raramente si lavava tutte intiere le mani, ma bagnava soltanto le dita, per non manifestare la cosa ai presenti. Ancor più raramente si lavava i piedi, e quanto di raro altrettanto di nascosto. Se uno gli chiedeva di baciargli la mano, la presentava a metà: tendeva solo le dita e quel tanto indispensabile per porvi un bacio. Capitava anche che invece della mano porgesse la manica. Per non lasciare vedere i piedi, portava calzerotti di lana dopo aver posto sulle ferite una pelle per mitigarne la ruvidezza. E benchè non potesse nascondere del tutto ai compagni le stimmate delle mani e dei piedi, sopportava però a malincuore che altri le osservasse. Per questo, anche gli stessi compagni con molta prudenza, quando per necessità il Santo scopriva le mani, volgevano altrove lo sguardo.

MEDITAZIONE

Gesù cerca di far capire ai suoi avversari che, a volte, il buon senso vale più dell’osservare la Legge ad ogni costo. La regola non è da trasgredire ma da vivere nell’amore. Vivere da cristiani significa che è per noi moralmente doveroso richiamare quanti sono nell’errore, senza voler fare i maestri o sentirci superiori agli altri, perché anche noi siamo peccatori. E come Gesù amava e rispettava tutti, anche le nostre correzioni siano semplicemente atti d’amore e di sollecitudine verso il nostro prossimo. Cerchiamo di essere sempre uomini e donne di cuore, capaci di rispettare le personalità dei fratelli e……lasciamoci guarire tutti da Gesù !





MEDITAZIONI FRANCESCANE 54

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 721

Mentre Francesco si trovava a Siena, nell’inverno o nella primavera del 1226, giunse colà un frate da Brescia. Desiderava molto vedere le stimmate del Padre e scongiurò con insistenza frate Pacifico a ottenergli questa possibilità. Questi gli rispose: “Quando starai per ripartire di qui, gli chiederò che dia da baciare le mani. Appena le avrà date, Io ti farò un cenno cogli occhi, e tu potrai vederle”. Quando furono pronti per il ritorno, si recarono ambedue dal Santo. Inginocchiatisi, Pacifico dice a Francesco: “Ti preghiamo di benedirci, carissima madre, e dammi la tua mano da baciare!”. Subito la bacia, mentre egli l’allunga con riluttanza, e fa cenno al compagno di guardarla. Poi chiede l’altra, la bacia e la mostra all’altro. Quando stavano allontanandosi, venne al Padre e il sospetto che gli avessero teso un pio inganno, come era in reatà. E giudicando empia quella che era soltanto una pia curiosità, richiamo’ subito frate Pacifico: “Ti perdoni il Signore—gli disse—perché ogni tanto mi rechi grandi pene”. Pacifico si prostrò subito e gli chiese umilmente: “Quale pena ti ho recata, carissima madre?”. Francesco non rispose e la cosa finì nel silenzio.

MEDITAZIONE
Ecco la porta d’ingresso del Regno di Dio. Vi passeranno solo i poveri, i piccoli, gli umili, i vinti, gli oppressi. Queste beatitudini sono come un’altra pasqua, l’annuncio di una novità, di una speranza realizzata, di una liberazione avvenuta. Cercare il Cristo significa unirsi a tutti i poveri, i diseredati, gli oppressi, i perseguitati, prendere le loro difese e servire la loro speranza. Noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, perché siamo capaci di amare. I santi hanno il genio dell’amore. San Francesco, ad esempio, amava così premurosamente i suoi figli e fratelli spirituali, che non deve destare stupore se i frati lo chiamavano "madre".





venerdì 19 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 53


Dobbiamo credere all’amore di Dio. Il Cristo viene a salvare tutti gli uomini. Egli salva coloro che rispondono al suo amore donandosi a Lui con umile fiducia, e cerca di salvare quegli uomini orgogliosi e senza cuore che interpretano a rovescio l’amore con cui Egli accoglie i peccatori. Noi siamo salvati dal Cristo, risorto per comunicarci la sua vita: questo è il messaggio fondamentale a cui dobbiamo credere per entrare nella vita nuova ed eterna. Lasciamoci avvolgere e penetrare dal fascino e dall’amore di Gesù Cristo. Pentiamoci dei nostri peccati, dal profondo dell’anima salgano a Lui le nostre preghiere. Stupiamoci e meravigliamoci sempre sapendo che Dio ha abbandonato nelle nostre mani di peccatori il proprio Figlio diletto. L’amore del Padre è generoso, eterno, universale, gratuito, sempre attivo e, …immenso! Ma, soprattutto, è vicendevole: l'amore di Dio viene a noi, circola fra di noi e da noi ritorna a Lui. E' un amore donativo, scambievole e pieno di tenerezze. E' l'amore che ogni creatura deve nutrire per il proprio simile. E' per questo amore che Francesco pregava per tutti coloro che gli chiedevano aiuto.

FF688-Mentre il Santo supplicava il Signore, subito l’abate (per il quale Francesco stava pregando), provò nello spirito un calore insolito ed una dolcezza sconosciuta fino a quel momento e, rapito fuori dai densi, gli sembrò proprio di venir meno. Si fermò un istante, poi ritornato in sé stesso, constatò la potenza della preghiera di san Francesco. Per questo provò un amore sempre più grande per l’Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo. Questi sono i piccoli doni che devono farsi tra loro i servi di Dio, tale lo scambio vicendevole (Fil 4,15) che si addice loro riguardo al dare e al ricevere. Quel santo amore, che a volte è chiamato spirituale, è contento del frutto dell’orazione; la carità tiene poco conto dei poveri doni terreni. Credo sia proprio dell’amore santo aiutare ed essere aiutati nella lotta spirituale, raccomandare ed essere raccomandati davanti al tribunale di Cristo (2Cor 5,10). Ma a quale grado di preghiera pensi che dovesse salire chi ha potuto in tal modo innalzare un altro con i suoi meriti?





MEDITAZIONI FRANCESCANE 52


Che cos’è la santità, per una persona, se non l’aderire a Dio al massimo delle proprie possibilità? E che cosa significa aderire a Dio al massimo, se non svolgere nel mondo organizzato intorno al Cristo, esattamente quella funzione, umile o elevata che sia, a cui per circostanza o per vocazione si è chiamati? Nessuno è escluso dalla gioia di seguire Gesù. Tutti siamo chiamati a dare il buon esempio. “Vi è più necessità di virtù che di parole”, dice Francesco: cioè, di fatti e non di bei discorsi che possono essere una falsa ricchezza. Infatti, molti di quelli che non sanno fare grandi discorsi, ma la cui destra non sa il bene che fa la sinistra, saranno i primi nel Regno dei Cieli.
FF 694
Il predicatore del Vangelo, Francesco, quando predicava a persone incolte, usava espressioni semplici e materiali, ben
sapendo che vi è più necessità di virtù che di parole. Tuttavia tra persone spirituali e più colte cavava dal cuore parole profonde, che davano vita. Con poco spiegava ciò che era inesprimibile, e unendovi movimenti e gesti di fuoco, trascinava tutti alle altezze celesti. Non si serviva del congegno delle distinzioni, perché non dava ordine a discorsi, che non ideava da sé stesso. Alla sua parola dava voce di potenza (Sal 67,34) Cristo, vera potenza e sapienza.





MEDITAZIONI FRANCESCANE 51


Per raggiungere il proprio scopo, la maggior parte degli uomini è più capace di un grande sforzo che di una lunga perseveranza. Il Vangelo ci insegna la necessità di perseverare nel custodire e mettere in pratica la Parola, che solo così darà i suoi frutti. Custodire la Parola significa viverla: come Francesco che, mentre la custodiva, la meditava e la viveva: è diventato il più grande, facendosi il più piccolo di tutti. Egli viveva con grande umiltà: questo era il suo segreto per vivere nella divina volontà. Nelle FF 1106 leggiamo come istruiva i suoi compagni:
“.....Tra le altre grazie che per sua degnazione, la divina misericordia mi ha concesso, vi è questa: che io sono disposto ad obbedire con uguale sollecitudine a uno che fosse novizio da un’ora, qualora mi venisse dato per guardiano, e al frate più vecchio e più prudente. Il suddito- aggiungeva –non deve vedere nel suo prelato un uomo, ma Colui per amore del quale accetta di obbedire. E quanto più è spregevole chi comanda, tanto più piace l’umiltà di chi obbedisce”.
E noi, 
la Parola di Dio, la ascoltiamo? La viviamo? La testimoniamo? La annunziamo?