Che cos’è la santità, per una persona, se non l’aderire a Dio al massimo delle proprie possibilità? E che cosa significa aderire a Dio al massimo, se non svolgere nel mondo organizzato intorno al Cristo, esattamente quella funzione, umile o elevata che sia, a cui per circostanza o per vocazione si è chiamati? Nessuno è escluso dalla gioia di seguire Gesù. Tutti siamo chiamati a dare il buon esempio. “Vi è più necessità di virtù che di parole”, dice Francesco: cioè, di fatti e non di bei discorsi che possono essere una falsa ricchezza. Infatti, molti di quelli che non sanno fare grandi discorsi, ma la cui destra non sa il bene che fa la sinistra, saranno i primi nel Regno dei Cieli.
FF 694
Il predicatore del Vangelo, Francesco, quando predicava a persone incolte, usava espressioni semplici e materiali, ben
sapendo che vi è più necessità di virtù che di parole. Tuttavia tra persone spirituali e più colte cavava dal cuore parole profonde, che davano vita. Con poco spiegava ciò che era inesprimibile, e unendovi movimenti e gesti di fuoco, trascinava tutti alle altezze celesti. Non si serviva del congegno delle distinzioni, perché non dava ordine a discorsi, che non ideava da sé stesso. Alla sua parola dava voce di potenza (Sal 67,34) Cristo, vera potenza e sapienza.

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