venerdì 19 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 53


Dobbiamo credere all’amore di Dio. Il Cristo viene a salvare tutti gli uomini. Egli salva coloro che rispondono al suo amore donandosi a Lui con umile fiducia, e cerca di salvare quegli uomini orgogliosi e senza cuore che interpretano a rovescio l’amore con cui Egli accoglie i peccatori. Noi siamo salvati dal Cristo, risorto per comunicarci la sua vita: questo è il messaggio fondamentale a cui dobbiamo credere per entrare nella vita nuova ed eterna. Lasciamoci avvolgere e penetrare dal fascino e dall’amore di Gesù Cristo. Pentiamoci dei nostri peccati, dal profondo dell’anima salgano a Lui le nostre preghiere. Stupiamoci e meravigliamoci sempre sapendo che Dio ha abbandonato nelle nostre mani di peccatori il proprio Figlio diletto. L’amore del Padre è generoso, eterno, universale, gratuito, sempre attivo e, …immenso! Ma, soprattutto, è vicendevole: l'amore di Dio viene a noi, circola fra di noi e da noi ritorna a Lui. E' un amore donativo, scambievole e pieno di tenerezze. E' l'amore che ogni creatura deve nutrire per il proprio simile. E' per questo amore che Francesco pregava per tutti coloro che gli chiedevano aiuto.

FF688-Mentre il Santo supplicava il Signore, subito l’abate (per il quale Francesco stava pregando), provò nello spirito un calore insolito ed una dolcezza sconosciuta fino a quel momento e, rapito fuori dai densi, gli sembrò proprio di venir meno. Si fermò un istante, poi ritornato in sé stesso, constatò la potenza della preghiera di san Francesco. Per questo provò un amore sempre più grande per l’Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo. Questi sono i piccoli doni che devono farsi tra loro i servi di Dio, tale lo scambio vicendevole (Fil 4,15) che si addice loro riguardo al dare e al ricevere. Quel santo amore, che a volte è chiamato spirituale, è contento del frutto dell’orazione; la carità tiene poco conto dei poveri doni terreni. Credo sia proprio dell’amore santo aiutare ed essere aiutati nella lotta spirituale, raccomandare ed essere raccomandati davanti al tribunale di Cristo (2Cor 5,10). Ma a quale grado di preghiera pensi che dovesse salire chi ha potuto in tal modo innalzare un altro con i suoi meriti?





MEDITAZIONI FRANCESCANE 52


Che cos’è la santità, per una persona, se non l’aderire a Dio al massimo delle proprie possibilità? E che cosa significa aderire a Dio al massimo, se non svolgere nel mondo organizzato intorno al Cristo, esattamente quella funzione, umile o elevata che sia, a cui per circostanza o per vocazione si è chiamati? Nessuno è escluso dalla gioia di seguire Gesù. Tutti siamo chiamati a dare il buon esempio. “Vi è più necessità di virtù che di parole”, dice Francesco: cioè, di fatti e non di bei discorsi che possono essere una falsa ricchezza. Infatti, molti di quelli che non sanno fare grandi discorsi, ma la cui destra non sa il bene che fa la sinistra, saranno i primi nel Regno dei Cieli.
FF 694
Il predicatore del Vangelo, Francesco, quando predicava a persone incolte, usava espressioni semplici e materiali, ben
sapendo che vi è più necessità di virtù che di parole. Tuttavia tra persone spirituali e più colte cavava dal cuore parole profonde, che davano vita. Con poco spiegava ciò che era inesprimibile, e unendovi movimenti e gesti di fuoco, trascinava tutti alle altezze celesti. Non si serviva del congegno delle distinzioni, perché non dava ordine a discorsi, che non ideava da sé stesso. Alla sua parola dava voce di potenza (Sal 67,34) Cristo, vera potenza e sapienza.





MEDITAZIONI FRANCESCANE 51


Per raggiungere il proprio scopo, la maggior parte degli uomini è più capace di un grande sforzo che di una lunga perseveranza. Il Vangelo ci insegna la necessità di perseverare nel custodire e mettere in pratica la Parola, che solo così darà i suoi frutti. Custodire la Parola significa viverla: come Francesco che, mentre la custodiva, la meditava e la viveva: è diventato il più grande, facendosi il più piccolo di tutti. Egli viveva con grande umiltà: questo era il suo segreto per vivere nella divina volontà. Nelle FF 1106 leggiamo come istruiva i suoi compagni:
“.....Tra le altre grazie che per sua degnazione, la divina misericordia mi ha concesso, vi è questa: che io sono disposto ad obbedire con uguale sollecitudine a uno che fosse novizio da un’ora, qualora mi venisse dato per guardiano, e al frate più vecchio e più prudente. Il suddito- aggiungeva –non deve vedere nel suo prelato un uomo, ma Colui per amore del quale accetta di obbedire. E quanto più è spregevole chi comanda, tanto più piace l’umiltà di chi obbedisce”.
E noi, 
la Parola di Dio, la ascoltiamo? La viviamo? La testimoniamo? La annunziamo?





sabato 13 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE QUARESIMA 4

QUARESIMA 4° GIORNO
La stanza che ciascuno di noi deve preparare è indubbiamente il nostro cuore, quel luogo dove altrove Gesù ha detto che: “Ecco stò alla porta (del vostro cuore) e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Poiché Gesù ha:
“ desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con Voi”
(Lc. 22,15)

Francesco viveva continuamente in preghiera e penitenza e questo lo univa sempre più intimamente a Dio. " FF 681. Francesco, uomo di Dio, sentendosi pellegrino nel corpo lontano dal Signore(2Cor 5,6), cercava di raggiungere con lo spirito il cielo e, fatto ormai concittadino degli Angeli, ne era separato unicamente dalla parete della carne. L’anima era tutta assetata del suo Cristo e a Lui si offriva interamente nel corpo e nello spirito".
FF445: Suo porto sicuro era la preghiera non di qualche minuto, o vuota, o pretenziosa, ma profondamente devota, umile e prolungata il più possibile. Se la iniziava la sera, a stento riusciva a staccarsene il mattino. Era sempre intento alla preghiera, quando camminava e quando sedeva, quando mangiava e quando beveva. Di notte si recava, solo, nelle chiese abbandonate e sperdute a pregare; così, con la grazia del Signore, riusciva a trionfare di molti timori e di angustie spirituali.
"FF784"La preghiera sgorga dal suo cuore per il bisogno di staccarsi dalle lusinghe delle cose terrene, per uno slancio appassionato nell'amore celeste.Francesco non vuole soltanto "vivere d'amore" ma spasima di "morire per amore dell'amore" di Cristo, per essere conforme a Lui totalmente. Diceva: "Dobbiamo amare molto l'amore di Colui che ci ha amati molto.
Ognuno di noi è invitato a questo cammino....col Signore...nel silenzio...per ascoltare Lui che parla al nostro cuore...
Ascoltiamo, oggi, la voce del Signore....
"Absorbeat"
“Rapisca,Signore,l'ardente
forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose
che sono sotto il cielo,
perchè io mi degni di morire
per amore dell'amor tuo,
come Tu ti sei degnato di morire
per amore dell'amor mio.”
FF 277
.
+ Gesù, so di essere peccatore, so che il peccato alberga nel mio cuore; ma sapere che Tu, Gesù, sei il medico venuto anche per me, mi riempie di consolazione. Ora voglio adorarti nel mio cuore per ringraziarti del tuo amore.













venerdì 12 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 50

FF 1022
……egli ebbe dal cielo la missione di chiamare gli uomini a piangere, a lamentarsi, a radersi la testa e a cingere il sacco, e di imprimere, col segno della croce penitenziale e con un abito fatto in forma di croce, il Tau, sulla fronte di coloro che gemono e piangono. Ma ci conferma, poi, in essa, con la sua verità incontestabile, la testimonianza di quel sigillo che lo rese simile al Dio vivente, cioè a Cristo crocifisso. Sigillo che fu impresso nel suo corpo non dall’opera della natura o dall’abilità di un’artefice, ma piuttosto dalla potenza meravigliosa dello Spirito del Dio vivo.
FF718: Ripeteva spesso ai frati:
" Nessuno deve lusingarsi con ingiusto vanto per quelle azioni, che anche il peccatore potrebbe compiere.
Il peccatore (spiegava ) può digiunare, pregare,piangere, macerare il proprio corpo.Ma una sola cosa non gli è possibile : Rimanere fedele al suo Signore.

Proprio di questo dobbiamo gloriarci, se diamo a Dio la Gloria che gli spetta, se da servitori fedeli attribuiamo a Lui tutto il bene che ci dona"

Dio ha deciso di non violare la nostra libertà: ha deciso di cambiare il mondo, di salvarlo e illuminarlo, solo attraverso le nostre risposte spontanee, liberamente prese. Questo ci fa capire perché Dio fa tanta fatica a cambiare un mondo capriccioso come l’uomo! Lasciandoci liberi, Dio corre il rischio dell’incomprensione e del rifiuto. Noi, come battezzati, siamo cristiani veri nella misura in cui ci lasciamo trasportare, guidare da Gesù, nella misura in cui riusciamo a sentire il suo amore e la sua bontà infinita che ci coinvolge. Francesco ha sentito la voce, l’amore e la bontà di Gesù: ha accolto il suo messaggio e la salvezza come dono di Dio. Seguire Cristo vuol dire entrare in piena comunione con Lui, ma anche condividere la sua missione come “corredentori”: a questo siamo chiamati! Cerchiamo di essere testimoni credibili. Prendiamo la nostra croce e seguiamolo!



giovedì 11 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE QUARESIMA 3

QUARESIMA 3° GIORNO

Francesco si isolava e digiunava per pregare meglio, per andare al cuore del mistero di Dio, amore misericordioso tanto forte e potente da poter perdonare, risanare, far risorgere anche dal peccato più grande. 

Penitenza, preghiera e digiuno:questo è il cammino scelto da Francesco per "tornare" a Dio.

San Francesco aveva una spiccata predilezione per il "Padre nostro", preghiera insegnata dal Maestro. Immerso nella sua profonda unione con Gesù Cristo sentiva la necessità di pregare come Lui, con le sue stesse parole. Prendendo spunto dalla preghiera di Gesù medita, contempla, gode, canta, implora,..... e istruisce i fratelli pregando con loro. E così nacque la Parafrasi, che è essa stessa preghiera....

FF399
In quel tempo i frati gli chiesero con insistenza che insegnasse loro a pregare, perché, comportandosi con semplicità di spirito, non conoscevano ancora l'ufficio liturgico. Ed egli rispose: "Quando pregate, dite: Padre nostro!

FF404
Poiché camminavano con semplicità davanti a Dio e con coraggio davanti agli uomini, in quel tempo meritarono i santi frati la grazia di una rivelazione soprannaturale. Animati dal fuoco dello Spirito Santo, pregavano cantando il "Pater noster" su una melodia religiosa, non solo nei momenti prescritti, ma ad ogni ora, perché non erano preoccupati dalle cure materiali.

PARAFRASI DEL PADRE NOSTRO

[266] O santissimo Padre nostro: creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro.

[267] Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, illuminandoli alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce,
infiammandoli all'amore, perché tu, Signore, sei amore, ponendo la tua dimora in loro e riempiendoli di beatitudine,
perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.

[268] Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, affinché possiamo conoscere l'ampiezza
dei tuoi benefici, l'estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.

[269] Venga il tuo regno: perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la
visione di te è senza veli,
l'amore di te è perfetto,
la comunione di te è beata,
il godimento di te senza fine.

[270] Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te;
con tutta l'anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa
cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell'anima e del corpo a
servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con
ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non
recando nessuna offesa a nessuno.

[271] Il nostro pane quotidiano: il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria,
comprensione e reverenza dell'amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.

[272] E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto
e per i meriti e l'intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.

[273] Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che non sappiamo pienamente perdonare, tu, Signore, fa' che
pienamente perdoniamo sì che, per amor tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo presso di te, non
rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento a tutti.

[274] E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.

[275] Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.
Gloria al Padre, ecc.





+ Gesù, durante la Quaresima il Venerdì è giorno di astinenza dalle carni, ed io vorrei digiunare per aprire il mio cuore al Padre e all'amore degli altri: rendendo più povera la mia mensa imparerò a superare l'egoismo per vivere nella logica del dono e dell'amore..

MEDITAZIONI FRANCESCANE 49








Per portare i frutti che Dio attende da noi, dobbiamo essere veri discepoli del Cristo, non a parole o attraverso pratiche di culto esteriori, ma con l’adesione di tutta la nostra vita al suo Vangelo. Francesco
aveva scoperto il tesoro nascosto nel suo cuore, e per essere sempre in comunione con Dio, unito a Lui con tutto sé stesso,…lo proteggeva e ne favoriva la crescita: fece sì di vivere sempre il Vangelo, fonte di stabilità e fedeltà. Il bene, per quanto possa sembrare piccolo di fronte alla realtà, ha in sé la forza di svilupparsi e moltiplicarsi. Dobbiamo dunque scegliere tra il vivere per Dio o per il mondo…… ""FF 681:.... a lui, che si cibava della dolcezza celeste, riusciva insipido il mondo, e le delizie divine lo avevano reso di gusto difficile per i cibi grossolani degli uomini. Cercava sempre un luogo appartato dove potersi unire non solo con lo spirito, ma con le singole membra, al suo Dio. E se all’improvviso si sentiva visitato dal Signore(Lc 1,68), per non rimanere senza cella, se ne faceva una piccola col mantello. E se a volte era privo di questo, ricopriva il volto con la manica, per non svelare la manna nascosta(Ap 2,17). Sempre frapponeva fra sé e gli astanti qualcosa, perché non si accorgessero del contatto dello sposo (Ct 5,4): così poteva pregare non visto anche se stipato tra mille, come nel cantuccio di una nave. Infine, se non gli era possibile niente di tutto questo, faceva un tempio del suo petto. Assorto in Dio e dimentico di sé stesso, non gemeva né tossiva, era senza affanno il suo respiro e scompariva ogni altro segno esteriore"".

mercoledì 10 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE QUARESIMA 2

2 GIORNO

Per seguire Gesù si deve avere il coraggio di perdersi completamente, senza tenere più niente per sè stessi: tempo, affetti, progetti e desideri.

Doniamo tutto al Signore con amore: Egli ci dice che la vera gioia si trova solo in Lui. Ringraziamolo.

FF593

10. Era già del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo, quando, un giorno, passò accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all'improvviso--cosa da sempre inaudita!--l'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra, " Francesco, - gli dice chiamandolo per nome - va', ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina ". Francesco è tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Ma, a dir vero, poiché neppure lui riuscì mai ad esprimere la ineffabile trasformazione che percepì in se stesso, conviene anche a noi coprirla con un velo di silenzio.

FF594
Da quel momento si fissò nella sua anima santa la compassione del Crocifisso e, come si può piamente ritenere, le venerande stimmate della Passione, quantunque non ancora nella carne, gli si impressero profondamente nel cuore.
11. Cosa meravigliosa, mai udita! chi non è colpito da meraviglia? E chi, o quando mai ha udito qualcosa di simile? Nessuno potrà dubitare che Francesco, prossimo a tornare alla sua patria, sia apparso realmente crocifisso, visto che con nuovo e incredibile miracolo Cristo gli ha parlato dal legno della Croce, quando--almeno all'esterno--non aveva ancora del tutto rinunciato al mondo! Da quel momento, appena gli giunsero le parole del Diletto il suo animo venne meno. Più tardi, l'amore del cuore si rese palese mediante le piaghe del corpo.
Inoltre, da allora, non riesce più a trattenere le lacrime e piange anche ad alta voce la passione di Cristo, che gli sta sempre davanti agli occhi. Riempie di gemiti le vie, rifiutando di essere consolato al ricordo delle piaghe di Cristo. Incontrò un giorno, un suo intimo amico, ed avendogli manifestato la causa del dolore, subito anche questi proruppe in lacrime amare.

Lodi di Dio Altissimo
Tu sei santo, Signore solo Dio,
che operi cose meravigliose
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo,
re del cielo e della terra
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
il Signore Dio vivo e vero
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza
Tu sei giustizia.
Tu sei temperanza,
Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede.
Tu se la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile
Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

FF 261

+Gesù, porrò ogni attenzione per aiutare il mio prossimo , specialmente quello più vicino, dimenticando me stesso per amor tuo, che ti sei fatto servo di tutti.



MEDITAZIONI FRANCESCANE 48

La presunzione conduce alla rovina, perciò bisogna lasciarsi formare umilmente dal Signore, ponendosi di fronte agli uomini non come giudici, ma come fratelli….col desiderio di essere corretti più che di correggere. Il vero cristiano deve testimoniare il Vangelo con tutta la sua vita. A chi dimostra disponibilità a testimoniare e mettere in pratica la Parola, saranno date comprensione, sapienza, guarigione. Francesco ci insegna un passo ulteriore, un atteggiamento a lui molto caro sia verso il prossimo che verso Dio: il non appropriarsi di niente, neppure della grazia ricevuta. Diceva: “E siamo fermamente convinti che non appartengono a noi se non i vizi e i peccati”. (Rnb XVII)
Francesco viveva continuamente in preghiera e penitenza e questo lo univa sempre più intimamente a Dio. "FF 681.Francesco, uomo di Dio, sentendosi pellegrino nel corpo lontano dal Signore(2Cor 5,6), cercava di raggiungere con lo spirito il cielo e, fatto ormai concittadino degli Angeli, ne era separato unicamente dalla parete della carne. L’anima era tutta assetata del suo Cristo e a Lui si offriva interamente nel corpo e nello spirito".




martedì 9 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 47





La gioia più grande di Dio è nel perdonare........e a noi è chiesto di amare come il Padre ci ama.  Amare gratuitamente, e quindi essere sempre pronti a dare e a perdonare:  è la legge fondamentale dei figli di Dio, ed è la via che conduce non al giudizio ma alla salvezza.  Gesù insegna che la beatitudine sta nella scelta di amare e
amare gratis, gratuitamente, perché la ricompensa, non ci deve venire dagli uomini, ma da Dio. Per ottenere una grande ricompensa occorre investire tutto nell’amore: tutta la mente, tutte le forze, tutto il cuore…tutta la vita! L'amore è una potenza purificatrice. Basta il contatto dell'amore per santificare tutto ciò che non è santo: fratelli, quanto più penetriamo in questo incomprensibile amore e in questa ineffabile benevolenza, tanto più cresciamo in umiltà davanti a Dio per la sua infinita misericordia. Francesco, ricco d'amore, era pieno di slanci appassionati per l'amore divino: egli non vuole soltanto "vivere d'amore", ma vuole "morire per amore dell'amore" di Cristo, per essere conforme a Lui totalmente. Diceva: "Dobbiamo amare molto l'amore di Colui che ci ha amati molto" FF784.


MEDITAZIONI FRANCESCANE QUARESIMA 1


Con il mercoledì delle ceneri inizia per i cristiani un cammino che giorno dopo giorno conduce alla gioia della risurrezione. Si tratta di un percorso di penitenza, di preghiera e di carità che ci prepara a vivere in pienezza il mistero della morte e risurrezione di Cristo, evento fondante e decisivo per l'esperienza di fede cristiana. Vogliamo condividerlo con voi facendoci guidare dalle parole e dall'esempio di vita di Francesco d'Assisi.

Insieme dalla cenere... alla vita....

Diceva Francesco: "....quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più” (Ammonizione XIX).

E noi, quanto valiamo davanti a Dio ? Interiorizziamo questo messaggio e meditiamolo.







FF 329. "Alla periferia della città c'era una grotta, in cui essi andavano sovente, parlando del "tesoro". L'uomo di Dio, già santo per desiderio di esserlo, vi entrava, lasciando fuori il compagno ad attendere,
 e, pieno di nuovo insolito fervore, pregava il Padre suo in segreto (Mt 6,6). Desiderava che nessuno sapesse quanto accadeva in lui là dentro e, celando saggiamente a fin di bene il meglio, solo a Dio affidava i suoi santi propositi. Supplicava devotamente Dio eterno e vero di manifestargli la sua via e di insegnargli a realizzare il suo volere. Si svolgeva in lui una lotta tremenda, né poteva darsi pace finché non avesse compiuto ciò che aveva deliberato. Mille pensieri l'assalivano senza tregua e la loro insistenza lo gettava nel turbamento e nella sofferenza. Bruciava interiormente di fuoco divino, e non riusciva a dissimulare il fervore della sua anima. Deplorava i suoi gravi peccati, le offese fatte agli occhi della maestà divina. Le vanità del passato o del presente non avevano per lui più nessuna attrattiva, ma non si sentiva sicuro di saper resistere a quelle future...." 

Altissimo, glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.

E dammi fede retta,
speranza certa e carità perfetta,

saggezza e capacità per comprendere
e servire la tua santa volontà.

+Gesù noi ti ringraziamo per tutto quello che ci hai donato è ci doni, e ti chiediamo aiuto per il nostro cammino di conversione . Grazie Gesù.

Amen

lunedì 8 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 46

Gesù non fa nulla da solo. Quando sceglie i suoi collaboratori, lo fa dopo aver parlato col Padre. Pregare, infatti, significa mettersi in ascolto del Padre, perché ogni nostra scelta si compia nella sua luce e secondo il suo spirito. Gli uomini devono abbandonare la mentalità del mondo, del mondo presente destinato alla distruzione, perché è contrapposto al mondo nuovo, che è il Regno di Dio che lo dovrà sostituire. Noi, per salvarci, abbiamo bisogno dell’aiuto divino. Imitiamo Francesco nel suo desiderio di imitare Colui che per noi ha dato la sua stessa vita. Perchè lo Spirito di Dio possa sgorgare anche da noi, preghiamolo, amiamolo, cerchiamolo, mettiamo in pratica il Vangelo. Per poterlo seguire in santa castità, come Francesco,il nostro cuore dev'essere libero da ogni aspirazione terrena : impariamo a diventare piccoli, miti e umili di cuore come Gesù per accogliere lo Spirito Santo e operare, come Francesco, nella Volontà di Dio. Sforziamoci: sono i nostri piccoli e imperfetti segni d’amore e i gesti di ubbidienza che ci fanno essere uniti a Dio e pieni di Lui !
"Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell'amore, lo Spirito del tuo Figlio, perchè impariamo a diventare piccoli, umili e forti della tua sola dolcezza".



sabato 6 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 45

Osservare una regola ha valore morale soltanto se chi lo fa aderisce allo spirito della regola stessa. Gesù ricorda questo principio a coloro che fanno della Legge un giogo insopportabile di pratiche esteriori. I comandamenti di Dio sono sempre a favore dell’uomo: sono l’insegnamento di un padre ai figli, indicano la via della vita e sono pieni di misericordia. L’uomo, infatti, creato ad immagine di Dio, ha ricevuto il comando di governare il mondo nella giustizia e nella santità e così pure di riferire a Dio il proprio essere e l’universo intero, riconoscendo in Lui il Creatore di tutte le cose, in modo che, in tutto sia glorificato il nome di Dio su tutta la terra. L’adesione al Vangelo, vivere nella volontà di Dio, è l’unico modo per non dissipare la nostra vita in cose sbagliate che potrebbero allontanarci dall’unica fonte di ogni bene. San Francesco era desideroso di vivere nella Volontà di Dio e, per questo, viveva nell'imitazione di Cristo, fino al dono totale di sè. ""Nient'altro possedeva, il povero di Cristo, se non due spiccioli, da poter elargire con liberale carità: il corpo e l'anima. Ma corpo e anima, per amore di Cristo, li offriva continuamente a Dio, poiché quasi in ogni istante immolava il corpo col rigore del digiuno e l'anima con la fiamma del desiderio: olocausto, il suo corpo, immolato alI'esterno, nell'atrio del tempio; incenso, I'anima sua, esalata all'interno del tempio"". FF1167





venerdì 5 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 44

Da Cristo, l’universo deriva la propria esistenza; da Cristo , la Chiesa riceve la Sua stessa Vita. Lui è il Capo del Corpo Mistico, e attraverso la Chiesa comincia a diffondere nel mondo la pace che è frutto del Suo sacrificio. Con la presenza di Gesù-Sposo il rapporto tra Dio e gli uomini è cambiato: lo Sposo è sempre con noi, perciò questo è un tempo da vivere nella gioia. Ma cosa vuole lo Sposo da noi? Ci ha detto l’apostolo Paolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio…..” Il modo nuovo e vero, secondo il pensiero di Dio, è vivere con Gesù e come Gesù, impiegando le nostre energie in una via diversa, fatta di dono, di offerta davanti al Signore per il bene di tutti. E’ la via dell’amore indicata da Gesù e vissuta da Francesco con grande generosità. E’ la nostra stessa vita che deve parlare di Dio e della sua carità,…di Dio e di una nostra raggiunta povertà interiore, frutto di un’autentica conversione . Chi ama veramente vive in comunione con tutte le creature, con tutto il creato, ed è quello che è accaduto a Francesco. Infatti ,(FF 1154)"mentre attraversava con un altro frate le paludi di Venezia, Francesco trovò una grandissima moltitudine di uccelli, che se ne stavano sui rami a cantare. Come li vide, disse al compagno: “ I fratelli uccelli stanno lodando il loro Creatore; perciò andiamo in mezzo a loro a recitare insieme le lodi del Signore e le ore canoniche”. Andarono in mezzo a loro e gli uccelli non si mossero. Poi, siccome per il gran garrire, non potevano sentirsi l'un l'altro nel recitare le ore, il Santo si rivolse agli uccelli e disse: “ Fratelli uccelli, smettete di cantare, fino a quando avremo finito di recitare le lodi prescritte ”. Quelli tacquero immediatamente e se ne stettero zitti, fin al momento in cui, recitate a bell'agio le ore e terminate debitamente le lodi, il Santo diede la licenza di cantare. Appena l'uomo di Dio ebbe accordato il permesso, ripresero a cantare, secondo il loro costume".
Come gli uccelli delle paludi di Venezia, anche noi diamoci del tempo da vivere nel silenzio, in ascolto della Parola che fa crescere nell'amore.






giovedì 4 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 43


Quando Gesù sceglie i suoi primi discepoli, nello stesso tempo definisce la loro missione: dovranno attirare a Lui altri discepoli, prendendoli nelle reti di una parola rivolta, non a farli prigionieri, ma a renderli liberi. Nel corso dei secoli, fino alla storia che viviamo oggi, molti sono stati i “chiamati” da Dio per essere arricchiti di vita nuova. Nel piano di Dio, tutti abbiamo dei compiti: tutti siamo invitati a servire senza attendere ricompensa, tutti dobbiamo svolgere quanto ci spetta senza aspettare ringraziamenti, con la semplicità lieta di chi sa di avere fatto il proprio dovere solo per amore. Ogni cristiano sa che, con Gesù e come Gesù, si deve rendere disponibile a edificare il Regno di Dio…Servo prezioso, ma pur sempre servo, che nell’umiltà del servizio e la purezza del cuore sa farsi dono…come Gesù! Così trova il senso del cammino e il respiro perduto d’infinito…..e riceve la grazia di vedere Dio!
""FF 1096 L’Uomo, rivestito dell’infermità della carne, non può—egli diceva—seguire l’Agnello immacolato con una purezza così perfetta che lo preservi da qualsiasi sozzura. Perciò quanti attendono alla perfezione devono purificarsi ogni giorno col lavacro delle lacrime. E ne dava lui stesso la dimostrazione. Benchè avesse già raggiunto una meravigliosa purezza di cuore e di corpo, non cessava di purificare gli occhi del suo spirito con un profluvio di lacrime, senza badare al danno che ne subivano gli occhi del corpo....""Chi è puro di cuore sente una grande libertà interiore che l'aiuta a investire molte più energie nel servizio del Regno. A gloria di Dio, nostro Signore.




 

mercoledì 3 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 42

Qual’era la missione di Gesù? Semplice: annunciare agli uomini che il Regno di Dio è aperto a tutti! Per questo, Egli è sempre in cammino e non si ferma in nessun luogo. Così la chiesa non deve mai rinchiudersi in sé stessa, ma deve portare il Vangelo sempre più lontano e sempre più in profondità nel cuore degli uomini. Nella Parola, Francesco trova una realtà trasformante: la Scrittura parla alla vita e così la vita è interpretata dalla Scrittura. Ma ciò che introduce a questa capacità di lettura sapienziale della Scrittura e dell’esistenza è solo un tenace amore: solo un amante ne è capace. FF1187: ""... irradiato dagli splendori della luce eterna, scrutava le profondità delle Scritture con intelletto limpido e acuto...... Leggeva, di tanto in tanto, i libri sacri e riteneva tenacemente impresso nella memoria quanto aveva una volta assimilato: giacchè ruminava continuamente con affettuosa devozione ciò che aveva ascoltato con mente attenta"". Allora, fratelli, non ci sia in noi altro desiderio, altro piacere, altra gioia che il nostro Creatore, Redentore e Salvatore che, come dice Francesco, è il solo buono e dolce, santo e giusto e degno di essere amato sopra ogni cosa.



martedì 2 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 41


Gesù non si limita ad annunciare all’uomo la liberazione, ma con la disfatta dello spirito del male, la realizza distruggendo la schiavitù in cui lo rinchiudono i suoi peccati. Colui che è andato al Padre per tracciarci la via, ci ha fatto una promessa di liberazione e di gioia definitive. L’uomo che, come “creatura nuova”, vive secondo lo Spirito, diffonde intorno a sé serenità e pace, diventa un creatore di vita, di giustizia, di bellezza. Tocca a noi, oggi, ora, testimoniare una vita piena del Suo respiro, piena del Suo Spirito, piena di quel Consolatore che rende vero che Dio è con noi, fedele alla tristezza e alla gioia del nostro cuore, fedele alla vita che non teme, ma attraversa, sicura della meta, anche la morte.






Da FF 627:
""Durante la permanenza del Santo nello stesso luogo, un frate della custodia della Marsica, -uomo di spirito- ,era provato da gravi tentazioni. “Oh, -pensò in cuor suo- se avessi con me qualcosa di Francesco, anche solo un pezzettino delle sue unghie, credo che di certo svanirebbe tutta questa burrasca di tentazioni e ritornerebbe, con l’aiuto di Dio, il sereno”. Ottenuto il permesso, si reca al luogo ove era Francesco ed espone il motivo ad uno dei compagni del Padre. “Non credo – gli risponde- che mi sarà possibile darti un ritaglio delle sue unghie, perché quando gliele tagliamo, comanda di buttarle via e di non conservare nulla”. Proprio in quel momento chiamano il frate e gli dicono di recarsi dal Santo, che lo desiderava: ”Figlio mio, -gli dice- cerca le forbici per tagliarmi subito le unghie”. Quello presentò lo strumento che teneva già in mano a questo scopo e, raccogliendo i ritagli avanzati, li consegnò al frate, che li aveva chiesti. Questi li prese con devozione, li conservò ancor più devotamente, e subito fu liberato da ogni tentazione"".
San Francesco, aiutaci a non cadere in tentazione: aiuta anche noi!

lunedì 1 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 40






La fede salva dalla morte. Gesù si rivela come il Signore della vita e della morte. Per ricevere la vita di cui Lui è la fonte, bisogna essere uniti a Lui per mezzo di una fede che non si lascia intaccare dalla paura. Quando lavoriamo, qualsiasi cosa stiamo facendo, bisogna che i nostri atti siano animati dalla fede e vissuti nella Divina Volontà. Sempre, l’intervento di Gesù, si basa sulla fede di chi ricorre a Lui. Ancorato, col cuore più che con la mente, alla sana dottrina biblica custodita dalla Chiesa, Francesco traduce la sua fede in continui inni e preghiere di gratitudine a Dio. Vero povero in spirito, espropriato del proprio “io” e ricco di grande umiltà, non solo non fa fatica a riconoscere che la salvezza viene da Dio, ma proprio per questo si sente pervaso da maggior riconoscenza e amore. ""A chi lo vedeva, sembrava un uomo dell'altro mondo: uno che, la mente e il volto sempre rivolti al cielo, si sforzava di attirare tutti verso l'alto. Da allora la vigna di Cristo incominciò a produrre germogli profumati del buon odore del Signore, e frutti abbondanti con fiori soavi di grazia e di santità"". FF 1072.

MEDITAZIONI FRANCESCANE 39

Oggi 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo, "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone, al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi. In Oriente questa festa viene chiamata: “L’incontro”. Nel suo tempio, il Signore ha incontrato il popolo dei credenti nelle persone di Simeone e Anna. Anche noi andiamo incontro a Colui che è “la luce del mondo”, e accogliamolo con tutto lo slancio della nostra fede battesimale. A coloro che professano fedelmente questa fede per tutto il tempo della vita, è promesso “l’incontro” ultimo e definitivo con il Signore nel suo Regno.
Spiritualmente anche Francesco ha visto Dio, e non dobbiamo meravigliarci se ha meritato tale privilegio: distaccato dai desideri del mondo e della carne si immergeva nella contemplazione del suo Signore e si univa a Lui misticamente, diventando luce nella Luce.

Francesco si nutriva della Parola e della Eucaristia e la preghiera continua era il respiro della sua anima. ""E siccome faceva moltissime rivelazioni, che trascendevano le capacità dell'intelletto umano, i frati dovettero riconoscere che lo Spirito del Signore si era posato in tutta la sua pienezza sopra il suo servo Francesco: perciò la cosa più sicura per loro era seguire la sua dottrina e la sua vita"" FF 1071.  



 
E noi seguiamo Francesco? Riusciamo a vivere distaccati dalle cose del mondo per essere uniti totalmente a Dio?

MEDITAZIONI FRANCESCANE 38


Nei Vangeli, specie in Luca, si mette in risalto l’importanza dello Spirito nella vita di Gesù e della Chiesa. Luca sottolinea che la buona notizia che il Cristo porta ai poveri, è ispirata dallo Spirito, e ci fa capire che senza l’azione dello Spirito l’uomo è incapace di lasciarsi trasformare. Tutti coloro che l'accettano, sperimentano il cambiamento della loro natura, la redenzione dalla morte e una nuova e sorprendente gioia. La vocazione dell’uomo è quella di essere con Dio, sempre e per sempre, ma deve aprire il proprio cuore alla presenza divina in lui e attorno a lui. Ogni giorno il Signore ci dona i segni della sua vicinanza: viene incontro ai nostri bisogni mediante situazioni favorevoli, persone piene di carità, cose che ci sostengono nel bene. Gli episodi straordinari vissuti da Francesco e dai suoi frati, diedero loro un motivo in più per amare e servire l'Eterno Padre, proclamando, a quanti li ascoltavano, che solo Lui era l'Autore invisibile delle opere che venivano compiute per essi o per mezzo di essi. ".....quanto sono beati e benedetti quelli che amano il Signore e fanno così come dice il Signore stesso nel Vangelo: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima, e il prossimo tuo come te stesso". Scrive Francesco nella Lettera ai Fedeli. FF 186.

Come Francesco, rendiamoci conto del bene che riceviamo da Dio quotidianamente, e come lui, lodiamolo e ringraziamolo: “Sia ringraziato Colui che non sembra pensare ad altri che a noi”. FF 628




 

MEDITAZIONI FRANCESCANE 37


Venti secoli dopo la morte e risurrezione di Gesù, la Chiesa di Pietro si è diffusa in tutto il mondo. Essa deve saper perdere continuamente la sua vita, i suoi privilegi e le sue sicurezze, per accettare e abbracciare la croce del suo Signore e, ricordiamoci che la Chiesa siamo noi. La croce ci fa paura , ma non c’è redenzione e fecondità senza la croce. Come Gesù dobbiamo accettarla e dire al Padre: “sia fatta la tua volontà”, e come Francesco cerchiamo di avere









sempre davanti a noi la meta finale del cammino, consapevoli che per raggiungere quella meta dobbiamo accettare anche la croce. La sua forza era la continua comunione con Dio.Con la preghiera e con l'Eucarestia era sempre unito al suo Signore. Ripeteva: “Se il corpo mangia tranquillo il suo cibo, destinato ad essere con lui pasto di vermi, con quanta pace e tranquillità l’anima deve prendere il suo cibo, che è il suo Dio!"
2 Celano 96: FF 683