lunedì 1 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 37


Venti secoli dopo la morte e risurrezione di Gesù, la Chiesa di Pietro si è diffusa in tutto il mondo. Essa deve saper perdere continuamente la sua vita, i suoi privilegi e le sue sicurezze, per accettare e abbracciare la croce del suo Signore e, ricordiamoci che la Chiesa siamo noi. La croce ci fa paura , ma non c’è redenzione e fecondità senza la croce. Come Gesù dobbiamo accettarla e dire al Padre: “sia fatta la tua volontà”, e come Francesco cerchiamo di avere









sempre davanti a noi la meta finale del cammino, consapevoli che per raggiungere quella meta dobbiamo accettare anche la croce. La sua forza era la continua comunione con Dio.Con la preghiera e con l'Eucarestia era sempre unito al suo Signore. Ripeteva: “Se il corpo mangia tranquillo il suo cibo, destinato ad essere con lui pasto di vermi, con quanta pace e tranquillità l’anima deve prendere il suo cibo, che è il suo Dio!"
2 Celano 96: FF 683

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