domenica 31 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 36

La salvezza è un dono gratuito. Ma per riceverlo bisogna riconoscere umilmente questa gratuità. Dio colma dei suoi beni coloro che sanno riconoscere la propria piccolezza di fronte a Lui. Nel suo amore, Dio vuole che la nostra felicità sia anche il frutto delle nostre azioni. Ci colma di doni gratuiti, ma vuole






che li facciamo fruttare. Rifiutarci di farlo significherebbe non riconoscere la fiducia che Egli ripone in noi e….chiudersi ai doni del suo amore: bisogna camminare realmente sulle Sue tracce con vigile fedeltà. Il Suo amore attende da noi una risposta autentica e personale. Il racconto della vita di Francesco ci invita ad una tenera e filiale confidenza, perché il Creatore di tutte le cose desidera visitarci con la dolcezza della sua presenza: bisogna camminare realmente sulle sue tracce con vigile fedeltà. Il Suo amore attende da noi una risposta autentica e personale. San Francesco era spesso visitato dal suo Signore e questo non sfuggiva ai frati che gli erano vicino." FF 1100: Essi, d’altronde, sapevano da indizi sicuri che il Signore veniva spesso a visitarlo, donandogli consolazioni così sovrabbondanti che non riusciva a tenerle completamente nascoste". Anche a noi è chiesta una fede autentica e la perseveranza nella preghiera, che è comunione con Dio, e ci dà la capacità di vedere la realtà con lo stesso sguardo e lo stesso cuore di Dio.

sabato 30 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 35






La vita cristiana non è un’evasione dai compiti della vita terrena, ma è ricerca di Dio e servizio ai fratelli. Nell’ambiente che lo circonda, attraverso il lavoro, l’apostolato e la preghiera, l’uomo compie la propria missione nel mondo. Noi, più familiari alle cose di Dio, rischiamo di cadere nell’ipocrisia, è vero: ma noi siamo chiamati a umanizzare il mondo e ad offrire noi stessi a Dio; per questo chiediamogli il dono di una grande fede per amarlo e servirlo ed anche, come suggerisce il nostro Padre Francesco, il dono della carità, per il quale il bene del fratello vale più di ogni regola e di ogni osservanza. Dobbiamo fare il bene e il bene in noi non deve essere condizionato da ciò che accade nel mondo, ma deve far parte della nostra coscienza di figli di Dio. Per noi c’è una sola meta da raggiungere: l’unione con Gesù, il Figlio di Dio; c’è un solo sostegno a cui ci possiamo validamente appoggiare per raggiungere la meta: la fedeltà di Dio che ci ha fatto la grazia di chiamarci a questa unione. San Francesco voleva che i suoi compagni si comportassero bene ed evitassero di offendere Dio con atteggiamenti sbagliati."Se, poi, notava qualche ozioso e bighellone, che voleva mangiare sulle fatiche degli altri, lo faceva denominare “frate mosca”, perché costui, non facendo niente di buono e sporcando le buone azioni degli altri, si rende vile e abominevole a tutti. Perciò una volta disse: “Voglio che i miei frati lavorino e si tengano esercitati. Così non andranno in giro, oziando col cuore e con la lingua, a pascersi di cose illecite”. FF 1093. Un giorno dovremo rendere conto del nostro agire. Bisogna essere sempre pronti, in qualsiasi momento, perché è impossibile sapere quando Gesù verrà. Per chi non attende la sua venuta, Gesù si paragona a un ladro…ma Francesco ci insegna che il vero ladro è quel “ maligno nemico” che, padre di tutti i vizi, con le sue seduzioni e tentazioni, vuole rubare e distruggere la vita divina in noi. Gesù, invece, fedele alle sue promesse, vuole che abbiamo la vita, e che l’abbiamo in abbondanza (Gv 10,10) : Gesù vuole farci entrare nell’esperienza di Dio e riempirci di infinita, celestiale bellezza.

MEDITAZIONI FRANCESCANE 34

Gli ipocriti non si accontentano di essere malvagi, vogliono anche passare per buoni, e con la loro falsa virtù, fanno sì che gli uomini non osino più fidarsi di quella vera. Per guidare gli uomini verso la felicità a 




cui Dio li chiama, bisogna far loro conoscere Dio e il suo amore, e non una casistica di regole che niente hanno a che fare con la realtà interiore di chi è invitato ad osservarle. Gli ipocriti, possono ingannare gli uomini, ma non possono ingannare Dio nascondendo l’infedeltà del proprio cuore sotto un’ostentata fedeltà agli atti di culto. Il Regno ha le porte aperte, spalancate, da quando il Risorto le ha spalancate per noi: dobbiamo solo scegliere la strada giusta! E quando la strada ci sembra troppo stretta e difficile e prendiamo la strada sbagliata, ancora una volta ci viene data la possibilità di ritornare sul giusto cammino. Abbiamo l’esempio di Francesco, diventato santo nella lotta e nelle difficoltà affrontate impiegando la sua libertà in un cammino pieno di ostacoli. " FF 321. La mano del Signore si posò su di lui e la destra dell'Altissimo lo trasformò, perchè per suo mezzo, i peccatori ritrovassero la speranza di rivivere alla grazia, e restasse per tutti un esempio di conversione a Dio". Ecco perché la gente riconosce in lui un autentico santo e un vero maestro. Ecco perché la folla era disposta a camminare a lungo per raggiungerlo, ascoltarlo, toccarlo. Francesco era diventato una cosa sola con Gesù!

giovedì 28 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 33


Nel cuore di Francesco non c'era più posto per l'orgoglio e la superbia: a guidare la sua condotta era l'umiltà e la fede in Dio, la purezza del suo cuore e il mirabile desiderio di conquistare anime a Cristo, perché è impossibile che, chi ama Dio, non ami il prossimo e non senta l’urgenza di salvare le anime. Francesco si sentiva responsabile di ogni vita che si perde. Non aveva nessun desiderio se non quello di entrare, solo per amore di Cristo, nel distacco, nel vuoto e nella povertà riguardo a tutto quanto esiste sulla terra. Non provava altri bisogni che quelli ai quali aveva sottomesso il suo cuore ; il povero in spirito (Mt 5,3) non è mai così felice come quando non possiede nulla….. “Beato quel religioso, che non ha giocondità e letizia se non nelle santissime parole e opere del Signore e, mediante queste, conduce gli uomini all’amore di Dio con gaudio e letizia”. (FF 170)
Quale differenza con gli ipocriti responsabili di non dare il buon esempio per attirare anime a Dio!




mercoledì 27 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 32


FF 1103.......spesso, quando la gente esaltava i suoi meriti e la sua santità, Francesco comandava a qualche frate di dirgli, cacciandogliele bene dentro le orecchie, frasi che lo umiliavano e mortificavano......

Conosceva bene, Francesco, la gratitudine evangelica, quella vera, quella che esprime l’amore per l’umiltà e la verità, quella che sa riconoscere un dono al di là delle apparenze. Francesco ci insegna







che l’umiltà e la gratitudine sono fonte di letizia, mentre l’orgoglio e la superbia sono causa di umiliazioni. Col suo comportamento Francesco suscitava meraviglia e seminava …. Fede! E la fede porta all’incontro, e l’incontro alla pienezza di vita per tutti coloro che accettano l’Amore. Benedetta umiltà! E’ l’umiltà che rivela l’autentico cammino di conversione, quello che conduce davanti a Dio e gli permette di visitarci con la dolcezza della sua presenza. A noi è chiesta la perseveranza nel lasciarci plasmare e guidare dallo Spirito e il tenere gli occhi, la mente e il cuore concentrati in Dio, per avere le idee chiare su quello che avviene in noi e attorno a noi,….come Maria,…come Francesco….…Gente così è forte dell’amore di Dio, ed è umile perché sa che non gli appartiene niente di ciò che riceve : tutto è dono gratuito.

MEDITAZIONI FRANCESCANE 31


Che grande mistero la “chiamata”, la vocazione a seguire Gesù per far germogliare, nel cuore dei fratelli, il desiderio di Dio e del suo Regno. Veramente un grande mistero! Ma a Dio tutto è possibile! E allora possiamo vedere dei grandi peccatori che diventano grandi evangelizzatori, come san Paolo! Beati loro che non hanno fatto resistenza, quando sono stati chiamati ad essere commensali alle nozze del Figlio di Dio con la sua sposa,…perchè la sposa siamo noi !!! Proprio noi, così peccatori e indegni del suo amore. Occorre, però, cambiare abito, buttare via quello dell’uomo vecchio, peccatore, e indossare quello di luce, cioè quello di chi si è pentito dei propri peccati e si è lasciato rivestire di Cristo, per lasciarsi trasformare da Lui in “nuova creatura”, a sua immagine. E, di questa trasformazione, Francesco ne è un fulgido esempio! "Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo? Poichè egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalla fiamma dell'amor divino...FF 1161"
Il Regno ha una forza tutta propria, cresce per sua virtù e coinvolge uomini, animali e cose. A noi è dato di accoglierlo e viverlo; a noi è dato di annunciarlo, come Francesco, e come lui entrare in sintonia con tutta la creazione. Il Regno è Gesù stesso, principio e fine di tutte le cose…fine a cui tutto tende e al quale tutto sarà ricapitolato. Ogni palpito segreto del nostro cuore sia sempre e solo per Lui.




 

lunedì 25 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 30

Gesù, il piccolo per eccellenza, Colui che rimane continuamente in rapporto di totale accoglienza e ascolto verso il prossimo, e di piena conoscenza e intimità col Padre, vuole condurre tutti alla salvezza. Tutti !  E’ sempre alla ricerca di “operai per la sua vigna”: che privilegio essere chiamati a lavorare per Lui. A volte basta una parola, un sorriso, un semplice cenno di solidarietà verso gli altri, per riempirci di soddisfazione profonda, per provare un nuovo sentimento di pienezza, di gioia: la gioia di chi non è più servo, ma figlio. Quando lavoriamo o preghiamo con altri fratelli nel nome del Signore, amandoci dello stesso suo amore, Lui è in mezzo a noi….e ci sentiamo felici e pieni di luce!  E' bello avere dei fratelli in Cristo. Francesco aveva ricevuto in dono dei compagni coi quali condividere la sua fantastica avventura spirituale: essi lo seguivano e lo imitavano e lui li aiutava a vivere il Vangelo. Dicono le Fonti che:"In quel tempo i frati gli chiesero con insistenza che insegnasse loro a pregare, perché, comportandosi con semplicità di spirito, non conoscevano ancora l'ufficio liturgico. Ed egli rispose: "Quando pregate, dite: Padre nostro (Mt 6,9)! e: Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese che sono nel mondo e Ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo ". E questo gli stessi discepoli del pio maestro si impegnavano ad osservare con ogni diligenza, perché si proponevano di eseguire perfettamente non solo i consigli fraterni e i comandi di lui, ma perfino i suoi segreti pensieri, se riuscivano in qualche modo a intuirli"



FF399 .

MEDITAZIONI FRANCESCANE 29

Non è la ricchezza in sé stessa che viene criticata da Gesù, ma l’uso che se ne fa. L’uso egoistico della ricchezza rende aridi e pochi sono coscienti della propria aridità spirituale: non si rendono conto che la piena soddisfazione dei nostri desideri è in Dio. Chi vive in Dio non ha come unico scopo di aumentare e godere delle ricchezze terrene, ma attinge la propria soddisfazione dalla Parola, confrontandola con le sue parole, cercando di pensare con la mente di Gesù, cercando di amare col suo cuore….cercando di essere ricchi di Dio! Dal Cuore divino escono il Sangue e l’Acqua della nostra salvezza e, quando cerchiamo di vivere il Vangelo è una goccia di quell’acqua viva che beviamo, ed ogni gesto d’amore verso il prossimo è un sorso di quell’acqua. Sì, proprio così: quell’acqua così viva e preziosa ha questo di speciale, che zampilla nel nostro cuore ogni volta che l’apriamo all’amore verso tutti. E’ una sorgente, quella di Dio, che dona acqua nella misura in cui noi vogliamo dissetare gli altri con piccoli o grandi gesti d’amore e….ci rende ricchi, ricchi, ricchissimi dell’unica ricchezza che dà la vera gioia e la vita eterna. Il Celano scrive così di Francesco (FF 475):







Simile a un fiume del Paradiso, il nuovo evangelista di questo ultimo tempo, ha diffuso con amorosa cura le acque del Vangelo per il mondo intero, e con le opere ha additato la via e la vera dottrina del Figlio di Dio. Così in lui e per suo merito, il mondo ritrovò una nuova giovinezza e una insperata esultanza, e il virgulto dell'antica religione ha subito rinnovato rami, che erano ormai vecchi e decrepiti. Gli eletti furono riempiti di uno spirito nuovo e dell'abbondanza della grazia, quando questo santo servo di Cristo, come astro celeste, ha irradiato la luce della sua originale forma di vita e dei suoi prodigi.

MEDITAZIONI FRANCESCANE 28

Sia la parola di Gesù nel Vangelo, che i consigli di Francesco, sono per tutti coloro che vogliono vivere alla sequela di Cristo. Tutti i figli di Dio devono cercare di comprendere il significato della Parola, anche se ognuno di noi, preso da desideri, emozioni, attaccamenti umani, la recepisce in modo diverso. Tutto dipende dalla disponibilità del nostro cuore. Sappiamo che nei cuori aperti all’amore e pieni di fede prende stabile dimora la Trinità. Il cuore stesso dei cristiani è tempio, tabernacolo, viva dimora della Trinità. Perché questo si realizzi dobbiamo meditare la Parola e vivere i comandamenti di Gesù, che non vanno intesi come un obbligo, una costrizione, ma come comandamenti di rispetto e amore reciproco. Dio comanda ad ogni cristiano di prendersi cura del fratello, di rispettare e amare l’altro fino al dono totale di sé, come Gesù ha insegnato e ha fatto. Scrisse san Francesco nella "Lettera ai fedeli":

[206] "Io frate Francesco, il più piccolo servo vostro, vi prego e vi scongiuro, nella carità che è Dio, e col desiderio di baciarvi i piedi, che queste parole e le altre del Signore nostro Gesù Cristo con umiltà e amore le dobbiate accogliere e attuare e osservare. E coloro che non sanno leggere, se le facciano leggere spesso, e le imparino a memoria, mettendole in pratica santamente sino alla fine, perché sono spirito e vita. E coloro che non faranno ciò, ne renderanno ragione nel giorno del giudizio davanti al tribunale di Cristo.




E tutti quelli e quelle che con benevolenza le accoglieranno e le comprenderanno e ne invieranno copie ad altri, se in esse persevereranno fino alla fine, li benedica il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

MEDITAZIONI FRANCESCANE 27






Oggi siamo chiamati a riscoprire nella nostra vita la dimensione del silenzio. Abbiamo bisogno di un cuore pronto ad accogliere il Signore ed attento alla sua presenza e questo può avvenire solo nel silenzio e con la preghiera. Qualora ci accorgessimo di essere diventati simili all’uomo contemporaneo smarritosi in false ideologie e nel nulla, possiamo ancora ritrovare noi stessi e Dio solo con la forza della preghiera, e della fermezza nella fede in Cristo Gesù. Con la fede ogni rinuncia diventa possibile, sensata, gravida di vita e di amore. Allora, oggi, facciamo nostra la preghiera di Francesco: " [233] Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio concedi a noi miseri di fare, per la forza del tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi,

e di volere sempre ciò che a te piace,...." Per grazia…..Per la gratuità misericordiosa del divino amore….Nella ricerca della volontà di Dio, Francesco segue due intuizioni di fede:
- Anzitutto, Dio è Amore, è Padre perennemente in dialogo con i suoi figli. Di conseguenza, l’uomo è chiamato a lodarlo, benedirlo e servirlo con tutte le proprie forze.
- In secondo luogo, Dio si manifesta nella Parola scritta, nella Chiesa, nei poveri e in altri eventi carismatici, sempre sottoposti alla saggezza della Chiesa.
Da ciò la sua caratteristica: interpreta il volere di Dio come volontà d’amore, e il compimento di questa volontà, da parte nostra, come un’obbedienza amorosa alla sua Parola. Volere ciò che piace al Signor e fare ciò che abbiamo scoperto essere la sua volontà, ci orienta ad un sempre nuovo ricercare per scoprire, e volere compiere, la volontà di Dio....e questo non è un gioco da ragazzi !

MEDITAZIONI FRANCESCANE 26

Anche nel Regno dei Cieli “si fanno i conti”: la giustizia di Dio è dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. La giustizia di Dio comprende il perdono, un perdono totalmente gratuito, non dovuto, un perdono che ci obbliga a perdonare a nostra volta se vogliamo realizzare l’incontro col nostro Dio. I membri della Chiesa sono tutti fratelli, uniti dall’amore del medesimo Padre. Quelli che amano, che sanno perdonare, si fanno specchio visibile del Vangelo, donano ai perdonati una vita resa piena dalla misericordia di Dio. Quelli che sanno amare e perdonare, in ogni parola e in ogni opera lasciano attorno a sé il buon profumo dei figli di Dio, proprio come Francesco. Francesco ci dà testimonianza di fede umile. L’ascolto della Parola deve condurre anche noi sulle vie che Francesco ha percorso, a partire da quella dell’umiltà, riconoscendo che la nostra bellezza e il nostro valore non sono importanti agli occhi degli uomini, ma solo agli occhi di Dio. Per Francesco il cammino dell’umiltà scaturisce dalla relazione d’amore con Dio Padre e si esprime in parole e gesti nelle relazioni fraterne. Così l’umiltà diventa via di santità….e come per Francesco, così anche per ognuno di noi.


  



MEDITAZIONI FRANCESCANE 25

Siamo responsabili gli uni degli altri. Gesù ha detto: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Egli viene in nostro aiuto con la sua potenza: offre continuamente sé stesso con l’unico scopo di liberarci dalla morte e darci la vita eterna…..ma anche noi dobbiamo offrire noi stessi per la salvezza dei fratelli, per “guadagnare” i fratelli a Dio…..perché la salvezza è tanto preziosa che nessuno deve restarne escluso. Gesù, presente in mezzo a noi, dona pace ai nostri cuori : solo se tra noi regna la pace, solo se apriamo il nostro cuore all’amore, possiamo amare e sentirci responsabili del nostro prossimo e… ci verrà anche il pensiero di pregare per lui ! Francesco voleva vivere nella volontà di Dio, fare la volontà di Dio! Gesù è venuto per compiere la volontà del Padre suo e Padre nostro e a Lui si riferiva costantemente Francesco, per imitarlo: come Gesù amava pregare giorno e notte, in luoghi deserti e solitari. Colui che è veramente grande davanti a Dio, sprofondando nell’abisso della sua umiltà pregava così: "Signore, dammi umiltà profonda, perché io diventi degno della tua pietà”. Si dimostrava in tutto uomo secondo il Vangelo, nelle parole e nelle opere. Quando apriva la bocca era per parlare con Dio nella preghiera, o per parlare di Dio ai fratelli. Dotato di grande santità era sostenuto da un intenso impeto di fervore divino. Francesco si era fatto “piccolo” e per questo è diventato grande nel Regno di Dio.


venerdì 22 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 24



Il mondo d'oggi, non diversamente dai tempi apostolici, è in preda al caos: c'è chi confida ancora negli idoli, chi in sè stesso, chi in vani ed utopistici ideali. Considerando tutto ciò, sentiamoci impegnati ad adempiere fedelmente il grande compito che ancora oggi ci è affidato, cioè portare a tutti la Buona Novella tenendo sempre accesa la lampada della fede: perché questo avvenga, bisogna ravvivarla con l’amore e l’attenzione continua verso Dio e i fratelli, con impegno costante e fedeltà al servizio. E’ il servizio che rivela la nostra appartenenza a Cristo e la nostra fede nel Padre che ci invita a considerare tutti come fratelli. Per Francesco era il grande amore che nutriva per il suo Signore ad alimentare quella fede che gli permetteva di comprendere le Scritture, di scoprire i pensieri altrui, di penetrare i più impenetrabili misteri divini e, come dicono le Fonti Francescane 689: “ Quantunque questo uomo beato non avesse ricevuta nessuna formazione di cultura umana, tuttavia, istruito dalla sapienza che discende da Dio e, irradiato dai fulgori della luce eterna, aveva una comprensione altissima delle Scritture. La sua intelligenza, pura da ogni macchia, penetrava le oscurità dei misteri, e ciò che rimane inaccessibile alla scienza dei maestri era aperto all'affetto dell'amante.

Ogni tanto leggeva nei Libri Sacri, e scolpiva indelebilmente nel cuore ciò che anche una volta sola aveva immesso nell'animo. "Per lui, la memoria teneva il posto dei libri", perché il suo orecchio, anche in una volta sola, afferrava con sicurezza ciò che l'affetto andava meditando con devozione. Affermava che questo metodo di apprendere e di leggere è il solo fruttuoso, non quello di consultare migliaia e migliaia di trattati. Riteneva vero filosofo colui che non antepone nulla al desiderio della vita eterna. Affermava ancora che perviene facilmente dalla scienza umana alla scienza di Dio, colui che, leggendo la Scrittura, la scruta più con l'umiltà che con la presunzione. Spesso scioglieva con una sola frase questioni dubbie e senza profusioni di parole dimostrava grande intelligenza e profonda penetrazione ". 

giovedì 21 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 23

Ognuno di noi tende a crearsi, del Cristo, un’immagine particolare, forse distorta dal nostro modo di pensare e dalle esperienze vissute. Solo nella Chiesa possiamo comprendere chi è Gesù, perchè è l'unica depositaria della Verità. Quanta apparenza e quanta verità c’è nel nostro credere? Gesù si aggiunge alla nostra umanità fragile e ci attrae a Sé. Anche Francesco si univa alla fragilità umana dei fratelli : per indicare il giusto cammino, per condurli al Padre. I doni ricevuti vanno distribuiti a tutti, vanno messi a servizio di tutti e non usati per scopi personali o a proprio vantaggio. Per essere missionari e testimoni del Vangelo, come Francesco, si deve avere il cuore puro: non c'è posto per l'orgoglio e la superbia; solo l'umiltà e la fede in Dio devono guidare la loro condotta, nel mirabile scopo di conquistare anime a Cristo." La vera pietà aveva riempito il cuore di Francesco....La pietà lo elevava a Dio per mezzo della devozione, lo trasformava in Cristo per mezzo della compassione, lo faceva ripiegare verso il prossimo per mezzo della condiscendenza e riconciliandolo con tutte le creature, lo riportava allo stato di innocenza primitiva. Per essa sentiva grandissima attrazione verso le creature, in modo particolare verso le anime, redente dal Sangue prezioso di Cristo Gesù; e quando le vedeva inquinate dalle brutture del peccato, le compiangeva con una commiserazione così tenera che ogni giorno, le partoriva, come una madre, in Cristo. FF 1134". Per imitare Francesco chiediamo a Dio di aumentare la nostra fede, di trasformare il nostro cuore. Quanti increduli e peccatori vivono all’ombra delle nostre chiese? Tutti possono essere perdonati, ma chi non ha desiderio e disponibilità a lasciarsi cambiare e a mettere in pratica la Parola, per sua libera scelta, non può ricevere comprensione e guarigione.



mercoledì 20 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 22





La chiamata struttura una nuova persona, conferisce un senso nuovo alla sua esistenza. La reazione dei chiamati non può essere altra che quella di salire sul monte dove si trova Gesù, dietro a lui. Essi si devono unire a Colui che li ha chiamati, devono stare dove sta Lui, rimanere "alla sua altezza". La chiamata all'intimità con il Signore appartiene a chi lo ha per compagno: non dovrà andare a cercarlo perchè la convivenza tra loro è continua. Gesù non affida il suo compito a chi non gli ha consegnato la propria vita. Anche Francesco è fra i chiamati,....Egli deve dare un senso alla sua vita,…deve cercare un “titolo” da aggiungere al suo nome. Questo compito sarà raggiunto quando scoprirà di essere molto amato da Dio, e perciò, di voler essere, e restare per sempre e per tutti, semplicemente e umilmente “frate Francesco”.

MEDITAZIONI FRANCESCANE 21


La preghiera è il fondamento della spiritualità di san Francesco e svolge un ruolo determinante in tutti i momenti più importanti della sua vita. A san Damiano, nella preghiera solitaria, invoca l'illuminazione divina e ottiene la prima risposta dal Crocifisso. FF 593. La preghiera di Francesco è piena di creatività, libera all'ispirazione,carismatica: con l'esempio è stato un vero maestro di preghiera. Ai frati insegna a dire "Padre nostro" e "Ti adoriamo", puntualizzando il fondamento della preghiera, cioè il senso della paternità divina e della sua presenza sacramentale nelle chiese e, inoltre, li guida a meditare sempre il libro della croce. Ascoltiamo anche noi Francesco!.
In Chiesa con i fratelli, o soli nelle nostre stanze, possiamo incontrare il nostro Signore, come accadeva spesso a Francesco. Ogni volta che ci isoliamo e facciamo silenzio in noi e attorno a noi, possiamo fare esperienza di Dio. Molto dipende dal grado della nostra fede e dalla qualità del nostro amore….perchè Gesù ci ama, ama gratuitamente ciascuno di noi ed è disposto ad aspettarci. Lui ci chiama e il suo richiamo è inconfondibile, possiamo sentirlo nel segreto del nostro cuore…..Ascoltiamolo!




MEDITAZIONI FRANCESCANE 20

Cerchiamo di entrare più profondamente nel mistero di Dio, nel mistero della sua volontà di bene e di salvezza per ogni uomo…cerchiamo di uscire dallo smarrimento e di allontanare le tenebre dal nostro cuore…cerchiamo di vivere nella volontà di Dio, che è misericordiosa e compassionevole verso tutti. Dio ci guarda con uno sguardo d’amore: ricambiamolo con un affetto ardentissimo come quello di Francesco e accogliamo con gratitudine i suoi doni di grazia. Il Regno dei Cieli è il tesoro più grande che possiamo immaginare e desiderare, il più prezioso. Vale la pena abbandonare tutto pur di possederlo. Per riuscirci, ci vuole una grande fede come quella di Francesco, “che di tutte le cose si faceva una scala” per raggiungere, afferrare e incontrare il Signore. E’ la fede che dà la forza di annullare se stessi ,.. che apre i cuori, ..che fa cogliere la bellezza del Creatore attraverso le sue creature.





MEDITAZIONI FRANCESCANE 19

La parabola del granello di senape, ci apre il cuore, ci riempie di speranza: ci fa capire che se il male sembra molto superiore al bene, il bene ha sempre la possibilità di espandersi, di svilupparsi, di far crescere la massa, come il lievito fa crescere la farina. Francesco si è lasciato “lievitare”, per crescere e vivere in grande intimità con la Trinità. Anche noi dobbiamo accogliere l’invito di Gesù a vivere una vita nuova, da persone perdonate e risorte: la vita nuova è un dono di Dio che desidera, da ognuno di noi, una risposta gioiosa e operosa. Francesco riconosce in Gesù l'unica fonte di acqua viva, quella che dona la vita in abbondanza: riconosce in Gesù l’oggetto di ogni suo desiderio…..Che grande mistero il Regno di Dio: è destinato a germogliare e crescere nelle nostre vite e la sua potenza è affidata alla Chiesa..... e la Chiesa siamo noi battezzati! Ce ne rendiamo conto?




MEDITAZIONI FRANCESCANE 18

Tutto ciò che Gesù dice e fa, avviene per “salvare la vita”: questo è l’unico scopo per il quale è stato inviato. Per Lui quello che conta maggiormente è il dovere di compiere il bene, poiché già l’omissione del bene è fare un male. L’amore a Dio Padre e al prossimo caratterizzava il comportamento di Gesù, e Francesco, nonostante il disprezzo e tutta la derisione subita, non aveva perso il coraggio di unire al primo comandamento il secondo; ed è stato per questa coerenza che ha raggiunto il cuore di molti. Diceva ai suoi frati: "Facciamo , inoltre, frutti degni di penitenza. E amiamo i prossimi come noi stessi. E se uno non vuole amarli come se stesso, almeno non arrechi loro del male, ma faccia del bene." FF 190.



domenica 17 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 17


Noi spesso siamo increduli , non riusciamo a riconoscere, a capire pienamente, la doppia natura umana e divina di Gesù. E se non crediamo a tutto il suo mistero….Gesù non può compiere prodigi nella nostra vita ! Gesù è accanto a noi per aiutarci a superare ogni difficoltà: e tutti i nostri pensieri e sentimenti, tutte le voci e le parole del cuore, ci insegna Francesco, arrivano a Dio. Il Regno dei Cieli è simile a una rete piena di pesci…non tutti buoni….perchè una parte di noi resiste alla salvezza,…alla luce… Questo è tempo di misericordia. Dio pazientemente ci attende, attende il giorno in cui saremo giudicati: sull’amore, sulla carità che avremo usato verso il prossimo spostando il centro da noi stessi, prendendo in considerazione quanto l’altro ci offre di sè …..: siamo chiamati ad indicare orizzonti di eternità, amando l’altro a tutti i costi, dentro e fuori dai templi…..per aiutare tutti a riconoscere ovunque la Sua Presenza. "Facciamo, inoltre, frutti degni di penitenza. E amiamo i prossimi come noi stessi. E se uno non vuole amarli come sè stesso, almeno non arrechi loro del male, ma faccia del bene". (FF 190). 
Come Francesco disponiamo il nostro cuore a vivere nella Divina Volontà e all’ascolto vero di Dio e dei fratelli.



MEDITAZIONI FRANCESCANE 16

Francesco è stato assistito continuamente dalla potenza e sapienza di Dio che è Cristo: lo Spirito del Signore lo assisteva ovunque si dirigesse….E noi? Permettiamo allo Spirito di Dio di guidarci in ogni circostanza della nostra vita? Forse non l’ascoltiamo!?! Mettiamoci in ascolto della Voce divina che, con un sussurro, penetra in noi…..Nel silenzio dello spirito e la quiete del corpo, c'è l'Adorazione a Dio: stiamo in silenzio davanti al SIGNORE, e ascoltiamolo !
Il compito di Gesù è sempre lo stesso, ed è quello di aiutarci a credere all’esistenza di un Padre che ci ama e ci attende, ed è quello di guidarci nel cammino di conversione. E’ indispensabile radicare la nostra vita nella fede, che permette a noi di attraversare tribolazioni e sofferenze senza sbandamenti e a Dio di rivelarsi. Il suggerimento di San Francesco ai suoi seguaci è valido anche per noi; per entrare in comunione col Padre si deve avere il cuore libero da desideri di potere terreno e di ammirazione della gente, da ambizioni di ogni genere. Non dobbiamo dare gloria a noi ma a Dio: cerchiamo di mantenerci umili, colmi, stracolmi di umiltà, consapevoli della nostra povertà e fragilità e, nel nostro amore per il Signore, a Lui solo rendere gloria e onore.





giovedì 14 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 15


                                                                                                                                                                 





Fu lo stesso Gesù ad indicargli la missione quando, nella chiesetta di san Damiano, egli "udì con gli
orecchi del corpo una voce scendere verso di lui e dirgli per tre volte: Francesco và e ripara la mia Chiesa che, come vedi, è tutta in rovina".(FF1038) Francesco, ha trovato il vero Bene: dopo anni di inquietudine ha incontrato Qualcuno nascosto nel legno della croce; Qualcuno che ci è stato inviato dal Padre; Qualcuno che rende dolce tutto ciò che prima era amaro. Guardando Gesù, cercando di imitarlo, noi impariamo, ammaestrati dallo Spirito, a compiere le sue stesse opere, a riconoscere che la circostanza presente è il luogo in cui noi stessi siamo mandati dal Padre, come figli, per essere fratelli.

mercoledì 13 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 14


Gesù si ritira a pregare e, per farlo, ritaglia una parte della notte, rinunciando al sonno. Desta una grande impressione questo Gesù che si ritira a pregare: tutti gli evangelisti lo annotano con stupore. Perché mai Gesù pregava? Aveva bisogno di chiedere qualcosa? Che senso ha Gesù in preghiera? Certo: se la preghiera è, così come spesse volte pensiamo, un chiedere, un elemosinare, non ha nessun senso che Gesù preghi. Ma se la preghiera è invece un dimorare nel cuore di Dio, un aprire la propria vita e lasciarla abitare dalla sua presenza, allora ha senso pregare. E Gesù è Maestro nella preghiera. Ci immaginiamo questa intimità profonda che Gesù ha col Padre. E un po' la invidiamo.
Cos'è per noi la preghiera? Cose ne pensiamo? Come la viviamo? Nel linguaggio corrente "preghiera" è addirittura sinonimo di "chiedere". E in effetti gran parte della nostra preghiera è dedicata al chiedere….e abbiamo anche la pretesa di sapere che cosa è bene per noi e… cerchiamo di convincere Dio ad esaudirci ! Al contrario Gesù vive la preghiera come un cercare la volontà del Padre, perché sa che nella volontà del Padre è la sua felicità. Perciò la sua preghiera è così straordinaria: perché vera. Qualcuno penserà: "cosa è mai la preghiera?". La preghiera, lo vediamo, è questo motore che muove l'azione di Gesù. E' così anche per noi? L'azione scaturisce dalla preghiera, questo è il messaggio di oggi. L'equilibrio tra preghiera e azione è fondamentale nella nostra vita interiore: l'una scaturisce dall'altra.
Anche San Francesco è stato uno straordinario uomo di preghiera. Fu la sua principale attività. Egli sentiva una forte attrazione per una vita pienamente dedita a Dio. Non a caso, la preghiera è la prima attività segnalata ai fratelli, perché






Francesco crede che in questo si realizzi in modo unico e primario la verità della sequela di Gesù. Francesco non ha scritto trattati sulla preghiera, né mai si è sognato di salire in cattedra per insegnare agli altri a pregare. Quelle che egli lascia ai suoi frati sono delle indicazioni semplici, essenziali di come vivere la fede in Gesù, che hanno segnato la sua esperienza e che possono essere indicative anche per noi….per una preghiera che diventa incontro d’amore con Dio. . E perciò, andando più a fondo, la preghiera è per Francesco un canto di abbandono, un porsi totalmente nelle mani di Dio con assoluta fiducia. Lo faceva in una forma così evidente che i suoi biografi non esitano a dire che “egli non era un uomo che pregava, ma un uomo diventato preghiera” (2 Cel, 95).

MEDITAZIONI FRANCESCANE 13

Come Maria Maddalena, per l’amore grandissimo che nutriva per Gesù, cerca affannosamente il corpo del suo Signore e non ha pace finchè Gesù stesso si rivolge a lei, per lo stesso amore Francesco si sente spinto a vivere imitando il Cristo povero e crocifisso ….e ad essere maestro di molti fratelli alla ricerca di Dio. Egli si fa discepolo di Gesù e nello stesso tempo custode di tutti gli ammalati, i poveri, i maltrattati, i desiderosi di conforto fisico e spirituale, e lo fa in quello spazio di terra nella quale Dio lo ha posto, e lo fa con grande umiltà. Anche noi apriamo il nostro cuore agli innocenti, agli ultimi dei nostri giorni, a quelli che la Divina Provvidenza ci pone accanto, per vivere il Vangelo e accogliere Gesù e il suo Regno nella nostra vita.




MEDITAZIONI FRANCESCANE 12



Gesù ha fatto tanti, tantissimi segni, ma non è stato compreso da tutti..…Anche Francesco si è fatto
segno perché fossero numerosi coloro che aprivano il cuore indurito da odio, dolore, rancori….e trovassero la forza di rialzarsi e riprendere il cammino. Francesco vuole ripercorrere esattamente le orme del Maestro ! Il desiderio più grande che arde nel suo cuore è l’essere il più possibile simile al suo Signore, assomigliarGli in tutti i suoi tratti, far combaciare la propria umanità e la propria carne con quella del dolcissimo e mansueto Agnello, amarLo fino a diventarne una copia perfettamente aderente all’originale; come Francesco anche “noi dobbiamo fare tutto, secondo il modello che vediamo risplendere in Lui”.

martedì 12 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 11

L’amore è di natura sua totalizzante, non sopporta mezze misure o rivalità. Anche l’amore verso Dio non sfugge a questa dinamica: tutto il nostro cammino di fede si risolve nella nostra capacità a scegliere Dio come oggetto del nostro amore, della nostra passione, del nostro desiderio. Amarlo, semplicemente amarlo, vale più di tutti i sacrifici, di tutte le offerte, di tutte le preghiere che possiamo religiosamente compiere. Dio sembra prediligere per la sua azione proprio i piccoli e i semplici. Infatti Francesco, umile e semplice, insegna a tutti cosa significa amare Dio.La scelta stessa di Francesco della minorità come condizione di vita (“voglio che i miei frati si chiamino e siano minori”) è l’espressione concreta di questa intuizione. Ancor prima di essere una scelta di Francesco, quella di vivere a contatto con i poveri e per i poveri, c’è la scelta di Dio, che “suole rivelare i suoi misteri ai semplici e ai piccoli". Ogni volta che riconosciamo la nostra piccolezza, ci portiamo al centro del Suo desiderio. 


MEDITAZIONI FRANCESCANE 10

Dio continua a seminare la sua parola nel cuore degli uomini. Molti la odono ma pochi la comprendono. La parola di Dio è in grado di trasformare la nostra vita, ma la sua efficacia non è automatica: la sua crescita dentro di noi dipende da noi. Siamo noi che facciamo della nostra vita un sentiero sterile, un luogo sassoso e arido,…o una terra buona che accoglie il seme nei suoi solchi aperti. Dio può essere compreso solo da coloro che lo accolgono nella fede, con tutto il loro cuore, con tutto il loro essere, con tutta la loro vita pronta al servizio.Francesco, perfetto imitatore del Cristo e abitato dallo Spirito Santo, è proprio l'esempio di chi fa risplendere la propria luce davanti agli uomini, come ha chiesto Gesù. Seguiamo Francesco senza lasciarci ingannare dalle paure causate dalle cose del mondo, per non indurire il cuore e opporre resistenza all'azione dello Spirito.




MEDITAZIONI FRANCESCANE 9



Gesù è pronto a stringerci al petto per consolarci e farci riposare, per farci posare il capo mentre ascolta tutti i nostri lamenti…il ristoro è tale che sembra di respirare un po’ dell’aria e del clima di casa Sua e casa nostra, aria che ci rigenera nel corpo, ci calma e ci ritempra. Francesco non si accontenta di questo abbraccio: Francesco sul monte della Verna si è lasciato sedurre e travolgere dal fascino del mistero della croce e ha chiesto di poter vivere nella sua carne lo stesso amore e lo stesso dolore che Gesù scelse di vivere, Agnello mansueto e forte, per fare la Volontà del Padre.
Gesù, e come Lui Francesco, vivono in totale apertura del cuore, in completa intimità col Padre, consapevoli di ricevere tutto da Lui. Così, Francesco, era diventato capace di seguire, amare, servire il Signore e Maestro e non più sè stesso. Non così coloro che chiedono grazie e benedizioni senza desiderio di conversione: l'assoluzione , il perdono dei peccati, sono inefficaci se non c'è la trasformazione del modo di vivere, perchè la vita redenta è, deve essere, un'esistenza innestata in Gesù.