giovedì 21 gennaio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 23

Ognuno di noi tende a crearsi, del Cristo, un’immagine particolare, forse distorta dal nostro modo di pensare e dalle esperienze vissute. Solo nella Chiesa possiamo comprendere chi è Gesù, perchè è l'unica depositaria della Verità. Quanta apparenza e quanta verità c’è nel nostro credere? Gesù si aggiunge alla nostra umanità fragile e ci attrae a Sé. Anche Francesco si univa alla fragilità umana dei fratelli : per indicare il giusto cammino, per condurli al Padre. I doni ricevuti vanno distribuiti a tutti, vanno messi a servizio di tutti e non usati per scopi personali o a proprio vantaggio. Per essere missionari e testimoni del Vangelo, come Francesco, si deve avere il cuore puro: non c'è posto per l'orgoglio e la superbia; solo l'umiltà e la fede in Dio devono guidare la loro condotta, nel mirabile scopo di conquistare anime a Cristo." La vera pietà aveva riempito il cuore di Francesco....La pietà lo elevava a Dio per mezzo della devozione, lo trasformava in Cristo per mezzo della compassione, lo faceva ripiegare verso il prossimo per mezzo della condiscendenza e riconciliandolo con tutte le creature, lo riportava allo stato di innocenza primitiva. Per essa sentiva grandissima attrazione verso le creature, in modo particolare verso le anime, redente dal Sangue prezioso di Cristo Gesù; e quando le vedeva inquinate dalle brutture del peccato, le compiangeva con una commiserazione così tenera che ogni giorno, le partoriva, come una madre, in Cristo. FF 1134". Per imitare Francesco chiediamo a Dio di aumentare la nostra fede, di trasformare il nostro cuore. Quanti increduli e peccatori vivono all’ombra delle nostre chiese? Tutti possono essere perdonati, ma chi non ha desiderio e disponibilità a lasciarsi cambiare e a mettere in pratica la Parola, per sua libera scelta, non può ricevere comprensione e guarigione.



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