La vita cristiana non è un’evasione dai compiti della vita terrena, ma è ricerca di Dio e servizio ai fratelli. Nell’ambiente che lo circonda, attraverso il lavoro, l’apostolato e la preghiera, l’uomo compie la propria missione nel mondo. Noi, più familiari alle cose di Dio, rischiamo di cadere nell’ipocrisia, è vero: ma noi siamo chiamati a umanizzare il mondo e ad offrire noi stessi a Dio; per questo chiediamogli il dono di una grande fede per amarlo e servirlo ed anche, come suggerisce il nostro Padre Francesco, il dono della carità, per il quale il bene del fratello vale più di ogni regola e di ogni osservanza. Dobbiamo fare il bene e il bene in noi non deve essere condizionato da ciò che accade nel mondo, ma deve far parte della nostra coscienza di figli di Dio. Per noi c’è una sola meta da raggiungere: l’unione con Gesù, il Figlio di Dio; c’è un solo sostegno a cui ci possiamo validamente appoggiare per raggiungere la meta: la fedeltà di Dio che ci ha fatto la grazia di chiamarci a questa unione. San Francesco voleva che i suoi compagni si comportassero bene ed evitassero di offendere Dio con atteggiamenti sbagliati."Se, poi, notava qualche ozioso e bighellone, che voleva mangiare sulle fatiche degli altri, lo faceva denominare “frate mosca”, perché costui, non facendo niente di buono e sporcando le buone azioni degli altri, si rende vile e abominevole a tutti. Perciò una volta disse: “Voglio che i miei frati lavorino e si tengano esercitati. Così non andranno in giro, oziando col cuore e con la lingua, a pascersi di cose illecite”. FF 1093. Un giorno dovremo rendere conto del nostro agire. Bisogna essere sempre pronti, in qualsiasi momento, perché è impossibile sapere quando Gesù verrà. Per chi non attende la sua venuta, Gesù si paragona a un ladro…ma Francesco ci insegna che il vero ladro è quel “ maligno nemico” che, padre di tutti i vizi, con le sue seduzioni e tentazioni, vuole rubare e distruggere la vita divina in noi. Gesù, invece, fedele alle sue promesse, vuole che abbiamo la vita, e che l’abbiamo in abbondanza (Gv 10,10) : Gesù vuole farci entrare nell’esperienza di Dio e riempirci di infinita, celestiale bellezza.

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