Gesù è pronto a stringerci al petto per consolarci e farci riposare, per farci posare il capo mentre ascolta tutti i nostri lamenti…il ristoro è tale che sembra di respirare un po’ dell’aria e del clima di casa Sua e casa nostra, aria che ci rigenera nel corpo, ci calma e ci ritempra. Francesco non si accontenta di questo abbraccio: Francesco sul monte della Verna si è lasciato sedurre e travolgere dal fascino del mistero della croce e ha chiesto di poter vivere nella sua carne lo stesso amore e lo stesso dolore che Gesù scelse di vivere, Agnello mansueto e forte, per fare la Volontà del Padre.
Gesù, e come Lui Francesco, vivono in totale apertura del cuore, in completa intimità col Padre, consapevoli di ricevere tutto da Lui. Così, Francesco, era diventato capace di seguire, amare, servire il Signore e Maestro e non più sè stesso. Non così coloro che chiedono grazie e benedizioni senza desiderio di conversione: l'assoluzione , il perdono dei peccati, sono inefficaci se non c'è la trasformazione del modo di vivere, perchè la vita redenta è, deve essere, un'esistenza innestata in Gesù.

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