Nel cuore di Francesco non c'era più posto per l'orgoglio e la superbia: a guidare la sua condotta era l'umiltà e la fede in Dio, la purezza del suo cuore e il mirabile desiderio di conquistare anime a Cristo, perché è impossibile che, chi ama Dio, non ami il prossimo e non senta l’urgenza di salvare le anime. Francesco si sentiva responsabile di ogni vita che si perde. Non aveva nessun desiderio se non quello di entrare, solo per amore di Cristo, nel distacco, nel vuoto e nella povertà riguardo a tutto quanto esiste sulla terra. Non provava altri bisogni che quelli ai quali aveva sottomesso il suo cuore ; il povero in spirito (Mt 5,3) non è mai così felice come quando non possiede nulla….. “Beato quel religioso, che non ha giocondità e letizia se non nelle santissime parole e opere del Signore e, mediante queste, conduce gli uomini all’amore di Dio con gaudio e letizia”. (FF 170)
Quale differenza con gli ipocriti responsabili di non dare il buon esempio per attirare anime a Dio!
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