martedì 14 febbraio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE 77

DALLE FONTI FRANCESCANE 1222

La nostra santità sarà misurata in base all'amore. Il giudizio finale sarà terribile non tanto per il
fragore del tuono e i cataclismi naturali, quanto per il bilancio della nostra vita che il Cristo ci farà fare: sotto il suo sguardo, che cosa saranno le nostre imprese più grandiose, se saranno state prive di amore? Di fronte a Dio, coloro che hanno messo in pratica il comandamento dell'amore hanno pieno diritto di entrare nel Regno, perchè la legge dell'amore è talmente entrata nel loro cuore che essi ne hanno fatto una regola di vita. Essi non devono più sforzarsi di scegliere di amare i poveri e gli ultimi, poiché hanno impostato tutta la loro esistenza su tale modo di essere, come Francesco. La sua vita si appoggiava su tre pilastri: la preghiera, l'elemosina e il digiuno. Il bene che faceva, lo faceva per Dio e per il prossimo, e in questo aveva scoperto una via nuova per la felicità. “”Francesco, uomo evangelico, non si disimpegnava mai dal praticare il bene,.....Perciò,dopo essersi impegnato, secondo l'esigenza dei tempi e dei luoghi, a procacciare la salvezza degli altri, lasciava la folla col suo chiasso e cercava la solitudine, col suo segreto e la sua pace; là, dedicandosi più liberamente a Dio, detergeva dall'anima ogni più piccolo grano di polvere, che il contatto con gli uomini vi avesse lasciato””. FF1222.





mercoledì 1 febbraio 2017

MEDITAZIONI FRANCESCANE 76

MEDITAZIONI FRANCESCANE
Venti secoli dopo la morte e risurrezione di Gesù, la Chiesa di Pietro si è diffusa in tutto il mondo. Essa deve saper
perdere continuamente la sua vita, i suoi privilegi e le sue sicurezze, per accettare e abbracciare la croce del suo Signore e, ricordiamoci che la Chiesa siamo noi. La croce ci fa paura , ma non c’è redenzione e fecondità senza la croce. Come Gesù dobbiamo accettarla e dire al Padre: “sia fatta la tua volontà”, e come Francesco cerchiamo di avere sempre davanti a noi la meta finale del cammino, consapevoli che per raggiungere quella meta dobbiamo accettare anche la croce. La sua forza era la continua comunione con Dio.Con la preghiera e con l'Eucarestia era sempre unito al suo Signore. Ripeteva: “Se il corpo mangia tranquillo il suo cibo, destinato ad essere con lui pasto di vermi, con quanta pace e tranquillità l’anima deve prendere il suo cibo, che è il suo Dio!"
2 Celano 96: FF 683



MEDITAZIONI FRANCESCANE 75

MEDITAZIONI FRANCESCANE
Nei Vangeli, specie in Luca, si mette in risalto l’importanza dello Spirito nella vita di Gesù e della Chiesa. Luca sottolinea che la buona notizia che il Cristo porta ai poveri, è ispirata dallo Spirito, e ci fa capire che senza l’azione dello Spirito l’uomo è incapace di lasciarsi trasformare. Tutti coloro che l'accettano, sperimentano il cambiamento della loro natura, la redenzione dalla morte e una nuova e sorprendente gioia. La vocazione dell’uomo è quella di essere con Dio, sempre e per sempre, ma deve aprire il proprio cuore alla presenza divina in lui e attorno a lui. Ogni giorno il Signore ci dona i segni della sua vicinanza: viene incontro ai nostri bisogni mediante situazioni favorevoli, persone piene di carità, cose che ci sostengono nel bene. Gli episodi straordinari vissuti da Francesco e dai suoi frati, diedero loro un motivo in più per amare e servire l'Eterno Padre, proclamando, a quanti li ascoltavano, che solo Lui era l'Autore invisibile delle opere che venivano compiute per essi o per mezzo di essi. ".....quanto sono beati e benedetti quelli che amano il Signore e fanno così come dice il Signore stesso nel Vangelo: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima, e il prossimo tuo come te stesso". Scrive Francesco nella Lettera ai Fedeli. FF 186.

Come Francesco, rendiamoci conto del bene che riceviamo da Dio quotidianamente, e come lui , lodiamolo e
ringraziamolo: “Sia ringraziato Colui che non sembra pensare ad altri che a noi”. FF 628