DALLE FONTI FRANCESCANE 1222
La nostra santità sarà misurata in base all'amore. Il giudizio finale sarà terribile non tanto per il
fragore del tuono e i cataclismi naturali, quanto per il bilancio della nostra vita che il Cristo ci farà fare: sotto il suo sguardo, che cosa saranno le nostre imprese più grandiose, se saranno state prive di amore? Di fronte a Dio, coloro che hanno messo in pratica il comandamento dell'amore hanno pieno diritto di entrare nel Regno, perchè la legge dell'amore è talmente entrata nel loro cuore che essi ne hanno fatto una regola di vita. Essi non devono più sforzarsi di scegliere di amare i poveri e gli ultimi, poiché hanno impostato tutta la loro esistenza su tale modo di essere, come Francesco. La sua vita si appoggiava su tre pilastri: la preghiera, l'elemosina e il digiuno. Il bene che faceva, lo faceva per Dio e per il prossimo, e in questo aveva scoperto una via nuova per la felicità. “”Francesco, uomo evangelico, non si disimpegnava mai dal praticare il bene,.....Perciò,dopo essersi impegnato, secondo l'esigenza dei tempi e dei luoghi, a procacciare la salvezza degli altri, lasciava la folla col suo chiasso e cercava la solitudine, col suo segreto e la sua pace; là, dedicandosi più liberamente a Dio, detergeva dall'anima ogni più piccolo grano di polvere, che il contatto con gli uomini vi avesse lasciato””. FF1222.

Nessun commento:
Posta un commento