domenica 8 aprile 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 APRILE 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 98
DOMENICA 8 APRILE 2018
II DI PASQUA-proprio-
DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA
GIOVANNI 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 747
Voleva che i ministri della parola di Dio attendessero agli studi sacri e non fossero impediti da nessun altro impegno. Diceva infatti che sono stati scelti da un gran re per bandire ai popoli gli editti che ascoltano dalla sua bocca.

"Il predicatore--diceva--deve prima attingere nel segreto della preghiera ciò che poi riverserà nei discorsi. Prima deve riscaldarsi interiormente, per non proferire all'esterno fredde parole". È un ufficio, sottolineava, degno di riverenza, e tutti devono venerare quelli che lo esercitano: "Essi sono la vita del corpo, gli avversari dei demoni, essi sono la lampada del mondo ".
Riteneva poi i dottori in sacra teologia degni di particolari onori. Per questo una volta fece scrivere come norma generale: "Dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e quanti ci dispensano la parola di Dio come quelli che ci somministrano spirito e vita".
748 E scrivendo una volta al beato Antonio, fece iniziare la lettera così: " A frate Antonio, mio vescovo ".
MEDITAZIONE
Gesù risorto ci dona la pace e la gioia del Padre.
La benedizione della fede consiste nel fatto che essa ci unisce a Dio, ci indica la vera via di salvezza e ci libera così dall’angoscia del dubbio. La fede rende salda la speranza e, grazie ad essa, ci preserva dalla sfiducia, dalla tristezza, dallo smarrimento. La fede ci avvicina al soprannaturale e ci assicura così l’aiuto divino nei momenti più difficili. La fede ci innalza dalla vita materiale all’esistenza spirituale e ci riempie così di una gioia celeste. Sulla terra, l’uomo è angosciato dal dubbio, dall’incertezza, dalla disperazione. Ma la fede lo libera da tutto questo. La fede lo rende pacifico e felice. Che cosa dobbiamo temere se Dio è con noi?
Preghiamo per tutti i sacerdoti che con l'annuncio della Parola ci avvicinano a Dio.Diceva Francesco: " "Dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e quanti ci dispensano la parola di Dio come quelli che ci somministrano spirito e vita". FF747

PREGHIERA
O Dio, che in ogni Pasqua domenicale
ci fai vivere le meraviglie della salvezza,
fa’ che riconosciamo con la grazia dello Spirito
il Signore presente nell’assemblea dei fratelli,
per rendere testimonianza della sua risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 APRILE 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 97
SABATO 7 APRILE 2018
OTTAVA DI PASQUA
S.GIOVANNI B. DE LA SALLE
MARCO 16,9-15
Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Parola del Signore
+Vita Seconda di Tommaso da Celano 746
Mi sia permesso, o padre santo, di elevare ora al cielo un lamento per quelli che si dicono tuoi. Molti hanno in odio gli esercizi delle virtù, e volendo riposare prima ancora di lavorare, dimostrano di essere figli non di Francesco, ma di Lucifero. Abbiamo più abbondanza di gente che si dà ammalata che di combattenti, mentre, essendo nati per il lavoro, dovrebbero ritenere la loro vita una milizia. Non amano rendersi utili con il lavoro, non son capaci con la contemplazione. Dopo che hanno causato turbamento in tutti con la loro vita singolare, lavorando più con le mascelle che con le mani, detestano chi li riprende apertamente e non permettono di essere toccati neppure con la punta delle dita.

Ma ancor più mi colpisce la loro impudenza, perché, al dire di san Francesco, a casa loro sarebbero vissuti solo a costo di molto sudore, ed ora senza faticare, si nutrono col sudore dei poveri.
Prodigio di scaltrezza! Non fanno niente e ti sembrano sempre occupati. Conoscono bene gli orari della tavola, e se a volte li stuzzica troppo la fame, accusano il sole di essersi addormentato. Ed io, buon padre, dovrei credere degne della tua gloria le mostruosità di questi uomini? Ma non lo sono neppure della tua tonaca! Tu hai sempre insegnato ad accumulare in questo tempo malsicuro e fugace ricchezze di meriti, perché non capiti di dover mendicare nella vita futura. Questi invece, destinati a finire poi in esilio, non hanno neppure il vero gusto della patria. Questo morbo infierisce tra i sudditi, perché i superiori fingono di non vedere, come se fosse possibile sostenere i loro vizi e non condividerne il castigo.
MEDITAZIONE
Sempre presente accanto ai suoi discepoli, il Signore li libera da ogni dubbio e li arricchisce di coraggio e sicurezza: li rende capaci di annunciare il Vangelo. Anche noi siamo chiamati ad annunciare il Vangelo, ma non dobbiamo ritenerci gli unici detentori della Verità. Il rimprovero di Gesù raggiunge anche noi e ci invita a credere che dobbiamo dare, ma dobbiamo anche imparare a ricevere: da ogni persona. Noi stessi abbiamo bisogno degli altri, della loro esperienza di fede, della loro ricchezza spirituale.Siamo, infatti, tutti nel cammino della conversione, dietro al Signore, per essere trovati da Lui nella fede quando verrà nella gloria. Affidiamo al Signore i nostri smarrimenti, la nostra debolezza, le nostre insicurezze......Affidiamoci totalmente a Lui, come faceva Francesco, e impegniamoci " a servire, amare, adorare e onorare il Signore Iddio, con cuore puro e con mente pura, ciò che Egli stesso domanda sopra tutte le cose". FF60.

PREGHIERA
O Padre, che nella tua immensa bontà
estendi a tutti i popoli il dono della fede,
guarda i tuoi figli di elezione,
perché coloro che sono rinati nel Battesimo
ricevano la veste candida della vita immortale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 APRILE 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 95
GIOVEDI' 5 APRILE 2018
Giovedì fra l'Ottava di Pasqua
SAN VINCENZO FERRER
Vangelo
Lc 24,35-48
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 744
In altra circostanza, alla Porziuncola, considerando che il frutto dell'orazione svanisce quando è seguita da conversazioni inutili, prescrisse questo rimedio per evitare il difetto delle parole oziose: "Qualunque frate proferisca una parola oziosa o inutile sia tenuto a dire subito la sua colpa e a recitare per ogni parola oziosa un Pater Noster. Voglio poi che, se il frate confesserà spontaneamente la colpa, dica il Pater Noster per la sua anima. se invece sarà prima redarguito da un altro, lo applichi per l'anima di chi lo ha richiamato ".

MEDITAZIONE
Il Cristo spiega che dalla sua morte è venuta la salvezza per tutti gli uomini. Ormai dalla notte della croce scaturirà anche per i suoi discepoli la luce della risurrezione. La piena apertura della mente scaturisce solo dalla fede: da lei nasce la virtù che ci rende certi che in Cristo si adempiono tutte le promesse di Dio, che in lui scopriamo l’indefettibile fedeltà del nostro Padre celeste, che il piano divino di salvezza universale si è avverato nel Risorto. Rigenerati dalla fede e poi confermati dallo Spirito Santo, gli Apostoli e i loro successori potranno adempiere il mandato, che lo stesso Cristo già sta scandendo per loro e per tutti i credenti: «Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme», e aggiunge, «Di questo voi siete testimoni». Francesco esortava i suoi frati dicendo: "Manteniamoci dunque fedeli alle parole, alla vita, alla dottrina e al santo Vangelo di Colui che si è degnato pregare per noi il Padre suo e manifestarci il nome di Lui, ....." FF62.

PREGHIERA
Signore, aiutaci a riconoscere la tua parola nella voce di Mosè e dei profeti, e donaci un cuore attento alla tua presenza in mezzo a noi. Potremo allora annunciare le tue meraviglie ed essere i testimoni della tua gloria che non conosce tramonto.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 6 APRILE 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 96
VENERDI' 6 APRILE 2018
Venerdì fra l'Ottava di Pasqua
S.PIETRO DA VERONA
Vangelo
Gv 21,1-14
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 745
Quanto ai fannulloni, che non si applicano con impegno ad alcun lavoro, diceva che sono destinati ad essere rigettati dalla bocca del Signore. Nessun ozioso poteva comparire alla sua presenza, senza essere da lui biasimato aspramente. In realtà egli, modello di ogni perfezione, faticava e lavorava con le sue mani, preoccupato di non perdere un attimo di quel dono preziosissimo che è il tempo.
"Voglio--disse una volta--che tutti i miei frati lavorino e stiano occupati, e chi non sa impari qualche mestiere". E eccone il motivo: "Affinché--continuava--siano meno di peso agli uomini, e nell'ozio la lingua o il cuore non vadano vagando tra cose illecite ".
Il guadagno poi o la mercede del lavoro, non lo lasciava all'arbitrio di chi lavorava, ma del guardiano o della famiglia religiosa.

MEDITAZIONE
L’intervento prodigioso di Gesù ha un duplice scopo: quello di convincerci dell’efficacia della sua presenza con la pesca abbondantissima, e quello, non meno importante, della condivisione del pasto per far loro rivivere l’intimità che deve unire Gesù ai suoi. Non è del tutto nascosto il significato della vera missione che lo stesso Signore, aveva già indicato a Pietro e agli altri Apostoli, quella di diventare «pescatori di uomini».

PREGHIERA 
Signore,Tu sei presente nelle notti oscure della nostra esistenza come nelle aurore cariche di promesse. :ma sanno riconoscerti soltanto i discepoli che Tu ami e che rispondono al tuo amore. Donaci questo amore, perchè i nostri occhi diventino capaci di vedere dovunque la tua presenza. Tu che sei risorto e vivi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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martedì 3 aprile 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 Aprile 2018

 sua foto.
4 min
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 94
MERCOLEDI' 4 APRILE 2018
Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua
Vangelo
Lc 24,13-35
Riconobbero Gesù nello spezzare il pane.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 743
Dal momento in cui Francesco rigettò le cose caduche e cominciò ad aderire strettamente al Signore, non volle perdere nemmeno una particella di tempo. Aveva già accumulato abbondanza di meriti nei tesori del Signore, eppure era sempre come all'inizio, sempre più pronto ad ogni esercizio spirituale. Riteneva gran peccato non fare qualcosa di bene e giudicava un retrocedere il non progredire sempre.

Mentre dimorava in una cella a Siena, una notte chiamò a sé i compagni che dormivano: "Ho invocato il Signore-- spiegò loro-- perché si degnasse indicarmi quando sono suo servo e quando no. Perché non vorrei essere altro che suo servo. E il Signore, nella sua immensa benevolenza e degnazione, mi ha risposto ora:--Riconosciti mio servo veramente, quando pensi, dici, agisci santamente--. Per questo vi ho chiamati, fratelli, perché voglio arrossire davanti a voi, se a volte avrò mancato in queste tre cose ".
MEDITAZIONE
Accade ancora oggi, nelle celebrazioni che facciamo nelle nostre chiese e in quelle che si cèlebrano nello stesso amore per le strade del mondo. La parola, il pane e la condivisione nella carità di Cristo aprono gli occhi ai ciechi! Sono queste le esperienze che fanno ardere il cuore nel petto, che nutrono abbondantemente ed efficacemente la nostra fede. Questa è ancora la via per farci desiderare che il Risorto resti sempre con noi, soprattutto quando cala la sera e il timore del buio ci assale. È ancora questa la via sicura per tornare alla comunione con i fratelli, per diventare testimoni veraci e credibili....L'ascolto della Parola, lo spezzare il pane e la preghiera, ci pongono alla presenza di Colui che per noi è morto e risorto. Francesco: "....si sforzava, pregando senza interruzione, di mantenere lo spirito alla presenza di Dio, per non rimanere privo delle consolazioni del Diletto".

PREGHIERA
Signore Gesù, il nostro cuore è lento a credere e fa fatica ad accettare che Tu abbia dovuto morire per donarci la vita. Facci comprendere che anche noi dobbiamo passare attraverso la sofferenza per entrare nella gloria. Aiutaci a riconoscerti quando ascoltiamo la Scrittura e spezziamo il pane i memoria di te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 3 Aprile 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 93

MARTEDI' 3 APRILE 2018
Martedì fra l'Ottava di Pasqua

Vangelo

Gv 20,11-18
Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 742
Il Santo trovava grandissima consolazione nelle visite del Signore e da esse veniva assicurato che le fondamenta del suo Ordine sarebbero rimaste sempre stabili. Riceveva anche la promessa che sicuramente nuovi eletti avrebbero preso il posto di chi si perdeva. Essendo turbato per i cattivi esempi, e avendo fatto ricorso un giorno, così amareggiato, alla preghiera, si sentì apostrofato a questo modo dal Signore: "Perché tu, omiciattolo, ti turbi? Forse io ti ho stabilito pastore del mio Ordine in modo tale che tu dimenticassi che io ne rimango il patrono principale? Per questo io ho scelto te, uomo semplice, perché quelli che vorranno, seguano le opere che compirò in te e che devono essere imitate da tutti gli altri. Io vi ho chiamati: vi conserverò e pascolerò, supplirò con nuovi religiosi il vuoto lasciato dagli altri, al punto di farli nascere se non fossero già nati. Non turbarti dunque, ma attendi alla tua salvezza perché se l'Ordine si riducesse anche a soli tre frati, rimarrà il mio aiuto sempre stabile ".
Da quel giorno era solito affermare che la virtù di un solo frate santo supera una quantità, sia pur grande, di imperfetti, come un solo raggio di luce dissipa le tenebre più fitte

MEDITAZIONE
Il pianto di Maria e le sue lacrime sono lacrime e pianto di tanti e tanti convertiti, che dopo aver vagabondato nei sentieri della morte, hanno ritrovato la vita in Cristo. Gesù le si rivela, rivestendola, di nuova soprannaturale dignità: la chiama per nome «Maria!». Nella fede riconosce il suo amato Maestro e può dire: «Ho visto il Signore» e allora non può più tacere, anche lei deve andare ad annunciare che Gesù è risorto. Da quel mattino, i convertiti sono i più appassionati annunciatori delle meraviglie di grazia di cui hanno goduto: la Pasqua ha creato una situazione nuova. Anche noi, come Maria e come Francesco siamo chiamati per nome: per questo cerchiamo, come Francesco, di essere sempre uniti a quel mondo invisibile a cui lui era presente con tutta la sua fede. Abbiamo fede!

PREGHIERA
Signore Gesù, il mattino di Pasqua hai voluto donare la gioia della tua presenza alla donna che piangeva sulla tua tomba. In un mondo che proclama la tua morte, donaci di sentire dolorosamente la tua assenza, per giungere alla gioia di riconoscerti vivo in mezzo a noi e di contemplarti per sempre nella tua gloria.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO Lunedì 2 Aprile 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 92
LUNEDI' 2 APRILE 2018
Lunedì fra l'Ottava di Pasqua
VANGELO
Mt 28,8-15
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.
Parola del Signore
Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII, 7: FF 1149
1149 Durante il suo soggiorno a Roma, il Santo aveva tenuto con sé un agnellino, mosso dalla sua devozione a Cristo, amatissimo agnello. Nel partire, lo affidò a una nobile matrona, madonna Jacopa dei Sette Soli, perché lo custodisse in casa sua. E l'agnello, quasi ammaestrato dal Santo nelle cose dello spirito, non si staccava mai dalla compagnia della signora, quando andava in chiesa, quando vi restava o ne ritornava. Al mattino, se la signora tardava ad alzarsi, I'agnello saltava su e la colpiva con i suoi cornetti, la svegliava con i suoi belati, esortandola con gesti e cenni ad affrettarsi alla chiesa. Per questo la signora teneva con ammirazione e amore quell'agnello, discepolo di Francesco e ormai diventato maestro di devozione.

MEDITAZIONE
Gesù si fa riconoscere dalle donne e le manda ad annunciare la verità della sua risurrezione. Esse accolgono con gioia la notizia, mentre i nemici di Gesù si rifiutano di credere, rifugiandosi nella menzogna. I cristiani devono mettere in luce e annunciare la buona Novella in tutto il mondo. I fatti di Pasqua che gli evangelisti hanno vissuto e riassunto nella loro narrazione sono una testimonianza. Testimonianza contestata nella loro epoca, come oggi. Se vuol realizzare la propria missione e diventare cattolica, cioè illuminare l’universo con l’annuncio del Regno di Dio e del Vangelo della sua grazia, la Chiesa deve lasciarsi guidare dallo Spirito, che solo può far crescere la comunità dei salvati nella santità e nell’unione. Da oggi primo giorno dopo Pasqua, inizia la vita quotidiana della Chiesa. Accogliendo la Parola di Dio con cuore puro, il Poverello di Cristo, “uomo semplice e illetterato”, ha potuto penetrare nei misteri più ardui : la sua santità era contagiosa, attirava tutti e, come racconta san Bonaventura, anche gli animali ne subivano il fascino.

PREGHIERA
Signore Gesù, dopo la risurrezione Ti sei manifestato alle donne che erano venute al sepolcro, e le hai mandate a portare agli apostoli il gioioso messaggio pasquale. Rendici capaci di prestar fede ai testimoni della tua vittoria, qualunque sia la loro funzione o la loro condizione sociale. Dona anche a noi di incontrarti lungo la strada, e di vivere per sempre con te in un’eternità di gioia.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO Domenica 1 Aprile 2018 Pasqua

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 91
DOMENICA 1 APRILE 2018
RISURREZIONE DEL SIGNORE--solennità--
VANGELO
Gv 20,1-9
Egli doveva risuscitare dai morti.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 740
La sua terribile sentenza di maledizione colpiva quelli che con opere inique e cattivi esempi violavano la santità dell'Ordine.

Gli fu riferito un giorno che erano stati ricevuti dal vescovo di Fondi, due frati, i quali, sotto pretesto di un maggior disprezzo di sé, coltivavano una barba più lunga del conveniente. Il vescovo li aveva apostrofati: "Badate bene di non deturpare con la presunzione di queste novità la bellezza dell'Ordine".
Il Santo si alzò di scatto, e levando le mani al cielo, col volto inondato di lacrime, proruppe in queste parole di preghiera o piuttosto di maledizione: "Signore Gesù Cristo, tu che hai scelto i dodici Apostoli, dei quali anche se uno venne meno, gli altri però rimasero fedeli ed hanno predicato il santo Vangelo animati dall'unico Spirito, tu, o Signore, in questa ultima ora, memore della antica misericordia.
Hai fondato l'Ordine dei frati a sostegno della tua fede e perché per loro mezzo si adempisse il mistero del tuo Vangelo. Chi dunque ti darà soddisfazione per loro, se quelli che hai mandato a questo scopo, non solo non mostrano a tutti esempi di luce, ma piuttosto le opere delle tenebre?
"Da Te, o Signore santissimo, e da tutta la curia celeste e da me tuo piccolo siano maledetti quelli che col loro cattivo esempio confondono e distruggono ciò che un tempo tu hai edificato per mezzo dei santi frati di questo Ordine e non cessi di edificare!".
Dove sono quelli che si dichiarano felici della sua benedizione e si vantano di essersi accaparrati a loro piacimento la sua amicizia? Se, Dio non voglia, si troverà che hanno mostrato le opere delle tenebre con pericolo del prossimo, senza pentirsene, guai a loro, guai di dannazione eterna!
MEDITAZIONE
Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi dai nostri che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti:.... è l’amore che aiuta il cuore ad aprirsi e a credere. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele, di un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. Francesco, parlando ai suoi frati: .... li ammaestrò con santi discorsi a celebrare continuamente la Pasqua del Signore, cioè il passaggio da questo mondo al Padre, passando per il deserto del mondo in povertà di spirito, e come pellegrini e forestieri e come veri Ebrei" FF1129.

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PREGHIERA
O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte
e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

sabato 31 marzo 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Sabato Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
SABATO
Dalle Fonti Francescane 1237
1237 Francesco, ormai confitto nella carne e nello spirito con Cristo suIIa croce, non solo ardeva di amore serafico verso Dio, ma sentiva la sete stessa di Cristo crocifisso per la salvezza degli uomini. E siccome non poteva camminare, a causa dei chiodi sporgenti sui piedi, faceva portare attorno per città e villaggi quel suo corpo mezzo morto, per animare tutti gli altri a portare la croce di Cristo. Diceva ai frati: “ Incominciamo, fratelli, a servire il Signore Dio nostro, perché finora abbiamo combinato poco ”.
Che cosa c'è di più familiare, di più scontato, per un cristiano, del simbolo della Croce? Eppure, a noi, cristiani del terzo Millennio, farebbe bene talvolta mettere tra parentesi secoli e secoli di assuefazione all'immagine del Crocifisso per tornare a scoprire il significato profondo della Croce con il commosso stupore con cui ad essa volgevano lo sguardo i credenti dei primi secoli.
La vita intera di S. Francesco è segnata dal segno della Croce!
Ma la Croce non è per S. Francesco un semplice simbolo, quasi un'astrazione geometrica. Francesco è l'uomo innamorato dell'umanità di Cristo.
Dal Testamento di San Francesco FF111.
Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Qui è sottolineata la sua fede nel Cristo presente nelle chiese,fede eucaristica dunque. Francesco insegna questa preghiera ai suoi compagni ed essi, quando passavano vicino a una chiesa, o anche la scorgevano di lontano, si inchinavano in quella direzione e, proni col corpo e con lo spirito, adoravano l'Onnipotente. Pregavano con questa preghiera anche quando vedevano una croce o una forma di croce, ovunque fosse.
Preghiera conclusiva.
Donaci o Signore, per intercessione del serafino d’amore, San Francesco il mendicante di Dio, che hai chiamato alla tua sequela, amante della povertà e testimone gioioso della tua Parola di salvezza,... donaci di poter essere, come lui, serafini d’amore nell’amarti e nel donarci nella semplicità e purezza evangelica per essere testimoni veri del messaggio Evangelico del tuo disegno di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

MEDITAZIONI FRANCESCANE Venerdì Settimana Santa

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
SETTIMANA SANTA
VENERDI'
Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano (2 Cel 196 FF784)
Fra le altre parole, che ricorrevano spesso nel parlare, non poteva udire l’espressione “amore di Dio” senza provare una certa commozione. Subito infatti, al suono di questa espressione”amore di Dio” si eccitava, si commuoveva e si infiammava, come se venisse toccata col plettro della voce la corda interiore del suo cuore. E’ una prodigalità da nobili, ripeteva, offrire questa ricchezza in cambio dell’elemosina e sono quanto mai stolti quelli che l’apprezzano meno del denaro. Da parte sua, osservò infallibilmente sino alla morte il proposito, che aveva fatto quando era ancora nel mondo, di non respingere alcun povero che gli chiedesse per amore di Dio.
Pensiamo all’ultima cena di Gesù di cui noi facciamo anamnesi in ogni Eucarestia. I Dodici, i presenti, avevano la nostra stessa percezione delle parole e dei gesti di Gesù? No davvero! Erano storditi, confusi dallo stridore tra ciò che era accaduto – l’ingresso trionfale a Gerusalemme – e le scelte di Gesù. Ma ora, quando noi celebriamo, sappiamo Chi era presente e cosa stava facendo in quella stanza preparata per la Pasqua, sappiamo Chi è presente e cosa sta facendo per noi. Cosa fa Gesù con i discepoli di Emmaus? Apre il loro cuore all’intelligenza delle Scritture, cominciando da Mosè. Lega la sua vita e la loro, la vicenda sua e il dolore loro a una storia più grande, dove l’una illumina l’altra e …diventa vita! E vita per sempre per tutti, perché la Resurrezione di Cristo investe tutto, presente, passato e futuro, e tutto vivifica.
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Esortazione alla Lode di Dio
Temete il Signore e rendetegli onore
Il Signore è degno di ricevere la lode e l'onore
Voi tutti che temete il Signore, lodatelo
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con Te
Lodatelo, cielo e terra
Lodate il Signore, o fiumi tutti
Benedite il Signore, o figli di Dio
Questo è il giorno fatto dal Signore, esultiamo e rallegriamoci in esso
Alleluia, alleluia, alleluia! Il Re di Israele
Ogni vivente dia lode al Signore
Il Lodate il Signore, perchè è buono
Tutti voi che leggete queste parole, benedite il Signore
Benedite il Signore, o creature tutte
Voi tutti, uccelli del cielo, lodate il Signore
Servi tutti del Signore, lodate il Signore
Giovani e fanciulle lodate il Signore
Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricevere la lode, la gloria e l'onore.
Sia benedetta la santa Trinità e l'indivisa Unità
San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento
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Mariano Fiorentino (+1523) afferma che queste Lodi erano nel Convento dell'Eremita (Terni) e che erano autografe di San Francesco.