Non è la ricchezza in sé stessa che viene criticata da Gesù, ma l’uso che se ne fa. L’uso egoistico della ricchezza rende aridi e pochi sono coscienti della propria aridità spirituale: non si rendono conto che la piena soddisfazione dei nostri desideri è in Dio. Chi vive in Dio non ha come unico scopo di aumentare e godere delle ricchezze terrene, ma attinge la propria soddisfazione dalla Parola, confrontandola con le sue parole, cercando di pensare con la mente di Gesù, cercando di amare col suo cuore….cercando di essere ricchi di Dio! Dal Cuore divino escono il Sangue e l’Acqua della nostra salvezza e, quando cerchiamo di vivere il Vangelo è una goccia di quell’acqua viva che beviamo, ed ogni gesto d’amore verso il prossimo è un sorso di quell’acqua. Sì, proprio così: quell’acqua così viva e preziosa ha questo di speciale, che zampilla nel nostro cuore ogni volta che l’apriamo all’amore verso tutti. E’ una sorgente, quella di Dio, che dona acqua nella misura in cui noi vogliamo dissetare gli altri con piccoli o grandi gesti d’amore e….ci rende ricchi, ricchi, ricchissimi dell’unica ricchezza che dà la vera gioia e la vita eterna. Il Celano scrive così di Francesco (FF 475):
Simile a un fiume del Paradiso, il nuovo evangelista di questo ultimo tempo, ha diffuso con amorosa cura le acque del Vangelo per il mondo intero, e con le opere ha additato la via e la vera dottrina del Figlio di Dio. Così in lui e per suo merito, il mondo ritrovò una nuova giovinezza e una insperata esultanza, e il virgulto dell'antica religione ha subito rinnovato rami, che erano ormai vecchi e decrepiti. Gli eletti furono riempiti di uno spirito nuovo e dell'abbondanza della grazia, quando questo santo servo di Cristo, come astro celeste, ha irradiato la luce della sua originale forma di vita e dei suoi prodigi.

Nessun commento:
Posta un commento