L’amore è di natura sua totalizzante, non sopporta mezze misure o rivalità. Anche l’amore verso Dio non sfugge a questa dinamica: tutto il nostro cammino di fede si risolve nella nostra capacità a scegliere Dio come oggetto del nostro amore, della nostra passione, del nostro desiderio. Amarlo, semplicemente amarlo, vale più di tutti i sacrifici, di tutte le offerte, di tutte le preghiere che possiamo religiosamente compiere. Dio sembra prediligere per la sua azione proprio i piccoli e i semplici. Infatti Francesco, umile e semplice, insegna a tutti cosa significa amare Dio.La scelta stessa di Francesco della minorità come condizione di vita (“voglio che i miei frati si chiamino e siano minori”) è l’espressione concreta di questa intuizione. Ancor prima di essere una scelta di Francesco, quella di vivere a contatto con i poveri e per i poveri, c’è la scelta di Dio, che “suole rivelare i suoi misteri ai semplici e ai piccoli". Ogni volta che riconosciamo la nostra piccolezza, ci portiamo al centro del Suo desiderio.

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