Il mondo d'oggi, non diversamente dai tempi apostolici, è in preda al caos: c'è chi confida ancora negli idoli, chi in sè stesso, chi in vani ed utopistici ideali. Considerando tutto ciò, sentiamoci impegnati ad adempiere fedelmente il grande compito che ancora oggi ci è affidato, cioè portare a tutti la Buona Novella tenendo sempre accesa la lampada della fede: perché questo avvenga, bisogna ravvivarla con l’amore e l’attenzione continua verso Dio e i fratelli, con impegno costante e fedeltà al servizio. E’ il servizio che rivela la nostra appartenenza a Cristo e la nostra fede nel Padre che ci invita a considerare tutti come fratelli. Per Francesco era il grande amore che nutriva per il suo Signore ad alimentare quella fede che gli permetteva di comprendere le Scritture, di scoprire i pensieri altrui, di penetrare i più impenetrabili misteri divini e, come dicono le Fonti Francescane 689: “ Quantunque questo uomo beato non avesse ricevuta nessuna formazione di cultura umana, tuttavia, istruito dalla sapienza che discende da Dio e, irradiato dai fulgori della luce eterna, aveva una comprensione altissima delle Scritture. La sua intelligenza, pura da ogni macchia, penetrava le oscurità dei misteri, e ciò che rimane inaccessibile alla scienza dei maestri era aperto all'affetto dell'amante.
Ogni tanto leggeva nei Libri Sacri, e scolpiva indelebilmente nel cuore ciò che anche una volta sola aveva immesso nell'animo. "Per lui, la memoria teneva il posto dei libri", perché il suo orecchio, anche in una volta sola, afferrava con sicurezza ciò che l'affetto andava meditando con devozione. Affermava che questo metodo di apprendere e di leggere è il solo fruttuoso, non quello di consultare migliaia e migliaia di trattati. Riteneva vero filosofo colui che non antepone nulla al desiderio della vita eterna. Affermava ancora che perviene facilmente dalla scienza umana alla scienza di Dio, colui che, leggendo la Scrittura, la scruta più con l'umiltà che con la presunzione. Spesso scioglieva con una sola frase questioni dubbie e senza profusioni di parole dimostrava grande intelligenza e profonda penetrazione ".

Nessun commento:
Posta un commento