venerdì 19 febbraio 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 51


Per raggiungere il proprio scopo, la maggior parte degli uomini è più capace di un grande sforzo che di una lunga perseveranza. Il Vangelo ci insegna la necessità di perseverare nel custodire e mettere in pratica la Parola, che solo così darà i suoi frutti. Custodire la Parola significa viverla: come Francesco che, mentre la custodiva, la meditava e la viveva: è diventato il più grande, facendosi il più piccolo di tutti. Egli viveva con grande umiltà: questo era il suo segreto per vivere nella divina volontà. Nelle FF 1106 leggiamo come istruiva i suoi compagni:
“.....Tra le altre grazie che per sua degnazione, la divina misericordia mi ha concesso, vi è questa: che io sono disposto ad obbedire con uguale sollecitudine a uno che fosse novizio da un’ora, qualora mi venisse dato per guardiano, e al frate più vecchio e più prudente. Il suddito- aggiungeva –non deve vedere nel suo prelato un uomo, ma Colui per amore del quale accetta di obbedire. E quanto più è spregevole chi comanda, tanto più piace l’umiltà di chi obbedisce”.
E noi, 
la Parola di Dio, la ascoltiamo? La viviamo? La testimoniamo? La annunziamo?





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