venerdì 15 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 64

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 729

Vedeva che alcuni desideravano ardentemente le cariche dell’Ordine, delle quali si rendevano indegni, oltre al resto, anche per la sola ambizione di governare. E diceva che questi non erano frati minori, ma avevano dimenticato la loro vocazione ed erano decaduti dalla gloria. Confutava poi con abbondanza di argomenti alcuni miserabili, che sopportavano a malincuore di essere rimossi dai vari uffici, perché più che l’onere cercavano l’onore. Un giorno disse al suo compagno: “Non mi sembrerebbe di essere un frate minore se non fossi nella disposizione che ti descriverò. Ecco—essendo superiore dei frati vado al capitolo, predico, li ammonisco, e alla fine si grida contro di me: - Non è adatto per noi un uomo senza cultura e dappoco. Perciò non vogliamo che tu regni su di noi perché non sei eloquente, sei semplice ed ignorante. Alla fine sono scacciato con obbrobrio, vilipeso da tutti. Ti dico: se non ascolterò queste parole conservando lo stesso volto, la stessa letizia d’animo, lo stesso proposito di santità, non sono per niente frate minore”. E aggiungeva: “Il superiorato è occasione di caduta, la lode di precipizio. L’umiltà del suddito invece porta alla salvezza dell’anima. Perché allora volgiamo l’animo più ai pericoli che ai vantaggi, quando abbiamo la vita per acquistarci meriti?”.

MEDITAZIONE
Essere prudenti non significa non rischiare, ma seguire Gesù senza esitazioni e rinunciare a tutto quello che potrebbe impedirci di seguirlo fino in fondo. Egli è il solo maestro che può guidarci all’unico bene capace di colmare il nostro cuore. Gesù esige un amore esclusivo, per Lui occorre operare delle scelte. Non occuparsi della propria famiglia, cioè staccarsene totalmente con l’affetto, significa creare uno spazio enorme di disponibilità nel proprio cuore. Gesù chiede di non occuparsi più di sé stessi e di agguerrirci contro satana. Gesù ci suggerisce di spendere tutto per comprare “forza dall’alto”, cioè lo Spirito Santo. Senza la rinuncia, la povertà del cuore, l’umiltà, è impossibile affrontare le battaglie spirituali e seguire Gesù: imitiamo Francesco nel suo modo di amarlo e servirlo perché, proprio la nostra povertà e inadeguatezza ci permettono di vivere alla sequela di Cristo, la cui forza è la fiducia nel Padre.





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