giovedì 14 aprile 2016

MEDITAZIONI FRANCESCANE 63

MEDITAZIONI FRANCESCANE

FF 731

Essendosi recato a Imola, città della Romagna, si presentò al vescovo della diocesi per chiedergli il permesso di predicare. “Basto io—rispose il vescovo—a predicare al mio popolo”. Francesco chinò il capo e uscì umilmente. Ma poco dopo, eccolo dentro di nuovo. “Che cosa vuoi, frate?- riprese il vescovo –Cosa domandi ancora?”. “Signore,- rispose Francesco- se il padre scaccia il figlio da una porta, deve necessariamente entrare da un’altra”. Vinto dalla sua umiltà, il vescovo con volto lieto lo abbracciò, esclamando: “D’ora in poi tu e i tuoi frati predicate pure nella mia diocesi, con mio generale permesso, perché la tua santa umiltà lo ha meritato”.


MEDITAZIONE
Dio non ci chiede di disprezzare le sue creature, e ancor meno l’amore umano che unisce gli sposi; ci chiede di non lasciare che queste realtà create diventino un ostacolo nel nostro cammino verso di Lui. Queste realtà sono fatte per rivelarci il creatore, che in esse e al di là di esse, rimane l’unica vera fonte della nostra felicità. Mediante la sua parola, Gesù, ci chiede di lasciare tutto, di lasciare soprattutto noi stessi e di accogliere la sua gioia. Impariamo da Francesco l'umiltà del cuore. Ogni giorno,in nostro Dio, viene a cercarci dovunque siamo. Non facciamoci pregare troppo, non ci accada di essere lasciati fra coloro che non assaggeranno la cena del Signore perché, sebbene più volte invitati, non hanno saputo apprezzare il dono.






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