domenica 26 marzo 2017

MEDITAZIONI QUARESIMALI 27

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
27° GIORNO
Lunedì 27 Marzo
"....voi non fatevi chiamare "rabbì", perchè uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. Chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato" Mt 23,5-8.12
"......In qualunque luogo si trovasse, in compagnia di religiosi o secolari, se gli avveniva di avere lo spirito turbato da vanagloria, superbia o altro vizio, all'istante se ne confessava davanti a loro, crudamente, senza cercare attenuanti..." FF1588
""..tutti noi frati guardiamoci da ogni superbia e vana gloria; e difendiamoci dalla sapienza di questo mondo e dalla prudenza della carne . Lo spirito della carne, infatti, vuole e si preoccupa molto di possedere parole, ma poco di attuarle, e cerca non la religiosità e la santità interiore dello spirito, ma vuole e desidera
avere una religiosità e una santità che appaia al di fuori agli uomini.È di questi che il Signore dice: "In verità vi dico, hanno ricevuto la loro ricompensa". Lo spirito del Signore invece vuole che la carne sia mortificata e disprezzata, vile e abbietta, e ricerca l'umiltà e la pazienza e la pura e semplice e vera pace dello spirito ....." . FF48

Francesco ci insegna che il centro della nostra persona, è al di fuori di noi, non ci appartiene. Perchè? Perchè il nostro centro è il Signore, da Lui proviene tutto ciò che siamo, che abbiamo, che siamo chiamati ad essere. In Lui solo possiamo trovare noi stessi e la nostra vera identità. Se questa nostra vita è un dono, e lo è, è necessario prendere consapevolezza del progetto da realizzare amministrando questo stesso dono...tenendo presente che il progetto è di Dio!
San Francesco con la sua umiltà ci esorta a non esaltarci di fronte agli uomini, ma a dare onore e gloria a Dio , per quanto Egli opera in noi.
+ Liberaci, Signore, dalla tentazione di apparire giusti davanti agli uomini più di quanto siamo davanti a Te; donaci il coraggio di mostrarci per quello che siamo, e di gloriarci solo in questo: nel dare a Te la gloria che ti spetta e, da servi fedeli, come san Francesco, attribuire a Te ogni bene che ci doni.



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