QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
28° GIORNO
Martedì 28 Marzo
Dalla regola del Terz’Ordine francescano regolare
24. Qualora sorgesse tra loro, a motivo di parole o di atteggiamenti, occasione di turbamento, chiedano subito umilmente perdono l’uno all'altro prima di offrire a Dio la loro preghiera.
Se qualcuno avesse trascurato gravemente gli impegni di vita che ha professato, sia ammonito dal ministro o da coloro che saranno venuti a conoscenza della sua colpa. Però questi non gli procurino vergogna né disonore, ma abbiano grande misericordia verso di lui. Tutti poi devono evitare attentamente di adirarsi e di scandalizzarsi per il peccato di qualcuno, poiché l’ira e il turbamento, in sé e negli altri, impediscono la carità.
Mt 18, 21-22
Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette».
Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette».
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Dalla Compilazione di Assisi
per quelli che perdonano per il tuo amore
e sostengono infermità e tribolazioni.
Beati quelli che le sosterranno in pace
perchè da te, Altissimo, saranno coronati.
Dalla Compilazione di Assisi
In quello stesso periodo, mentre giaceva malato, avendo già composte e fatte cantare le Laudi, accadde che il
vescovo di Assisi allora in carica scomunicò il podestà della città. Costui, infuriato, a titolo di rappresaglia, fece
annun-ziare in maniera forte e vistosa questo bando: che nessuno vendesse al vescovo o comprasse da lui alcunché
o facesse dei contratti con lui. A tal punto erano arrivati a odiarsi reciprocamente. Il beato Francesco, malato com
'era, fu preso da pietà per loro, soprattutto perché nessun religioso o secolare si interessava dì ristabilire tra i due
la pace e la concardia. E disse ai suoi compagni: "Grande vergogna è per noi, servi di Dio, che il vescovo e il
podestà si odino talmente l'un l'altro, e nessuno si prenda pena di rimetterli in pace e concordia ". Compose allora questa strofa, da aggiungere alle Laudi:
Laudato si, mi Signoreper quelli che perdonano per il tuo amore
e sostengono infermità e tribolazioni.
Beati quelli che le sosterranno in pace
perchè da te, Altissimo, saranno coronati.
Poi chiamò uno dei suoi compagni e gli disse: "Va', e dì al podestà, da parte mia, che venga al vescovado lui
insieme con i magnati della città e altri che potrà condurre con sé ". Mentre quello andava, egli disse agli altri due
compagni: "Andate e cantate il Cantico di frate Sole alla presenza del vescovo e del podestà e degli altri che sono
con loro. Ho fiducia nel Signore che renderà umili i loro cuori, ed essi faranno pace e torneranno all'amicizia e
all'affetto di prima ". Quando tutti furono riuniti nello spiazzo interno del chiostro dell 'episcopio, quei due frati si
alzarono ed uno disse: "il beato Francesco ha composto durante la sua infermità le Laudi del Signore per le sue
creature, a lode di Dio e a edificazione del prossimo. Vi prego che state a udirle con devozione ".
Così cominciarono a cantarle. Il podestà si levò subito in piedi e, a mani giunte come si fa durante la lettura del
Vangelo, pieno di viva devozione, e anzi in lacrime, stette ad ascoltare attentamente. Egli aveva infatti molta fede e
venerazione per il beato Francesco. Finite le Laudi del Signore il podestà disse davanti a tutti: "Vi dico, in verità,
che non solo al signor vescovo, che devo considerare mio signore, sarei disposto a perdonare, ma anche a chi mi
avesse assassinato il fratello o il figlio ". Indio si gettò ai piedi del vescovo dicendogli: "Per amore del Signore
nostro Gesù Cristo e del beato Francesco, suo servo, eccomi pronto a soddisfarvi in tutto, come a voi piacerà ".
Il vescovo lo prese fra le braccia, si alzò e gli rispose: "Per la carica che ricopro dovrei essere umile. Purtroppo
ho un temperamento portato all'ira. Ti prego di perdonarmi." E così i due si abbracciarono e baciarono con molta
cordialità e affetto. I frati ne restarono molto colpiti, constatando la santità del beato Francesco, poiché si era
realizzato alla lettera quanto egli aveva predetto della pace e concordia di quelli. Tutti coloro che erano stati
presenti alla scena e avevano sentito quelle parole, ritennero la cosa un grande miracolo, attribuendo ai meriti del
beato Francesco il fatto che il Signore avesse così subitamente toccato il cuore dei due avversari.
I quali, senza più ricordare gli insulti reciproci, tornarono a sincera concordia dopo uno scandalo così grave.
(FF 1616)
Dalle Beatitudini di San Francesco
Sono veri pacifici coloro che in tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo. (Am: FF162-176.178)
E soprattutto ascoltiamo la parola di Gesù che ha posto la misericordia come un ideale di vita e come criterio di credibilità per la nostra fede: « Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5,7) è la beatitudine a cui ispirarsi.
+ Francesco, ammirabile altezza dell'umiltà,
degnazione stupenda della misericordia divina,
intercedi perchè Cristo nel suo Regno
si ricordi di noi peccatori.
degnazione stupenda della misericordia divina,
intercedi perchè Cristo nel suo Regno
si ricordi di noi peccatori.

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