domenica 9 aprile 2017

MEDITAZIONI SETTIMANA SANTA 2

San Francesco e il Vangelo
SETTIMANA SANTA
Nel sì pronunciato da Maria, nella sua adesione al progetto del Padre, ha potuto innestarsi il sì di Gesù, il sì di Giuseppe e di tutti i Santi. Anche il nostro sì. Sì di abbandono totale alla volontà del Padre! Sì rinnovato ogni giorno nella gioia, nella fatica, nella stanchezza e nell’ora estrema della sofferenza più dura, quella che ci svela l’umanità di Dio che si è fatto uno di noi! Una storia che non possiamo guardare dal di fuori, come spettatori, perchè la vita di Cristo è la nostra vita e solo in essa, io e ciascuno di voi, troviamo la salvezza! Al sì di Maria e di Gesù, possa unirsi sempre anche il nostro, ed essere in loro e con loro, una cosa sola nel cuore del Padre,
Francesco convinto ed entusiasta della sua vocazione cominciò a vivere nella più assoluta penitenza, tanto che molti lo ritennero addirittura pazzo (FF1041). Ma proprio per questa ``pazzia`` alcuni suoi conoscenti trovarono motivo per seguirlo sulla via dell’assoluta povertà. Si raccolsero così intorno a lui dei giovani, desiderosi di darsi a Dio, e venne avviato l`ORDINE DEI FRATI MINORI, tale infatti era denominata la prima delle istituzioni religiose francescane.
Avvertiamo anche noi una nostalgia, un desiderio, il sogno di un mondo nuovo, più pulito, più buono ?Ebbene, questo mondo chi lo farà? Lo faremo noi se, contagiati dalla “pazzia d'amore”, a nostra volta contageremo il mondo con il nostro entusiasmo, il nostro impegno, il nostro servizio, e portando l'annuncio della resurrezione.
Mio Dio e mio tutto
Mio Dio e mio tutto!
Chi siete voi,
mio dolcissimo Signore Iddio,
e chi sono io,
io povero vermiciattolo,
vostro servo?...
Signore santissimo
io vorrei amarvi
Signore mio Dio,
io vi dono tutto il cuor mio
e lo desidero ardentemente
fare sempre di più,
se almeno lo potessi compiere.
Questa preghiera è riportata da Bartolomeo da Pisa, nelle sue "Conformitates", come preghiera quotidiana di San Francesco. 
Anzi, Bartolomeo scrive che il Serafico passava delle notti intere meditando su queste parole.  Il Santo davanti alla immensità di Dio si umilia fino a chiamarsi "vermiciattolo"!.

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