sabato 17 febbraio 2018

MEDITAZIONI FRANCESCANE Quaresima 3

 
San Francesco e il Vangelo
QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Siamo in cammino.......
3° GIORNO
Francesco si isolava e digiunava per pregare meglio, per andare al cuore del mistero di Dio, amore misericordioso tanto forte e potente da poter perdonare, risanare, far risorgere anche dal peccato più grande.
Penitenza, preghiera e digiuno:questo è il cammino scelto da Francesco per "tornare" a Dio.
San Francesco aveva una spiccata predilezione per il "Padre nostro", preghiera insegnata dal Maestro. Immerso nella sua profonda unione con Gesù Cristo sentiva la necessità di pregare come Lui, con le sue stesse parole. Prendendo spunto dalla preghiera di Gesù medita, contempla, gode, canta, implora,..... e istruisce i fratelli pregando con loro. E così nacque la Parafrasi, che è essa stessa preghiera....
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In quel tempo i frati gli chiesero con insistenza che insegnasse loro a pregare, perché, comportandosi con semplicità di spirito, non conoscevano ancora l'ufficio liturgico. Ed egli rispose: "Quando pregate, dite: Padre nostro!

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Poiché camminavano con semplicità davanti a Dio e con coraggio davanti agli uomini, in quel tempo meritarono i santi frati la grazia di una rivelazione soprannaturale. Animati dal fuoco dello Spirito Santo, pregavano cantando il "Pater noster" su una melodia religiosa, non solo nei momenti prescritti, ma ad ogni ora, perché non erano preoccupati dalle cure materiali.

PARAFRASI DEL PADRE NOSTRO
[266] O santissimo Padre nostro: creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro.
[267] Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, illuminandoli alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce,
infiammandoli all'amore, perché tu, Signore, sei amore, ponendo la tua dimora in loro e riempiendoli di beatitudine,
perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.
[268] Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, affinché possiamo conoscere l'ampiezza
dei tuoi benefici, l'estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.

[269] Venga il tuo regno: perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la
visione di te è senza veli,
l'amore di te è perfetto,
la comunione di te è beata,
il godimento di te senza fine.
[270] Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te;
con tutta l'anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa
cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell'anima e del corpo a
servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con
ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non
recando nessuna offesa a nessuno.
[271] Il nostro pane quotidiano: il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria,
comprensione e reverenza dell'amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.
[272] E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto
e per i meriti e l'intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.
[273] Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che non sappiamo pienamente perdonare, tu, Signore, fa' che
pienamente perdoniamo sì che, per amor tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo presso di te, non
rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento a tutti.
[274] E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.
[275] Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.
Gloria al Padre, ecc.
+ Gesù, durante la Quaresima il Venerdì è giorno di astinenza dalle carni, ed io vorrei digiunare per aprire il mio cuore al Padre e all'amore degli altri: rendendo più povera la mia mensa imparerò a superare l'egoismo per vivere nella logica del dono e dell'amore..

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